Dalla crisi dell'acqua all'allarme terrorismo: ecco i rischi planetari

Si sono chiusi oggi i lavori della 45° edizione dei Seminari sulle Emergenze Planetarie. Ecco le conclusioni

Acqua inquinata

Si sono chiusi oggi i lavori della 45ma edizione dei Seminari sulle Emergenze Planetarie. Ecco alcune conclusioni. Anzitutto il pericolo di guerra nel Medio Oriente che ha due focolai in Siria e nello scontro tra Israele e Iran. In entrambi i casi, di scientifico c'è poco, per il semplice motivo che le tecnologie in gioco sono ben note e la Scienza ha poco da dire.

Quando negli anni ottanta c'era il rischio di Olocausto Nucleare nello scontro tra le due superpotenze (USA-URSS) le tecnologie belliche (scudo spaziale e bombe-H di alta precisone) avevano bisogno delle frontiere scientifiche di quei tempi. Ecco perché i Consiglieri scientifici di Gorbachev (Velikhov) e di Reagan (Teller) potevano avere un ruolo determinante. La Scienza nel Terzo Millennio non dovrebbe più occuparsi di guerre ma di Emergenze Planetarie; qui il problema centrale è quello di evitare che le finte emergenze vengano privilegiate a discapito di quelle vere, che sono ben 71.

La prima è quella dell'acqua le cui sorgenti continuano a diminuire e la cui distribuzione deve fare i conti con i numerosi pericoli di inquinamento "standard" e da "terrorismo". La comunità scientifica della WFS (World Federation of Scientists, Federazione mondiale degli scienziati) vuole che i provvedimenti necessari vengano presi prima che qualche grosso guaio accada. Non dopo. Con l'energia le problematiche sono totalmente diverse. Di sicuro c'è che sei miliardi di persone vorrebbero avere la stessa energia pro-capite che hanno il miliardo di privilegiati (tra cui ci siamo noi). Con l'energia i problemi della sua distribuzione riguardano sia i guai tecnologici "standard" sia quelli provocati dal "terrorismo". Passiamo a un'Emergenza piacevole.

La vita media è fuori discussione che toccherà fra poco i cento anni e che ne vanno studiate le conseguenze con rigore scientifico. L'analisi individuale del DNA permetterà di sapere quali "pillole" vanno evitate e anche quali "cibi". Questo darà un contributo enorme a pericoli di invecchiamento le cui cause non sono a livello genetico ma determinate dai numerosi errori fatti per "ignoranza". Ecco perché è stato costituito un gruppo di lavoro totalmente dedito allo studio di queste problematiche la cui soluzione porterà la nostra vita media a superare i cent'anni in tempi non eccessivamente lunghi. In tempi che potrebbero essere addirittura inferiori al decennio. L'unica difficoltà essendo, non di natura tecnico-scientifica, ma esclusivamente politico-culturale.

Un'altra novità è l'attenzione che deve essere portata a ciò che avviene nel nuovo spazio aperto alla nostra attività esistenziale. Spazio che non ha bisogno né di Terra, né di mare, né di aria, né di spazio fisico come quello che dette vita al famoso SDI (Space-Defense-Initiative) ai tempi dell'ultima fase della Guerra Fredda e nota come Guerre Spaziali. No. Non c'è bisogno di spazio fisico. È lo spazio dell'informazione dove è fortemente necessaria la sicurezza che tutto proceda per evitare guerre cibernetiche. È infatti fuori discussione che si può mettere in ginocchio un'intera Nazione senza usare né bombe né missili intercontinentali. Ma facendo letteralmente "impazzire" la logica elettronica nelle distribuzioni di acqua e d'energia.

La WFS è impegnata - come ha già fatto in passato - in questa battaglia di civiltà. Battaglia che ha trovato nel Presidente della Repubblica Ceca, Václav Klaus, nel nostro Presidente Giorgio Napolitano e in altri esponenti politici un forte sostegno. Le notizie che arrivano dalla Cina, dalla Russia e degli Stati Uniti sono di grande valore essendo proprio così che le conquiste della Scienza possono entrare nella vita di tutti i giorni. Noi scienziati infatti possiamo solo elaborare progetti; ma la loro realizzazione richiede volontà politica. Se le Emergenze Planetarie, nate nel cuore della Scienza, diventassero veramente argomento di scelta nella campagna elettorale del Presidente Obama, di questo non potremmo che essere estremamente felici. I risultati ottenuti dalla WFS con i suoi cento progetti-pilota realizzati in cinquanta Nazioni sono la fonte di certezza che la Scienza dà al potere politico. E cioè che le vere Emergenze Planetarie possono essere affrontate e risolte. Di questa fonte è testimone il Presidente della Repubblica Italiana che da molti anni segue con vivo interesse i nostri lavori e che ha dato alla comunità scientifica internazionale la prova di quanto sia urgente l'istituzione di un Centro di Studi e Ricerche per affrontare i problemi delle Emergenze Planetarie.

* Presidente WFS (World Federation of Scientists), Beijing-Geneva-Moscow-New York

Commenti

libertyfighter2

Lun, 27/08/2012 - 15:22

Oceano di stronzate pseudo ambientaliste. La quantità d'acqua diminuisce? Cominciamo a costringere lo Stato ad usare i tubi per portarla invece che gli scolapasta. Internet un problema per la distribuzione di acqua e luce???? Ma dai.. Al limite è sufficiente non mettere online le apparecchiature per la distribuzione... Poi qualcosa in cui è in prima linea Napolitano è sicuramente sbagliata a priori, perché si accorda anche solo parzialmente con le idee marxiste o tuttalpiù keynesiane che circolano nel cervelletto di re giorgio.

vitripas

Lun, 27/08/2012 - 15:25

LE SOLITE SCIOCCHEZZE PER GIUSTIFICARE RIMBORSI E FINANZIAMENTI.

clamor

Lun, 27/08/2012 - 15:35

Ottima notizia sapere che l’età media si attesterà intorno ai 100 anni, l’età della pensione, quindi, passerà dagli attuali 67 ai 90 anni !

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 27/08/2012 - 16:28

Basta piantare alberi che la temperatura si abbassa. Infatti un'automobile all'ombra di un platano fronzuto resta bella fresca, ma al sole diventa bollente. Cosi è il pianeta Terra: bisogna che sia all'ombra delle piante. Ma non tronchi da 10-20 cm. di diametro, bensì diametri da almeno un metro. Normalmente ignoriamo come siano fatte le piante adulte: per esempio ho visto in Lettonia un'incredibile quercia col tronco di quattro-cinque metri di diametro.