Dai Fip vantaggi fiscali e assegno senza costi

L'ultima novità è emersa la scorsa settimana e fa riferimento, in particolare, al boom di domande per la pensione anticipata avanzate dalle donne lavoratrici di 57 o 58 anni di vita e con almeno 35 anni di contributi: l'opzione, introdotta con la legge 203/2004, prevede la liquidazione di un assegno mensile Inps calcolato con il sistema misto (in parte retributivo e in parte contributivo) introdotto dalla cosiddetta riforma Monti-Fornero.

In pratica, la lavoratrice può andare subito in pensione (invece di aspettare i compimento dei 63-66 anni previsti dalle nuove disposizioni di legge), ma con una decurtazione della pensione tra il 20% e il 25% per chi percepisce una retribuzione lorda annua fino a 70mila euro: taglio che può essere anche maggiore qualora negli anni in cui la lavoratrice rinuncia a lavorare dovesse maturare aumenti retributivi di una certa consistenza.

Quest'ultimo fenomeno ripropone l'urgenza di una pensione di scorta tramite la quale coprire il gap tra l'ultima retribuzione e la pensione pubblica: una scopertura che può arrivare a superare anche il 50% dell'ultimo stipendio. Infatti, per tutti i neo assunti e, più in generale, per coloro che sono stati assunti dopo il 29 aprile 1993 (data di entrata in vigore della penultima riforma previdenziale che ha stabilito l'introduzione del sistema contributivo e di quello misto) esiste la necessità di accumulare una pensione di scorta con versamenti periodici (mensili, trimestrali, semestrali o annuali) che, anno dopo anno, consentano di accumulare un montante in grado di generare una rendita di una certa consistenza.

Tra gli strumenti preposti a questo scopo figurano i Fip, le forme individuali di previdenza, i contratti assicurativi studiati ad hoc per costruirsi una pensione integrativa. Tanti i vantaggi di una scelta di questo genere. In primis quella fiscale; i premi annui versati sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 5.164 euro: per esempio, un lavoratore che percepisce 35mila euro l'anno può dedurre 1.962 euro, mentre uno che ne guadagna 85mila può arrivare a pagare meno tasse per 2.220 euro. Il secondo vantaggio consiste invece nel fatto che i Fip, prodotti tipici delle compagnie di assicurazione, includono nel contratto anche i costi per l'erogazione della rendita finale: alla data di maturazione dei requisiti della pensione, l'assicurazione pagherà la previdenza integrativa direttamente (senza costi aggiuntivi) evitando di demandare (come invece devono fare per esempio le Sgr con i fondi pensione aperti) a una compagnia assicurativa il compito di calcolare e liquidare l'assegno integrativo.

I Fip, inoltre, sono amministrati dai team di gestione assicurativi che vantano un'esperienza pluridecennale sia nelle polizze vita a garanzia del capitale (gestioni separate vita) e sia negli investimenti nei mercati finanziari italiani e internazionali.