Un concorso dedicato al compositore dell'Inno d'Italia

Intitolato a Michele Novaro un premio per giovani compositori

Pochi ricordano il nome di Michele Novaro, tutti quello di Goffredo Mameli: l'inno italiano prende il nome dall'autore delle parole e non da quello della musica. Novaro, appunto, è il musicista che nel 1847 – ben prima dell'Unità – compose il Canto degli italiani, che oggi conosciamo come l'inno di Mameli. Alla proclamazione del Regno d'Italia come brano ufficiale fu adottata la Marcia Reale, che proveniva da Casa Savoia. Dopo la proclamazione della Repubblica, nel 1946, il Canto di Mameli-Novaro fu adottato come inno nazionale provvisorio, radicandosi come definitivo nel tempo anche in assenza di leggi specifiche. Novaro, genovese, 1818-1885, fu un uomo schivo, compositore, cantante e insegnante, liberale fiero e legato allo spirito del Risorgimento. Non trasse guadagno dalle sue composizioni, e morì in povertà.

Oggi a Novaro, quasi un riscatto dall'ingiustizia del quasi-oblio, viene intitolato un concorso per giovani compositori, in virtù del fatto che egli musicò l'inno a 25 anni. L'iniziativa è promossa dell'Associazione romana dedicata a Felix Mendelsshon, che ha come scopo lo sviluppo, la ricerca e la divulgazione della musica classica. Il concorso avrà durata triennale e si rivolge a compositori sotto i trent'anni che potranno presentare sia composizioni con parti cantate, sia strumentali. Il progetto prevede tre edizioni, e la premiazione di ciascuna, con spirito patriottico, si svolgerà nelle tre città che sono state capitali d’Italia: Torino, Firenze e Roma.

Il concorso è stato presentato oggi alla Camera dei deputati alla presenza della presidente della commissione Cultura, Flavia Piccoli Nardelli, del deputato Lorenzo Becattini, ideatore del progetto, e del maestro Roberto Prosseda, direttore dell’Associazione Mendelssohn. L'iniziativa è sostenuta da Italgas (gruppo Snam) per la quale era presente Bruno Burigana, direttore Business services. Italgas è particolarmente legata alla storia d'Italia: nel 1947, quando nasceva il Canto degli italiani, operava già da dieci anni con il nome di Compagnia di Illuminazione a Gaz per la Città di Torino. Da allora ha sempre dato il suo contributo alla diffusione del benessere, intrecciando la propria storia con quella del Paese.