Danni del cellulare, nuova sentenza a Firenze

L’Inail condannata a risarcire un addetto alle vendite che passava dalle 2 alle 3 ore al cellulare e che ora è affetto da neurinoma

Dopo il tribunale di Ivrea, anche quello di Firenze, ha riconosciuto il collegamento tra l’uso scorretto del cellulare e la scoperta di una malattia al nervo acustico.

Il Tribunale ha, infatti, condannato l’Inail, proprio come nel caso di Ivrea al pagamento di una rendita da malattia professionale a un addetto alle vendite che, negli ultimi 10 anni, ha passato 2-3 ore al giorno attaccato al telefonino, come ha spiegato il suo avvocato Paolo Maresca che lo ha difeso insieme al collega Dario Zangara.

Il perito nominato dal tribunale e quello scelto dalla vittima hanno confermato, riferisce il suo avvocato, "l’elevata probabilità di una connessione tra l’uso del telefono cellulare e la malattia insorta", scientificamente definita un neurinoma dell’ottavo nervo cranico. Ora, fa notare il Corriere della Sera, dovranno passare ben 60 giorni prima che si conoscano le motivazioni della sentenza del tribunale di Firenze.

Commenti
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Fuchida

Mar, 25/04/2017 - 10:27

Un altro magi-scienziato e un altro che non conosceva l'esistenza degli auricolari

brunicione

Mar, 25/04/2017 - 11:46

anch'io, uso il cellulare per chattare e cazzeggiare almeno sei ore al giorno, adesso faccio causa e chiedo la indennità a vita, bisogna approfittare dei giudici Italiani,

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elkid

Mar, 25/04/2017 - 12:25

---brunicione--e a chi fai causa? ---agli interlocutori di chat perdigiorno come te?--swag ganja

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MACzonaMB

Mar, 25/04/2017 - 13:41

Con la "danza" dei capri espiatori non si fà altro che perdere di vista il vero incriminato: IL NUCLEARE. Questo non può che fare piacere ai veri diretti responsabili che da Hiroshima in poi hanno continuato a giocarci e che in effetti dovrebbero risarcire l'umanità intera per i danni ininterrotti che si sono susseguiti da allora. (segue) Apparentemente potrebbe centrare l'amianto, ma questo non è altro che un catalizzatore in grado di esaltare un fenomeno che è già in atto e non la causa prima. Più o meno sporadicamente potrebbe centrare il cellulare per il semplice fatto di essere circondato da radiazioni che con le dovute proporzioni non possono competere con quelle ben più potenti scatenate dagli ordigni nucleari. 1/2

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MACzonaMB

Mar, 25/04/2017 - 13:42

Mezzo secolo fà negli USA apparentemente additarono il fumo-tabacco come sicuro responsabile della diffusione dei tumori ma dovettero in parte correggere il tiro allorchè si scoprì che alcune piantagioni di tabacco erano insediate nelle vicinanze di centrali nucleari. Giorni fà mi colpì l'affermazione di un professore (tanto di cappello ai giorni nostri...) di mio figlio quando disse: è meglio investire sul "chiedersi il perchè delle cose" che non sull'"apprendere a memoria". 2/2