A Cremona regna il silenzio: parlano solo gli Stradivari

Traffico bloccato e rumori limitati al minimo. A Cremona, un'ordinanza del sindaco costringe la città al silenzio per non disturbare il suono di quattro antichissimi strumenti musicali da registrare prima che sia troppo tardi

Cremona è la città delle tre T: Turòn, Turàs e Tetàs, cioè torrone, torrazzo (il campanile che svetta su piazza del Comune) e... non c'è bisogno di tradurre. Ma la città, sospesa come una nuvola al confine tra Lombardia ed Emilia, è anche altro. Il grande attore Ugo Tognazzi, certo, ma soprattutto i violini. I suoi violini, grazie alle liuterie che ne decorano piazze e vie. Un patrimonio musicale da preservare e trasmettere alle future generazioni. In questi giorni, citando la celebre canzone di Simon & Garfunkel, a Cremona si sente solo il suono del silenzio.

Il silenzio è quello delle automobili, che non possono circolare. Il suono, invece, è prodotto da quattro strumenti antichissimi che altrettanti musicisti suonano per generare una melodia da registrare per tramandarla ai posteri.

La storia è di quelle incredibili, una delle tante che può ospitare un Paese ricco di storia e cultura come l'Italia. Ne ha parlato persino il New York Times: "To Save the Sound of a Stradivarius, a Whole City Must Keep Quiet". Tutti zitti, veicoli e uomini: parlano gli strumenti. Strumenti vecchi di alcuni secoli e delicatissimi, destinati in un futuro non lontano a diventare inservibili con il rischio di perdere per sempre la possibilità di ascoltare lo stesso suono che i nostri avi, tra Seicento e Settecento, potevano udire.

Fedele alla propria tradizione, Cremona non è stata a guardare. Un'ordinanza del sindaco vieta la circolazione in alcune vie della città. Non ci si può permettere di sporcare il soave rumore - destinato a entrare in una vera e propria "Banca del suono" - prodotto da quattro strumenti realizzati più di 300 anni fa dai più grandi liutai cremonesi: Amati e Guarneri del Gesù, oltre naturalmente a Stradivari.

Fino al 9 febbraio, le strade attorno all'auditorium Giovanni Arvedi saranno chiuse, blindate. Una sorta di zona cuscinetto per salvaguardare il suono degli strumenti. Perché nessuno - sia ammessa un'altra citazione in tema - può fermare la musica.

Commenti

Holmert

Dom, 20/01/2019 - 18:09

Quegli strumenti non dovrebbero stare là, ma affidati a concertisti di chiara fama. Non è giusto che uno Sradivari Antonio 1745 stia rinchiuso in una teca del municipio di Cremona. Esso è stato costruito per essere suonato,come pure il Giuseppe Guarneri del Gesù ,così detto perché oltre alla sua Guarneri incideva anche JHS(Jesus Hominum Salvator, da cui del Gesù)appartenuto al grande Paganini e rinchiuso nel municipio di Genova e suonato una tantum. Ecco il loro vero valore è sui palcoscenici di tutto il mondo,come si addice a maestri come Accardo-Ughi-Garret-Vanessa Mae-e tanti altri.