Cittadella, norme anche sull’intimo delle vigilesse

Il regolamento detta le regole da seguire per un look consono al ruolo ricoperto. Anche l’intimo deve essere adeguato

La Polizia locale di Cittadella, comune in provincia di Padova di circa 20mila abitanti, dovranno seguire un regolamento specifico per quanto riguarda l’abbigliamento da adottare durante le ore di servizio. Sempre che il nuovo articolo 30 venga approvato durante il prossimo consiglio comunale a maggioranza leghista. Il vademecum non interesserà solo il look di capelli e viso, ma anche l’abbigliamento intimo.

Gli agenti della polizia locale, e soprattutto le donne, non potranno usare colori sgargianti per reggiseno e slip. Un colore neutro sarà perfetto, in modo da non essere visibile sotto l’uniforme. Anche i collant dovranno essere adeguati, semplici, senza ricami e da indossare sempre, anche durante la stagione estiva. Il taglio di capelli dovrà essere ordinato, possibilmente naturale. Meglio se i capelli verranno raccolti a coda alta di cavallo, ovviamente legati con elastici non appariscenti e non oltre il collo della giacca.

I gioielli sono ammessi, ma senza esagerare. Via libera alla fede nuziale, a una catenina ed eventualmente a un braccialetto sottile portato sul polso sinistro. Anche per questioni di sicurezza. Il trucco poi dovrà essere sobrio, con colori tenui. Praticamente quell’effetto quasi struccato, inesistente. Niente rossetti troppo colorati e bandite le ciglia finte. Un velo di mascara sarà perfetto. Chi porta gli occhiali dovrà scegliere montature classiche.

Il regolamento è rivolto anche ai colleghi uomini, anche se questi avranno regole meno rigide. Barba e baffi saranno leciti, purché ordinati e non eccessivamente lunghi. Per gli agenti che amano sfoggiare le basette ci saranno alcuni accorgimenti da non sottovalutare. Non dovranno essere a punta, ma regolari e ordinate e, soprattutto, non troppo lunghe.

Il comandante Samuele Grandin ha così spiegato il motivo di tale regolamento che potrebbe entrare in vigore a Cittadella “I nostri agenti sono tenuti ad avere un aspetto consono. È finita l’era del vigile trasandato, magari col bicchiere di vino o il panino in mano: i nostri agenti devono mostrare una percezione di sicurezza. Carabinieri, guardia di finanza o polizia locale non cambia niente: siamo forze dell’ordine a tutti gli effetti, per cui vige un principio militaresco. Ai concorsi capita di vedere gente con piercing e tatuaggi: chi sceglie questo lavoro deve capire che non siamo un’armata Brancaleone, e per chi non si adegua scatteranno i procedimenti disciplinari”.

I rappresentanti dei sindacati dei vigili urbani non hanno accolto di buon occhio il nuovo possibile regolamento e già sono sul piede di guerra. Sarebbe già pronta una diffida da far recapitare all’amministrazione. Come ha tenuto a precisare Emanuela De Paolis, rappresentante della CGIL di Padova, “Chiederemo di bloccare il provvedimento e di avviare un tavolo di confronto. I lavoratori sono all’oscuro delle norme contenute nel nuovo regolamento e vogliono fare le proprie osservazioni, così come prevede il contratto”.