Consulta: "Resta reato coltivare cannabis"

La coltivazione di cannabis per uso personale resta punita penalmente

La coltivazione di cannabis per uso personale resta punita penalmente. Lo ha deciso oggi la Corte costituzionale che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità sollevata dalla Corte di appello di Brescia sul trattamento sanzionatorio della coltivazione di piante di cannabis per uso personale. La decisione è riferita all'art. 75 del testo unico in materia di stupefacenti ed è stata assunta nel solco delle sue precedenti pronunce in materia.

La Corte di Appello di Brescia aveva posto alla Consulta la questione di legittimità delle disposizioni della legge del '90, nella parte in cui esclude tra le condotte suscettibili di sola sanzione amministrativa, qualora finalizzate al solo uso personale dello stupefacente, la condotta di coltivazione di piante di cannabis.

"Dopo che la Consulta ha rigettato il ricorso sulla sanzione penale per la coltivazione di cannabis per uso personale, serve una legge". Lo sostiene Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. "Nell'attesa di leggere le motivazioni della sentenza -afferma - la via maestra è quella legislativa. Vogliamo un Parlamento e un Governo che sulla scia degli Stati Uniti cambino la politica sulle droghe e vadano verso la decriminalizzazione, la depenalizzazione e la legalizzazione. Solo così - conclude Gonella - avremo meno consumi e garantiremo il diritto alla salute, togliendo potere e soldi alle mafie. Soldi da poter reinvesitere nel welfare".

Commenti

jeanlage

Mer, 09/03/2016 - 15:09

Non ci si crede. La corte costituzionale ha emesso una sentenza ragionevole. Succede proprio di tutto! Quanto agli antiproibizionisti alla Pannella, che adesso vogliono combattere le mafie, negli anni sessanta predicavano la droga libera come liberazione personale dalle inibizioni e dalle religioni. Cambia il motivo, ma non il fine: droga libera per tutti, in modo da poterli meglio controllare e plagiare.