Danni da stress? Ecco quando e come farsi risarcire da Equitalia

Equitalia ora può essere messa in difficoltà. Ci sono casi in cui è lecito chiedere il risarcimento dei danni morali provocati dallo stress

Fermo auto, pignoramento e intimazioni di pagamento illegittime: ecco quando il danno morale da stress di Equitalia può essere risarcito.

La giurisprudenza è molto restrittiva, ma ci sono dei casi in cui Equitalia provoca al contribuente danni che devono essere ripagati. Una sentenza di due giorni fa ha aperto la strada ad una serie di ricorsi che per anni sono rimasti inascoltati. La Cassazione ha stabilito che il semplice disagio, il fastidio, il disappunto o la sola ansia per un fermo auto, un’ipoteca o un pignoramento illegittimo di Equitalia non dà diritto, al contribuente, di ottenere un risarcimento del danno morale. Nonostante l'Agente della Riscossione "si svegli" spesso in ritardo e contatti il cittadino dopo diversi anni pretendendo pagamenti non dovuti, non si può fare nulla: bisogna incassare il colpo e andare avanti.

Ma in alcuni casi, come spiega il protale laleggepertutti, Equitalia è in torto marcio e deve risarcire il contribuente per i danni morali provocatogli. Ecco in quali casi è lecito fare ricorso all'Agenzia.

Primo caso: danno grave

La sentenza ha spiegato che se c’è un danno grave è possibile chiedere un risarcimento da stress. Quando le conseguenze del comportamento illegittimo di Equitalia sono gravi e possano essere quantificate, allora è possibile chiedere l’indennizzo al giudice, insieme all’atto di ricorso.

Un esempio: viene imposto il fermo auto illegittimo a un cittadino che di conseguenza non riesce ad andare al lavoro e quindi viene licenziato. In questo caso, è possibile chiedere il risarcimento per danni gravi. Ma anche quando un imprenditore subisce il pignoramento del conto corrente e che, a causa del blocco dei rubinetti, fallisce. O all’ipoteca su una casa che blocca le trattative di vendita.

Secondo caso: responsabilità processuale aggravata

La seconda possibilità per ottenere il risarcimento è di evidenziare al giudice la responsabilità processuale di Equitalia che ha agito o ha resistito in causa pur avendo palesemente torto, ossia per malafede o colpa grave. Certamente, essendo più difficile dimostrare la malafede di un ente pubblico, ci si può precostituire la prova della colpa grave. Per questo secondo caso, è consigliabile sempre, prima di agire in giudizio, presentare un ricorso in autotutela all’Agente della riscossione e all’ente titolare del credito, in cui vengono messe in evidenza le ragioni dell’illegittimità dell’atto.

Il portale di legge ricorda, che per chiedere i danni a Equitalia, è necessario accertarsi che l'Agente della riscossione ha eseguito il provvedimento di fermo, di ipoteca o di pignoramento senza che ne avesse il diritto.

La sentenza ha anche precisato che non verranno mai risarciti i danni consistenti in meri disagi, fastidi, disappunti e ansie perché non costituiscono conseguenze gravi. Se invece l'atteggiamento di Equitalia è stato ingiusto ed è documentato da prove vere è possibile avviare la battaglia legale.

Commenti

Ernestinho

Sab, 18/06/2016 - 15:37

Dovrebbe valere anche per l'agenzia delle entrate. Neanche essa scherza nelle persecuzioni!

Ritratto di hermes29

hermes29

Sab, 18/06/2016 - 15:46

Senza andare tanto lontano e nello specifico, deve risarcire quando arrivano cartelle irregolari, perché compromettono la serenità famigliare e coniugale, con assalti di panico ed aumento della circolazione; non vorrei affermare di metterli al muro per una veloce esecuzione, però che sia coinvolto nel risarcimento anche chi per ufficio e competenza di sezione si è reso responsabile dell'invio della cartella. Chi sbaglia deve pagare: pure subito.

giugurta

Sab, 18/06/2016 - 15:57

Equitalia non è un ente pubblico, bensì una società di diritto privato, sebbene di proprietà dell'Agenzia delle Entrate, che è un ente pubblico. Grazie a ciò Equitalia si comporta come se fosse un Ente pubblico quando deve imporre sanzioni (legggi ad hoc glielo consentono) ma come società privata quando fa como, per esempio quando si vuole assumere qualcuno o qualcuna in maniera opaca e senza un pubblico concorso.

Ritratto di liusstrale

liusstrale

Sab, 18/06/2016 - 17:35

E’ la piovra di Stato . Un baraccone all'italiana con migliaia di dipendenti, costruita per terrorizzare alla stessa maniera i cittadini , indipendentemente che siano grandi o piccoli evasori come può essere una multa dimenticata.Che si alimenta da sé con aggi da strozzini. Il senso dello Stato in Italia è come lo aveva il Principe Giovanni che si serviva dello sceriffo di Sherwood. I cittadini sono considerati dei sudditi non persone con cui dialogare per capire.

Ernestinho

Sab, 18/06/2016 - 19:08

Dovrebbe valere per tutte gli Enti. Se dobbiamo pagare, va bene! Ma se abbiamo ragione allora ci devono ripagare le ansie, le perdite di tempo ecc.! E l'impiegato che abbia sbagliato sia giustamente responsabilizzato su ciò che ha fatto. Troppo semplice prendersela con il povero cittadino!

Aegnor

Dom, 19/06/2016 - 09:08

Dovrebbe valere anche nei confronti della combriccola che sgoverna