Così l'inglese ci ha mangiato la lingua

Le lingue si accavallano e si scavalcano, si traducono o si impongono

Qualche giorno fa il giovane filosofo Diego Fusaro si è applicato a una tenace difesa della lingua italiana contro l'insensata prevalenza della lingua inglese. Parlava con due comici dell'arte, adusi al turpiloquio e all'ipocrisia, come Giuseppe Cruciani e David Parenzo, i quali irridevano l'uso di «Nuova York» invece che «New York». Facile opporre ai due sprovveduti la traduzione in inglese dei nomi delle nostre grandi città: Venice, Florence, Rome, Naples. Resistono Ferrara e Palermo. Ma non è una forma di occupazione linguistica. Anche l'italiano è stato una lingua forte, se i più bei libretti per le opere di Mozart sono nella nostra lingua, scritti da Lorenzo da Ponte. E non sarà sfuggito che, se Nuova York non è passata, London, Paris, e Munich sono per noi Londra, Parigi e Monaco. In altri casi assistiamo a un esproprio: Nizza, che per noi resta Nizza, è diventata Nice.

Non parliamo delle nostre città in Istria tutte slavizzate: la bella Spalato si è fatta Split, Parenzo Porec. Le lingue si accavallano e si scavalcano, si traducono o si impongono. Ciò che è stato è stato, non si può tornare indietro né andare avanti. Conquistati nell'insieme anche gli Stati Uniti (non United States) ma, alla fine, nessuna città. Resta una piccola quota di compiaciuta minoranza linguistica solo per Nuova York: così la pronunciava il mitico Ruggero Orlando. Il nostro assedio è fallito. La lingua americana ha fatto la resistenza.

Commenti

dagoleo

Ven, 20/10/2017 - 17:43

Grande Sgarbi. L'altro anno sono andato in vacanza a Fiume e quando parlavo con degli amici croati la città io continuavo a chiamarla Fiume e non Rijeka. Alla fine dopo un pò anche loro hanno cominciato a chiamarla Fiume. D'altro canto gli abitanti di quella città hanno ben da rammaricarsi di non essere rimasti con l'Italia; sotto Tito non se la sono certo passata bene e l'architettura della città sotto Tito non è stata certo il massimo della bellezza estetica. Il bello di quella città è ciò che è stato lasciato loro da Venezia e da noi. Il resto lasciamo perdere.

Tergestinus.

Ven, 20/10/2017 - 18:27

dagoleo: Fiume non è mai stata veneziana se non per un breve periodo tra il 1508 e il 1509, dai veneziani fu anzi pesantemente danneggiata per due volte. Sgarbi: il nome di Monaco nella lingua del posto, che è il tedesco, è München e non Munich che è il nome in inglese. Spalato non è in Istria ma in Dalmazia.

manfredog

Ven, 20/10/2017 - 18:32

..ehm..mi scusi Signor Sgarbi, ma che Fuffaro conosce anche la lingua italiana..!?..che genio che è.. mg.

diwa130

Ven, 20/10/2017 - 19:18

In Italia abbiamo la tranquillità' di essere "proprietari" della lingua e la stravolgiamo come ci pare, tuttavia , pur essendo una nazione di 60 milioni di abitanti, la nostra influenza culturale e' stata enorme nei secoli e tuttora non sfiguriamo affatto, nonostante non andiamo a bombardare nessuno. Vivo in USA e c'e' un grande interesse per l'Italiano. Dopo lo spagnolo , ce la giochiamo con il francese ed il tedesco non importa quasi a nessuno. Considerando che i francesi spendono qualche milionata per il supporto di lingua e cultura francese, mentre l'Italia non solo spende poco ma anche male. Non possiamo che dirci contenti dell'interesse enorme verso il nostro paese. Tuttavia con qualche investimento in più' sicuramente potremmo migliorare esportando cultura italiana , non solo nella musica , dove la nostra lingua e' ancora fortemente presente (opera, musica classica, notazioni musicali) .

Lugar

Ven, 20/10/2017 - 20:14

Non solo la lingua ma anche le industrie e l'intera economia lasciandoci in mezzo agli immigrati.

orailgo38383838

Sab, 21/10/2017 - 07:00

cominciamo dai sedicenti "giornalisti"che ci propinano quotidianamente atrafalcioni in "inglesiano"

MARCO 34

Sab, 21/10/2017 - 09:58

Per me "face book" = "fare il buco"; "fashion store" = "facciamo storie" e così via. Ricordo quando c'era "IL TRAVASO" che con frasi simili la conclusione dell'autore era: " ci potremo mai capire noi e la regina Elisabetta?"

Attillione

Sab, 21/10/2017 - 10:12

Il principali problemi della lingua Italiana sono due: gli italiani ignoranti come la Boldrina, che non hanno idea delle regole grammaticali, e per ragioni idiote vorrebero imporre uno stravolgimento grammaticale, e l'accademia della crusca, che dopo qualche mese di uso scorretto di un vocabolo da parte dei media, ne certifica il nuovo significato, o peggio certifica vocaboli inglesi anche quando c'é il corrispondente vocabolo italiano. Anzi che difendere la lingua, ne constata solo il degrado e lo accetta passivamente.

Ritratto di orcocan

orcocan

Sab, 21/10/2017 - 10:53

Qui Nuova York, via parla Ruggero Orlando... con la "R" un pò arrotata.

gabriella.trasmondi

Sab, 21/10/2017 - 11:11

la lingua poco c'entra con la ricchezza e la supremazia. E' la storia che conta. Il latino fu parlato in tutto il mondo per secoli, adesso l'ingles, con tutte le colonie che si sono rubate gli inglesi (e anche francesi, e belgi,) nulla ha che vedere con la cultura ecc. I Romani e oggi gli Italiani portano gli altri prendono!!!!! e anche i migranti: gli Italiani andavano a lavorare, quelli dell'africa vengono a delinquere, e farsi mantenere.

pierodeola

Sab, 21/10/2017 - 14:11

Non solo ci ha mangiato la lingua ma ci ha reso schiavi di un sistema immorale e deficitario sul piano culturale.

Polgab

Sab, 21/10/2017 - 14:15

Chi si è mai preoccupato per la lingua italiana? Nessuno. La televisione pubblica come la pubblica istruzione si sono completamente arresi all'invasione di tutto ciò che non fosse italiano. Così ci siamo ritrovati ad avere trasmissioni con nomi o slogan inglesi: Guess my age, the voice, ecc. Questo sarebbe il meno perché comunque sia parlare inglese è utile, ma serate intere in dialetto napoletano ha un senso? No. Dovrebbe essere proibito, vietato. Senza contare che molti giornalisti televisivi non una pronuncia ineccepibile. La scuola dovrebbe promuovere l'italiano dando un punteggio più alto a chi parla correttamente l'italiano. Insomma non abbiamo fatto niente perché l'Italiano parla parla e parla così tanto che si dimentica che è più importante agire. Siamo così arrivati a essere in pochi a parlare l'italiano. Allora viene spontanea una domanda perché parlare una lingua che pochi parlano? Imparare il NAPOINGLESE, sarebbe un'idea, la lingua del futuro.

Antonio43

Sab, 21/10/2017 - 14:41

Ma se persino il parlamento titola le leggi in inglese, l'orrendo "job act" che ci voleva a chiamarlo legge sul lavoro? Oppure il tempo delle interrogazioni parlamentari, "question time": ma va aff.... per non parlare di certe pubblicità, dove l'avverbio "più" è detto in un inglese italianizzato "plas", sembra proprio lo spiattellamento di una cacca di mucca sull'asfalto. Quando ero giovane mi dicevo: l'Italia quando sarò vecchio sarà migliore, non lo so, ora non lo so! Non solo per la lingua......

Cheyenne

Sab, 21/10/2017 - 16:07

Caro Sgarbi il motivo è che l'italia è piena di cialtroni, come i due citati, che pontificano su tutto e hanno da criticare tutto ciò che è italiano, senza neppure saperlo parlare. L'unica cosa che stimo nei francesi è la loro difesa della lingua. I francesi in buona parte sanno parlare inglese e alcuni anche italiano. Ma tutte le volte che sono stato in francia e ho chiesto informazioni in inglese (che parlo correttamente e fluidamente), mi hanno risposo in francese che non capivano.

alox

Sab, 21/10/2017 - 16:14

Luckily for You the Italian language is enough for been economically and financially wealthy, for many people languages are important to make a living and English is the one: the allies won the last war remember?! We (Italians) LOST with the Germans and the Japanese...and people goes where the money are: USA!

CALISESI MAURO

Sab, 21/10/2017 - 17:08

manfredog, Fusaro va rispettato ha una bella mente e di solito espone bene i concetti.... oltretutto espone concetti di destra... piu' di tutti i soloni del cdx in cui e' fatica trovare una mente decente.. gli piace Gramsci... e va be e' una puttanata ...lui e' stato l'ideatore dell'occupazione dello stato ...piace a Fusaro.. e' in errore ma ci puo' stare!

Ritratto di abj14

abj14

Sab, 21/10/2017 - 18:49

Per quanto mi riguarda, bisognerebbe incriminare di brutto tutti quei burocrati e/o politicanti che utilizzano termini stranieri nella Pubblica Amministrazione a cominciare dal nostro Fonzie nazionale col suo insulso Jobatt. Monti poi, invece di senatore a vita, dovrebbe essere rinchiuso a vita.