Consip, De Magistris: "Avrei voluto indagare da pm"

Il sindaco di Napoli sull'inchiesta: "Vicenda attraversata da fatti inquietanti. Il carabiniere indagato? Può capitare. Perplesso dalla scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere"

Consip, De Magistris: “Inchiesta attraversata da fatti inquietanti, mi sarebbe piaciuto potermene occupare da pubblico ministero”.

Il sindaco di Napoli interviene sugli sviluppi dell’inchiesta che tra Napoli e Roma ha coinvolto (tra gli altri) il padre dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, poi risultato estraneo alla vicenda in quanto le intercettazioni che lo avrebbero visto protagonista sarebbero state contraffatte.

De Magistris, intervistato in diretta Facebook da Repubblica Napoli, ha spiegato il suo punto di vista: “Pur avendo fatto per quindici anni il pm e pur essendo stato impegnato in indagini simili, oggi io sono un osservatore esterno. Mi sarebbe piaciuto, da pubblico ministero, poter seguire un’inchiesta così interessante. Se devo fare un’osservazione, ritengo che questa vicenda sia attraversata da fatti inquietanti”.

E quindi spiega: “Non è che la vicenda che riguarda il capitano dei carabinieri possa inficiare la fondatezza di tutte le indagini tra Napoli e Roma. Inquieta, ma può capitare. Anche se lascia perplessi il fatto che si sia avvalso, come suo diritto di indagato, della facoltà di non rispondere. L’inchiesta fotografa delle fughe di notizie, le cimici sono state trovate, ci sono indagati in carcere il che vuol dire che gli indizi di colpevolezza in mano ai magistrati siano gravi. Ritengo che l'indagine abbia elementi solidi".

Sui magistrati impegnati nell’inchiesta: “Posso dire che si tratta di magistrati esperti e di alta capacità professionale, il Paese può avere fiducia in loro. So per esperienza che la parte difficile, adesso, sarà gestire la pressione; indagini del genere fanno accendere i riflettori”.