Clinton, Trump e Sanders: dietro la firma, l'idea del potere

La grafologia è un mezzo per conoscerci e conoscere l’altro. Comincia un viaggio alla scoperta dell'Io di politici, artisti e protagonisti della cronaca nera. Ecco l'analisi sui candidati alla Casa Bianca.

Lo studio del gesto grafico ci insegna a conoscere e mediare il conflitto insito in ognuno di noi. La grafologia è un mezzo per conoscerci e conoscere l’altro; ci fornisce gli strumenti per una presa di coscienza reale del nostro Io e per un aiuto concreto all’altro. Ma ci aiuta a conoscere anche chi governa. Ecco dunque un'analisi della scrittura e delle firme dei tre candidati alla poltrona della Casa Biana: Hillary R. Clinton, Donald Trump e Bernie Sanders.

La scrittura di Hillary R. Clinton

Osservando la firma e la scrittura di Hillary R. Clinton non si può non notare la presenza di doti personali di volitività, tenacia e notevole ambizione. Le aste rette e una certa rigidità, soprattutto nella firma, mettono in evidenza un Io sociale che rivendica un ruolo di protagonista come donna, che non molla facilmente e che tenta di raggiungere i traguardi, sicura delle proprie doti intellettive e della capacità di argomentare e socializzare per ottenere i risultati che si è prefissati (firma con iniziali grandi e lettere sostenute da una buona energia - vedi pressione uniforme, intensa e continua). Jung la definirebbe una donna in cui prevale l’animus, ossia quella componente maschile che le permette di non arrendersi, ma anche di esprimere al meglio quella parte femminile che, pur con note di ambizione (vedi aste rette in alto e in basso), che la porta anche a mostrare i propri sentimenti ed emozioni. Con questo intendo dire che Hilary Clinton possiede caratteristiche naturali per condurre con determinazione la cosa pubblica, combattendo anche col sesso forte senza alcun timore.

Ama essere sempre e comunque rispettata, ma è cosciente dei propri valori ed è questa una nota che le permette solidità, lucidità di giudizio e introspezione (vedi dimensione piccola delle lettere minuscole). Ottima parlatrice, controllata ed essenziale nei modi (vedi assenza di svolazzi ed aste rette), sa coinvolgere e convincere l’interlocutore, sia esso persona singola, sia platea, poiché è in grado di dimostrare apertura, chiarezza e incisività. Guai però a contraddirla poiché sfodererebbe le sue abilità di arringa, fatte di logica stringata e di aggressività.

La scrittura di Donald Trump

La differenza tra scrittura e firma mette in evidenza una personalità originale, contorta e imprevedibile, con una notevole forza vitale che gli permette di affrontare con grinta la realtà. La scrittura tracciata in parte in stampato maiuscolo e in parte in stampatello minuscolo (script) rivela senso estetico, originalità di pensiero e d’azione. La firma, con quegli allunghi così pronunciati a mo’ di “guglie” che s’innalzano con veemenza, mette in risalto un Io sociale che ama la sfida e il contrasto, puntando su una socializzazione battagliera, massa in atto per arrivare a mete elevate (vedi lettere che ricordano le guglie di un castello). Per ottenere ciò egli si serve anche di un’aggressività che potrebbe ritorcersi su se stesso creandogli, a lungo andare, delle fastidiose somatizzazioni (gesti angolosi a mo’ di dente di squalo).

La grandezza della firma, con lettere più strette rispetto al testo, denota durezza, rigidità e chiusura. Sicuro dei propri mezzi, peraltro non sempre sostenuti da adeguata cautela, potrebbero dar luogo a sorprese, soprattutto nella valutazione della realtà, poiché la visione soggettiva potrebbe indurlo a disattenzioni e inesattezze impreviste. Ci sono alcuni indicatori grafici nella firma che ricordano personaggi che hanno creato un “impero” sbriciolatosi poi per troppa tracotanza e onnipotenza; e forse questo è il difetto più grande che si trova in Donald Trump. E’ probabilmente questa la fine che il candidato repubblicano rischia, quella cioè di distruggere con visioni poco soppesate e con qualche errore di troppo il castello che con tanta fatica sta costruendo.

La scrittura di Bernie Sanders

Dalla firma e dalla scrittura emerge una personalità con buone capacità di socializzazione, basata su un sentire affettivo che lascia trasparire le emozioni e i propri punti di vista, portandolo a puntare su un’incontro interpersonale basato sulla logica consequenziale che gli permetta credibilità. Ciò nonostante egli sembra difettare d’incisività. Il comportamento integra ragione e sentimento, e si pone tra il bisogno di accaparrare le persone con argomenti suasivi e un’ambizione controllata che lo porta a non esprimersi con modi né imperativi né impositivi. E’ persona che ama molto argomentare puntando tutto sul ragionamento e sull’essenzialità dei problemi, come conciso e stringato appare il suo carattere. La firma, simile al testo, sta a indicare che egli gode di un buon equilibrio tra le proprie aspirazioni interiori e quelle sociali, prive peraltro da ogni forma di protagonismo, puntando invece su persuasione e sentimentalismo. Egli affronta i problemi sociali con tatto e forza di convinzione, ma anche con savoir-faire.

Commenti

Tobi

Dom, 12/06/2016 - 11:51

gentile Dott.ssa Crotti, suppongo la grafologia non permette di capire davvero tutto della personalità. Per esempio, lei riguardo alla Clinton scrive "Ama essere sempre e comunque rispettata, ma è cosciente dei propri valori ed è questa una nota che le permette solidità, lucidità di giudizio e introspezione (vedi dimensione piccola delle lettere minuscole)." Quando lei parla "lucidità di giudizio" suppongo si riferisca a lucidità finalizzata al raggiungimento degli obiettivi (qualunque essi siano) della persona in questione. Le dico questo perché altrimenti dalla sua analisi non si evince che la Clinton è una irresponsabile e criminale che fa tutto esclusivamente per i suoi interessi e di quelli della sua cerchia. Però capisco anche che forse lei vuol mantenere un tono diplomatico nella sua analisi grafologica.