"Com'eri vestita?" 17 abiti che raccontano la violenza sulle donne

Arriva al Tribunale di Milano, fino all'8 marzo, in occasione della festa della donna, la mostra promossa da Libere Sinergie "Com'eri Vestita?": 17 abiti che raccontano uno stupro

"Com'eri vestita?" è la classica domanda che, in tutto il mondo, le vittime di violenza si sentono fare dopo la denuncia di stupro e “Com'eri vestita?” è proprio il titolo della mostra, promossa da Libere Sinergie, che da mercoledì 6 a venerdì 8 marzo sarà aperta al pubblico al III piano del Tribunale di Milano.

La tuta da ginnastica, il grembiule delle pulizie, il vestito per la festa, il pigiama indossato per una tranquilla serata domestica: sono 17 gli abiti esposti al Palazzo di giustizia e a ciascuno di essi corrisponde una vera storia di violenza.

La mostra è dedicata a Jessica Valentina Faoro, giovane ragazza di 19 anni uccisa accoltellate dall’uomo che voleva abusare di lei e al quale si era ribellata. E poi ci sono le esperienze vissute dalle altre 16 donne e accanto il vestito indossato durante lo stupro, che diventa simulacro della violenza subita.

Questa al Palazzo di Giustizia è solo l'ultima di una quarantina di tappe compiute nel corso di un anno. Un viaggio iniziato alla Fabbrica del Vapore di Milano, l’8 marzo scorso.

Ad inaugurare la mostra insieme al presidente del tribunale Roberto Bichi e il presidente della Corte d’Apello Marina Tavassi, la vicepresidente e la presidente di Libere Sinergie Silvia Cattafesta e Alessia Guidetti

"È fondamentale essere arrivati qui in Tribunale con questo progetto, perché è uno di quei luoghi in qui la domanda "Com’eri vestita" viene fatta ancora troppo spesso dall’avvocato difensore per ribaltare la responsabilità della vittima", racconta Alessia Guidetti.

Tradotte in quattro lingue, tutte le storie lanciano un solo messaggio chiaro : "La violenza sessuale non è colpa delle vittime, qualunque cosa indossino".

Realizzato per la prima volta nel 2013 dall'Università del Kansas, "Com'eri vestita?" è un progetto che Libere Sinergie ha contestualizzato alla realtà italiana con l'obiettivo di smantellare quegli stereotipi che colpevolizzano le vittime e sensibilizzare la comunità su un tema ancora troppo trascurato.