Via D'Amelio, per la corte d'assise fu tra i più gravi depistaggi della storia

La corte d'assise di Caltanissetta accusa alcuni servitori infedeli dello Stato infedeli che istruirono alcuni piccoli criminali facendoli diventare "gole profonde" di Cosa nostra. "Disegno criminoso degli investigatori"

I giudici della corte d’assise di Caltanissetta nel tardo pomeriggio di sabato hanno depositato le motivazioni della sentenza del processo Borsellino quater: 1.856 pagine che parlano "del più grande depistaggio della storia italiana", con elementi dello Stato" indussero il collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino a rendere false dichiarazioni sulla strage che uccise il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e i poliziotti della scorta.

Secondo la corte "è lecito interrogarsi sulle finalità realmente perseguite dai soggetti, inseriti negli apparati dello Stato, che si resero protagonisti di tale disegno criminoso, con specifico riferimento ad alcuni elementi". Ma chi sono gli uomini dello Stato chiamati in causa? Si tratta di alcuni investigatori del gruppo Falcone e Borsellino, guidati dall’allora capo della squadra mobile di Palermo Arnaldo La Barbera. Avevano il compito di scoprire i responsabili delle bombe, ma lavorarono per "costruire" alcuni falsi pentiti. E secondo la corte non lo fecero per sete di giustizia. A Scarantino, si legge nelle carte, furono suggerite "un insieme di circostanze del tutto corrispondenti al vero".

"È del tutto logico ritenere — scrivono i giudici — che tali circostanze siano state suggerite a Scarantino da altri soggetti, i quali, a loro volta, le avevano apprese da ulteriori fonti rimaste occulte". Chi ispirò i suggeritori? La corte, si legge su Repubblica, ricorda che il 13 agosto 1992, il centro Sisde di Palermo, comunicò alla sede centrale che "la locale polizia aveva acquisito significativi elementi sull’autobomba". Alcuni poliziotti indefeli avrebbero pilotato il falso pentito. Accanto a loro operarono anche alcuni magistrati poco attenti. Nomi non ce ne sono, ma nelle carte si legge che due pm, Ilda Boccassini e Roberto Saieva, avevano scritto una nota ai colleghi per segnalare "l’inattendibilità delle dichiarazioni rese da Scarantino su via D’Amelio".

Ma ora cosa accadrà? Il procuratore aggiunto di Caltanissetta Gabriele Paci e il sostituto Stefano Luciani hanno chiesto il rinvio a giudizio per i tre poliziotti del gruppo di La Barbera. Ci sarà un processo per depistaggio. Gli imputati sono il dottor Mario Bo, oggi in servizio a Gorizia, e gli ispettori Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo. Per Scarantino i giudici hanno chiesto la prescrizione, concedendo l'attenuante per chi viene indotto a comettere un reato.

Commenti

steacanessa

Dom, 01/07/2018 - 09:28

Se lo dice la magistratura sicula siamo tranquilli, niente prove.

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Elvissso

Dom, 01/07/2018 - 09:32

Ricordate Aldo Moro? E' la stessa cosa.

Luigi Farinelli

Dom, 01/07/2018 - 09:52

Mattei, Moro, Bologna, Ustica, Falcone, Borsellino...(dopo i puntini mi sa che occorre sconfinare oltralpe per poter proseguire).

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Dom, 01/07/2018 - 09:55

E i "magistrati poco attenti"?

elpaso21

Dom, 01/07/2018 - 10:17

E ce ne accorgiamo dopo venticinque anni.

killkoms

Dom, 01/07/2018 - 11:12

ma intanto il precedente giudizio era sta avallato anche dalla sacra corte di cassazione,che secondo i fan del giustizialismo non sceglierebbe mai!per non parlare delle dichiarazioni dell'allora "dichiarante" Brusca,che già molti anni fa,mise in discussione la figura di Scarantino,e la concessione dello stesso scarantino che ammise (non creduto) di essersi invetato tutto!

rudyger

Dom, 01/07/2018 - 11:21

tante verità ma mai la Verità. Come l'uomo è limitato nella sua essenza, così la Verità è irraggiungibile nella sua trascendenza. Tutto passerà nella Storia, sempre fallace.

Ritratto di Ghideon

Ghideon

Dom, 01/07/2018 - 11:29

Si devono essere dimenticati di Piazza Fontana (Milano), Piazza Della Loggia (Brescia), quella di Via Fani (Gradoli dice niente?), quella del DC9 Itavia, quella della Stazione di Bologna...giusto per nominarne alcune BEN PIÚ GRAVI E SANGUINOSE

Ritratto di moshe

moshe

Dom, 01/07/2018 - 11:45

Tutto da rifare? licenziamo chi se ne è occupato sinora !!! buffoni, mafiosi ed incapaci.

Ritratto di pravda99

pravda99

Dom, 01/07/2018 - 12:09

Peccato che Riina e Provenzano siano morti. Sarebbero stati riabilitati e magari scarcerati, con gran soddisfazione dei fiancheggiatori che commentano sul Giornale.

Ritratto di saggezza

saggezza

Dom, 01/07/2018 - 12:27

Senza verità non vi è libertà. Sapremo un giorno cosa si celava nelle trattative stato-mafia? Falcone e Borsellino dal cielo illuminate qualche magistrato.

Ritratto di comunistialmuro

comunistialmuro

Dom, 01/07/2018 - 13:51

Ennesima prova provata,che la cosidetta mafia,non e' composta da pittoreschi personaggi con coppola e lupara,ma da oscuri(per ora) funzionari pubblici,in giacca e cravatta,"al di sopra di ogni sospetto". Per decenni,attraverso l'utilizzo strumentale dei mass media,ci e' stata inculcato dalla sinistra,il falso schema mentale che il fenomeno mafioso fosse costituito da malavitosi+politici,ovviamente di destra,ora invece viene fuori quello che era ovvio a tutti,ma indimostrabile:la mafia e' un'organizzazione parastatale,molto piu' estesa e ramificata di quanto si e' voluto far credere;alla luce di questa sentenza,forse dovrebbero essere rivisti tanti processi,tante scorte,tanti incarichi,ma sopratutto dovrebbero farsi tantissime indagini fiscali. Borsellino era uomo di destra,ma la sua morte,stranamente,ha spalancato la strada a molti governi di sinistra.

blues188

Dom, 01/07/2018 - 14:59

Tanto, troppo sole stanca e fa sudare, vero siciliani?

Dordolio

Dom, 01/07/2018 - 16:21

Sono affascinato dalla nostra magistratura. A seconda dei giudici, evidentemente sulla base dei medesimi elementi, si possono articolare dei teoremi assolutamente contrastanti e antitetici. Magico. Omerico. Un solo gradino al di sotto del Divino (non essendoci - evidentemente - difesa possibile alcuna di alcuno in siffatti contesti).

Ritratto di comunistialmuro

comunistialmuro

Dom, 01/07/2018 - 17:06

@Dordolio,perche' focalizza la sua attenzione sui magistrati che applicano le leggi e non sulle leggi stesse? Il problema non sono gli uomini che le applicano,ma gli uomini che le scrivono,in particolare quelli che le scrivono in modo che possano essere applicate arbitrariamente da questo o quel giudice,a seconda di come gli gira,o peggio,a seconda del propio tornaconto. Su questo punto e' importantissimo avere le idee chiarissime,altrimenti si fa solo confusione e tutto resta com'é,con buona pace dei poveri cristi che incappano nel tribunale sbagliato al momento sbagliato e con somma soddisfazione dei veri delinquenti che possono godere di amicizie giuste nella loggia giusta. Lei sicuramente non ha mai perso una causa in cui sapeva di essere nel giusto.

Ritratto di saggezza

saggezza

Lun, 02/07/2018 - 00:05

Borsellino e Falcone lavoravano in simbiosi. Se vi è stato depistaggio per Borsellino lo è stato anche per Falcone. Mi sembra logico.

VittorioMar

Lun, 02/07/2018 - 08:04

..hanno RIESUMATO il "Pensiero Cossuttiano"..dei Servizi Segreti Deviati :DA CHI?? non si è mai saputo !!..ora si parla di questo per coprire altre inchieste alquanto "BUFALOTTE" !!...la maggior parte del popolo italiano ha qualche idea sui "MANDANTI" !!

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Lun, 02/07/2018 - 10:58

Ma che grandi scoperte.