Cnac: contrasto a bulli e prepotenti del web

A un mese dalla nascita, molte le chiamate e le richieste di aiuto al Centro nazionale Anti Cyber bullismo

Il Centro Nazionale Anti-Cyberbullismo, presentato il 7 Marzo scorso alla Camera dei Deputati, nasce per contrastare un fenomeno ormai straripante sul web. La peculiarità del progetto è l’interdipendenza tra i vari attori in campo: l’Istituto italiano per la privacy, prestigiosi uffici legali esperti della materia e Facebook, main sponsor dell’iniziativa.

Sono attivi un numero verde e un indirizzo email a disposizione di tutti, tramite i quali ricevere ascolto, sostegno legale e psicologico qualificato: un punto di riferimento importante per vittime e carnefici, famiglie incluse.

Numerose le email e le chiamate ricevute sinora, prevalentemente legate al fenomeno del cyberbullismo. Le più rilevanti in tal senso, raccontano di episodi di bullismo offline che si traducono in bullismo online (foto, video) e del fenomeno delle chat denigratorie che sfocia in emarginazione sociale delle vittime nella vita virtuale, senza però tradursi in violenza fisica nella vita reale. Arrivano anche richieste di informazioni - da parte di genitori spaventati- sulla moda della morte, la “Blue Whale”, che ha preso piede in Russia e di cui si è scritto recentemente sui maggiori quotidiani online.

Il CNAC rappresenta un caso emblema dello stimolo offerto dalla società civile alla politica, un invito a legiferare e in fretta:” Siamo ormai prossimi all’approvazione del DDL Ferrara. Crediamo molto in questa proposta - le parole di Camilla Bistolfi, giovanissima direttrice del centro - che ci rende positivi rispetto al contrasto e alla prevenzione del fenomeno, soprattutto perché durante le varie letture del testo, sono stati rimossi quegli elementi che avrebbero potuto favorire una censura del web. Tutti noi crediamo, infatti, che la Rete non sia “il male assoluto”, bensì uno strumento utilissimo mediante il quale possono essere tutelati anche altri diritti, portando all’attenzione pubblica circostanze e fenomeni prima non sempre resi noti”.

Importantissima la collaborazione con il MIUR e l’azione preventiva nelle scuole, “il nostro obiettivo- prosegue la Bistolfi - è quello di integrarci con le numerose ed essenziali iniziative già promosse in questi anni, portando, dal canto nostro, la capacità di dare un sostegno “giuridico” e rendere la normativa semplice per i ragazzi, le famiglie e gli insegnanti”. Questi ultimi, infatti, alla luce dell’art. 4 del DDL Ferrara acquisiranno nuove competenze nella gestione dei casi di cyberbullismo e il CNAC “vuole aiutarli a comprendere in che modo sostenere i ragazzi avvalendosi degli strumenti - legislativi e non - a disposizione sul territorio nazionale”.