Condannato per violenze sulla moglie: giudice gli affida il figlio

Nella sentenza, la mamma è stata definita "borderline" e la condanna penale dell'uomo "irrilevante"

"È irrilevante". È questo il giudizio del tribunale di Padova in merito a una sentenza penale di condanna di un imprenditore, ritenuto colpevole di maltrattamenti e lesioni contro l'ex moglie. Il fatto è così irrilevante per il giudice padovano, da decidere, a un anno dalla condanna, di affidare a lui il figlio della coppia.

L'uomo, un imprenditore padovano, è stato condannato, in due gradi di giudizio, per violenza e lesioni contro la ex, maltrattamenti in famiglia e violenza assistita. Ma, un anno dopo, al termine di un udienza civile, intrapresa per decidere circa l'affidamento del figlio della coppia, il giudice ha deciso di far trasferire il bambino nella casa del padre. Lo stesso padre che, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, avrebbe picchiato, provocandogli anche lesioni permanenti, insultato e minacciato la ex, il tutto in presenza del piccolo. Il giudice ha spiegato la sua decisione, sostenendo che sia "irrilevante" la condanna penale dell'uomo, che è stato giudicata la "figura maggiormente idonea a garantire stabilità emotiva e accudimento del minore". La donna è stata definita "personalità borderline" e quindi non idonea a crescere il figlio perché, a detta del Centro "in quel periodo la signora prendeva blandi anti-depressivi per l’ansia".

La sentenza ha scatenato proteste e polemiche: gli avvocati e gli esperti del Centro Veneto Progetti Donna Onlus hanno denunciato la violazione della Convenzione di Instambul, che "stabilisce chiaramente che gli episodi di violenza (e qui c’è addirittura una doppia condanna), vanno sempre considerati nelle decisioni sui diritti di custodia dei figli". La madre del bambino che, oltre ad aver dovuto subire botte e minacce rischia anche di dover vedere il viglio obbligato a vivere con il padre, ha fatto ricorso in appello e la sentenza è fissara per il 1° luglio.

Commenti

Gabriele184

Gio, 20/06/2019 - 14:57

Articolo scritto, ovviamente, da una donna che -spinta dalla "moda" dei maltrattamenti sempre e solo contro le donne- probabilmente non si è fermata a riflettere sul senso di questa sentenza. Molto probabilmente siamo di fronte ad una di quelle innumerevoli -e silenziose- tragedie che attanagliano le famiglie italiane: una donna/madre "border line" che porta all'esasperazione il proprio compagno/marito, per denunciarlo per maltrattamenti non appena questi reagisce per esasperazione. Parlo per esperienza diretta: decine di ceffoni incassati, due costole rotte e fischi nelle orecchie per le botte ricevute: se solo una volta dovessi provare a difendermi, sarebbero guai!

Trinky

Gio, 20/06/2019 - 15:06

L'augurio è che magari questo giudice possa sperimentare di persona la stessa cosa......

ricktheram

Gio, 20/06/2019 - 15:26

bisognerebbe capire tante cose del rapporto prima di giudicare. francamente mi sembra una sentenza talmente contro la moda del momento che vede l'uomo bianco cristiano perdere a prescindere, che forse un minimo di giustificazione il giudice ce l'ha.

Happy1937

Gio, 20/06/2019 - 15:35

Forse borderline e’ anche chi ha emesso la sentenza.

Ritratto di LEGIONECRISTIANA

LEGIONECRISTIANA

Gio, 20/06/2019 - 16:01

GABRIELE184, pregherò per lei, non resterà da solo a sopportare il fardello della sua desolazione intellettuale. Anche se lei è un fascista le mie preghiere l'accompagneranno verso una possibile redenzione.

dredd

Gio, 20/06/2019 - 16:40

Senza leggere gli atti è impossibile capire

Darbula

Gio, 20/06/2019 - 18:20

Gabriele184, pur con le dovute cautele, condivido la sua osservazione. Evidentemente il giudice ha dovuto prendere in esame una serie di circostanze che non sono riportate nell'articolo.

sparviero51

Gio, 20/06/2019 - 19:08

SEMPRE PIÙ CONVINTO DI UN ESAME PSICHIATRICO PER I GIUDICI !!!