Cinque cose da sapere sui prelievi dal conto corrente

Fate molta attenzione quando effettuate prelievi sul vostro conto. I movimenti sul conto potrebbero mettervi nel mirino del Fisco e le nuove norme prevedono accertamenti pesanti: ecco cosa c'è da sapere

Fate molta attenzione quando effettuate prelievi sul vostro conto. I movimenti sul conto potrebbero mettervi nel mirino del Fisco e le nuove norme prevedono accertamenti pesanti. Così è meglio chiarire alcuni aspetti sul fronte dei prelievi. Inannzitutto, come riporta laleggepertutti.it, va chiarito il limite per i prelievi. In Italia non esiste un limite di importo che può essere prelevato dal conto corrente. Il correntista può prelevare, in un colpo solo, anche tutto l’ammontare di denaro depositato in conto, benché sia superiore a 3.000 euro. Il dipendente allo sportello non può impedire tali operazioni.

La segnalazione all'antiriciclaggio avviene solo nel caso in cui lo sportellista ritenga sospetta l'operazione. Per quanto riguarda la frequenza del prelievo non vi sono limiti: potrebbe avvenire giornalmente, settimanalmente, mensilmente o anche più volte nell’arco della stessa giornata. Fate però attenzione ad alcuni movimenti. L’unico problema che potrebbe sorgere, per chi preleva consistenti somme di denaro – a prescindere, quindi, dal limite di tracciabilità di 3.000 euro – è quello di un controllo fiscale. Come spiega laleggepertutti.it “il prelievo dal conto senza indicazione del beneficiario è evasione”, potrebbe capitare (e con gli imprenditori è molto frequente) che l’Agenzia delle Entrate chieda giustificazione circa la destinazione del denaro e, se il contribuente non la fornisce, potrebbe subire un accertamento per evasione fiscale. Infatti, il prelievo di consistenti somme di denaro si presume essere effettuato ad uso investimento e, in quanto tale, suscettibile di procurare altro reddito: la mancata tracciabilità di tale spostamento è dunque una presunzione di “nero".