Contrordine, fermare le auto non ferma lo smog

Secondo un alto dirigente del Cnr, «le giornate di grande stop al traffico, seppur utili, incidono poco sulla qualità dell'aria», almeno così a leggere Repubblica.it. Mi chiedo perché mai gli esperti son fatti così: devono cadere in piedi, dire e non dire o, in alternativa, dire tutto e il contrario di tutto, che è come non dire niente. Un vizio antico, posto che anche quelli che chiamò la Fata Turchina al capezzale di Pinocchio stavano a litigare se il burattino fosse più morto che vivo o più vivo che morto. La Ue ci multerà per lo smog «da traffico», ci rammentano continuamente i Gretini. E hanno ragione: in Ue non mancano i geni. Secondo i quali in Europa morirebbero per smog da traffico 300mila cristiani l'anno. Abbiamo già in passato spiegato che codesti morti sono zero, ma siccome non vogliamo ripeterci, supponiamo che effettivamente quello dello smog sia un problema. Spero che conveniate con me che è irrilevante che lo smog sia da traffico o da altra causa. Noi vogliamo combattere lo smog, no? Allora, misure del tipo, ad esempio, bloccare la auto diesel, come fa quel capolavoro che siede al Campidoglio, sono solo irrilevanti: gran parte delle polveri indesiderate causate dalle auto derivano dall'attrito delle gomme sul terreno e da quello del sistema frenante. Ma senza la forza d'attrito le auto non si muoverebbero d'un millimetro e al Campidoglio non resta che vietare alle auto di frenare. In ogni caso, le auto incidono al 30% sull'inquinamento urbano e intervenendo sulle auto questa è la massima riduzione possibile. Posto allora che i blocchi (targhe alterne, domeniche a piedi, ecc.) incidono, è possibile calcolare, sull'1% dello smog, cerchiamo di essere qui propositivi. E siccome tutti si riempiono la bocca con misure «strutturali», diciamole una buona volta quali potrebbero essere. Per ragioni di spazio ne cito solo due. Primo: avviare un processo di grandi opere faraoniche direi e regalare alle grandi città una rete di metropolitane comparabile a quella delle capitali europee. Se oggi tale rete fosse operativa, una buona metà di automobilisti preferirebbe la metro alle auto; che, dimezzate, comporterebbero una riduzione dell'inquinamento atmosferico del 15%. Col bonus aggiuntivo e da non sottovalutare ai fini del benessere generale di aver migliorato anche il traffico. Secondo: riavviare il nucleare ed elettrificare il sistema di riscaldamento degli edifici. Questi incidono al 40% sull'inquinamento atmosferico nei mesi invernali. Su base annua, un reattore nucleare comporterebbe una riduzione dell'inquinamento atmosferico del 20% in una città come Roma o Milano. Come vedete, le due misure insieme ridurrebbero lo smog del 35% delle grandi metropoli. Ma bisogna anche vedersela coi Gretini No-Tav e coi Gretini No-Nuke. Non ce la faremo mai.