Cresce il numero di furti nei supermercati: nel 2016 si ruba per fame

Mentre ieri ricorreva la Giornata mondiale per lo sradicamento della povertà, ogni giorno aumenta il numero degli italiani che non arriva a fine mese

L’Italia conta, ogni giorno, 615 poveri in più. Questo è uno dei dati emersi in una indagine dell’Ufficio studi di Confcommercio pubblicata il 9 giugno 2016 nella quale è stato evidenziato anche un altro aspetto abbastanza inquietante: la crisi non si arresta e le persone che vivono in assoluta povertà, che avevano già superato 4 milioni di unità nel 2014, continuano ad aumentare. Le famiglie assolutamente povere, infatti, sono quasi raddoppiate nei sette anni di ciclo recessivo (+78,5%) e gli ultimi dati Istat confermano che le cose sono peggiorate: se nel 2014 viveva in povertà assoluta il 6,8 per cento dei residenti in Italia, nel 2015 il dato è salito al 7,6 per cento della popolazione.

Secondo la definizione dell’Istat rientrano nella categoria della povertà assoluta le famiglie – o le persone – che non possono permettersi un paniere di fabbisogni essenziali come, un’abitazione riscaldata, il minimo necessario per vestirsi, la possibilità di muoversi sul territorio, la possibilità di istruirsi, mantenersi in buona salute e, ancor più grave, non si possono permettere un’alimentazione adeguata.

E proprio toccando il tema dell’alimentazione, il dato sconcertante è che i furti nei supermercati e nella Gdo sono in vertiginosa ascesa. Siamo di fronte a una carrellata deprimente di storie di povertà made in Italy e, nelle borse di quelli che una volta erano “normali clienti”, oggi le guardie giurate, gli addetti all’antitaccheggio investigativo e le forze dell’ordine non trovano più cellulari, laptop, o bottiglie di whisky bensì confezione di pasta, zucchero, scatolette di tonno, formaggio e omogeneizzati. Il bisogno di generi di prima necessità non vede più protagonisti solo gli extracomunitari o i senza fissa dimora ma anche le madri di famiglia, insospettabili fino a qualche anno fa che, alle prese con un bilancio familiare sempre più ristretto, grazie a questi piccoli furti, tentano di farlo quadrare.

Più che ladri di professione, bisognerebbe parlare di persone in grave difficoltà economica, a volte cadute in disgrazia, che non riescono nemmeno a garantirsi ogni giorno un pasto. Parlando con uomini preposti alla vigilanza e alcuni addetti all’antitaccheggio investigativo, si evidenzia un altro dato significativo: spesso gli alimentari vengono consumati direttamente all’interno dei punti vendita. E’ facile imbattersi in confezioni di pane o di merendine aperte, trovare scatole di formaggini vuote riposizionate sullo scaffale in modo da non dare nell’occhio. Per i direttori dei supermercati fronteggiare questo fenomeno che assume ogni giorno proporzioni maggiori è sempre più difficile.

“Riceviamo sia da parte dei supermercati che dei centri commerciali sempre più richieste di guardie giurate, oltre a personale addetto all’antitaccheggio investigativo”, commenta Adriele Guarneri, amministratore delegato di G Action Group, società di sicurezza specializzata anche in servizi di questo tipo. “I casi di furti di alimentari sono effettivamente aumentati e non passa giorno che i nostri operatori non siano costretti a fare intervenire il direttore del punto vendita che poi, adotta le azioni legali necessarie nei confronti della persona colta con le mani nella marmellata. L’utilizzo di sistemi di sicurezza tra i più sofisticati quali barriere e antenne, oppure borchie (per alcune tipologie di prodotti) non sempre si rivelano efficaci per fronteggiare il pericolo di furto tanto che le grandi catene di supermercati investono più volentieri in personale antitaccheggio che, vista anche la situazione, riesce a gestire questa nuova tipologia di sottrazione di prodotti”.

Ieri, 17 ottobre, ricorreva la Giornata Mondiale per lo sradicamento della povertà, celebrazione istituita dall’ONU nel 1993 a ricordo del 17 ottobre 1987 quando circa 100.000 persone si riunirono al Trocadero di Parigi per affermare che la povertà è una violazione dei diritti umani. Una povertà che oggi non colpisce solo le popolazioni del terzo mondo, ma anche molti italiani che, da una situazione di relativo benessere, si sono trovati a dover vivere nell’indigenza.

Commenti

gneo58

Mar, 18/10/2016 - 15:55

e pensare che la soluzione sarebbe cosi' semplice ma, come si dice, non c'e' peggior sordo di chi non vuol sentire.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mar, 18/10/2016 - 18:41

Avanti coi barconi. Affondate tutti gli italiani. Ci sarebbe da denunciarvi all'ONU per crimini contro l'umanità. Peccato che l'ONU siete voi, pappa e ciccia, culo e camicia, non so chi sia la camicia.