Cuneo, violentava la figlia di 4 anni: sul cellulare i video degli abusi

L'uomo, un operaio 30enne, è stato condannato per violenza sessuale aggravata. La sentenza gli ha tolto la potestà genitoriale

Raccontava che il papà faceva "cose strane" con lei nella doccia e accusava dolori al basso ventre. Poi la scoperta: la piccola veniva violentata dal padre, un operaio in un'azienda in provincia di Cuneo.

L'uomo è stato ora condannato per violenza sessuale aggravata con il rito abbreviato e dovrà scontare una pena di quattro anni e nove mesi di carcere.

È stata la moglie del 30enne, dopo i racconti della figlia di 4 anni, a trovare nel telefono cellulare dell'uomo i filmati degli abusi. Come riporta La Stampa, la donna, che già aveva dei sospetti sul marito, aveva anche accompagnato la figlia a fare una visita medica ginecologica. Dal reparto di pediatria dell'ospedale di Savigliano è così partita la prima denuncia: i medici hanno infatti riscontrato un'infezione vaginale a trasmissione sessuale.

Dopo aver trovato i video, anche la donna ha denunciato il marito che è stato arrestato e condotto subito in carcere. La piccola è ora seguita da una psicologa, mentre il 30enne, per la legge, non è più suo padre: la sentenza gli ha tolto la potestà genitoriale oltre a impedirgli a vita di avere lavori che abbiano a che fare con i minori.

Commenti

PAROLITO

Sab, 09/03/2019 - 22:31

altro che rito abbreviato, la pena di morte ci vuole per un essere infame come questo ! vergogna al giudice che ha giudicato questo abominevole atto di violenza su una bambina di appena 4 anni e che era anche sua figlia ! vergogna giudice, questo è il cancro del nostro paese, giudici infami come questo ! SCHIFOSO ESSERE SEI UGUALE ALL'ABOMINEVOLE ESSERE CHE HAI GIUDICATO ! MERITI DI FINIRE NELLA FOGNA DALLA QUALE PROVENITE ENTRAMBI !!!

Dicociòchepenso

Sab, 09/03/2019 - 23:36

Mi chiedo una cosa, se una persona è vittima spesso si trova sui giornali in foto, a me è successo per la morte sul lavoro di mio padre, perché non si può pubblicare la foto, il nome e cognome del signore in oggetto?? La privacy spesso protegge chi aggredisce e non chi subisce. Iniziamo a mettere le facce di queste "persone".