Tra coralli, cammei e ginestre "l'enigma" di Torre del Greco

Torre del Greco è un posto enigmatico, appena pensi di averla compresa ti sorprende smentendosi: coralli, cammei, mare, mulini. E le ginestre che ispirarono Leopardi

Il mare lambisce il porto, un uomo a torso nudo sulla quarantina restaura una barca sotto il sole. I suoi muscoli si tendono per lo sforzo, mentre suda per il calore senza tregua. Dietro il pontile si scorge Capri e la Penisola Sorrentina, mentre alle sue spalle trionfa l'enorme mole, in parte abbandonata, dei Mulini Meriodionali Marzoli, capolavoro di archeologia industriale. Sotto il mulino il percorso pedonale è pieno di spazzatura e plastiche abbandonate. Torre del Greco è un posto enigmatico, appena pensi di averla compresa ti sorprende smentendosi (guarda le foto).

Sopra il lungomare, che alterna zone degradate, ad altre ben tenute e belle, cresce il centro storico. Un abitato sommerso più volte dalla lava del Vesuvio che svetta a pochi chilometri e che è sempre risorto dalle sue ceneri.

Il centro storico e le sue architetture

L'antica cittadina è splendida, ha conservato un mix di case con cupole bianche, palazzine liberty, palazzi con ampi colonnati e ville del Miglio d'Oro. Certo appena pensi che il centro storico sia ben conservato, Torre del Greco ti smentisce facendoti notare palazzine anni settanta di rara bruttezza, ma appena pensi che il vecchio centro sia rovinato, appaiono vie di rara bellezza e raffinatezza.
Le antiche case bianche con le cupole ricordano che qui nell'880 dc si insediarono, con il permesso del Vescovo di Napoli Atanasio, i saraceni, che poi furono trasferiti ad Agropoli. L'insediamento dei saraceni fu in alcuni casi favorito dai locali che li usavano come arma contro i nemici in dispute intestine alla comunità cristiana.

Le grandiose ville settecentesche ricordano invece che la cittadina era nel bel mezzo del Miglio d'Oro, dove in epoca borbonica l'aristocrazia costruiva le sue dimore. Mentre le palazzine liberty, splendide per la raffinatezza dei decori, quanto spesso decadute, ricordano che tra il Settecento e l'Ottocento qui nacque un fiorentissimo e tutt'ora vivo distretto per la lavorazione artigianale del corallo e dei cammei. Un settore che ha permesso di sviluppare una discreta classe media.

I marittimi e il distretto del corallo e dei cammei

Il corallo e i cammei sono l'oro di questa città e le sapienti mani dei torresi creano prodotti che ancora oggi vengono venduti in mezzo mondo.

Anche il mare si è trasformato in un'attività di lavoro, non solamente perché fino a qualche decennio fa il corallo lavorato in città veniva anche pescato dai locali, ma anche perché migliaia di torresi si imbarcavano e in parte ancora si imbarcano, come marittimi sulle navi. Certo la globalizzazione e alcuni clamorosi fallimenti, hanno ridimensionato il settore, che però rimane ancora molto importante.

Il centro storico è stato in parte restaurato e appare a tratti pulito e benestante, poi basta girare l'angolo ed entrare in un vicolo e tutto cambia. Le atmosfere si fanno subito popolari e il mercato sembra quasi un antico e affascinante suq arabo. Torre del Greco sembra essere intarsiata con la madre perla, ogni scaglia è diversa dalle altre eppure fa parte dello stesso oggetto. Bisogna perdersi tra i vicoli, ricchi e poveri, antichi o anni Settanta per tentare di risolvere questo piacevole enigma.

Il lungomare con i suoi mulini

La rinascita potrebbe partire dal lungomare e dal restauro degli stupendi Mulini Mediterranei Marzoli, originariamente denominati Molini Feola-Jeandeau, che nacquero nei primi anni del 1900 dalla collaborazione tra l’ingegnere Giuseppe Feola, progettista del complesso e direttore dei lavori di costruzione dello stesso, e il dott. Edmondo Jeandeau, amministratore e consigliere. Attualmente solo una parte del complesso è stata rinnovata e ospita, al suo interno, uffici comunali, alcune aule della Facoltà di Biologia marina e, recentemente, anche il nuovo mercato ittico. Sul futuro degli altri immobili non c'è ancora unità di intenti. Il Comune sta pensando di venderli, molti cittadini vorrebbero che diventasse un museo, magari del Corallo e dei Cammei.

Leopardi e la Ginestra

Torre del Greco non è solamente il paese del corallo e dei cammei, ma è anche il luogo in cui Giacomo Leopardi passò gli ultimi anni della sui vita. Qui scrisse la sua famosa poesia la Ginestra. Guardando il Vesuvio, il Mediterraneo e Capri sullo sfondo si può ben capire dove il poeta prendesse inspirazione. Torre del Greco è anche un luogo per chi ama gli sport. Nei pomeriggi estivi molti bambini torresi salgono sulle barche a vela del Circolo Nautico di Torre del Greco. Frequentano corsi di vela. Sarà grazie all'amore per il mare che questo centro potrà risorgere nuovamente.

Commenti

Italiano-

Sab, 15/07/2017 - 09:52

Benedetti questi luoghi. Italia. Grazie

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 15/07/2017 - 12:16

e la sinistra non la sa valorizzare questi posti, turisticamente enormi!!!!