"Così riconosciamo i terroristi in spiaggia"

Dopo l'attentato di Sousse in Tunisia anche le nostre spiagge sono presidiate dalle forze dell'ordine e dai militari

Dopo l'attentato di Sousse in Tunisia anche le nostre spiagge sono presidiate dalle forze dell'ordine e dai militari. In borghese o in divisa questi moderni "angeli custodi" sono sul posto per prevenore qualunque rischio per i bagnanti. E così in un'intervista al Corriere della Sera, Serena Natolini, 28enne tenente del 2° reggimento trasmissioni di Bolzano spiega come riconoscere una situazione rischiosa o qualche sospetto in spiaggia: "Siamo tenuti a presentarci come agenti di pubblica sicurezza - spiega al Corriere della Sera Serena Natolini, 28enne tenente del 2° reggimento trasmissioni di Bolzano -. Le persone hanno capito che siamo qui per loro. Ci cercano per segnalarci scippi o incidenti, spesso se fa caldo ci portano l'acqua. Ormai ci hanno accolti". E ancora: "In un posto di mare facciamo attenzione a tutti gli atteggiamenti sospetti - continua il tenente - ma soprattutto al modi di vestire: se qualcuno è troppo coperto, può essere già un segnale di cui tener conto. Una volta abbiamo notato una valigia in un parcheggio. Abbiamo creato una bolla di sicurezza e chiamato le forze di polizia con cui siamo sempre in contatto tramite Prefettura. Poi è arrivato il proprietario e ci ha chiesto scusa in ginocchio, ridevano tutti. Meglio così".