Delitto di Garlasco, la “prova negativa” ha incastrato Stasi

L’ex fidanzato di Chiara Poggi sconterà 16 anni di reclusione per l’omicidio volontario della ragazza. L’analisi dei penalisti

Dal 13 luglio 2007 al 17 dicembre 2014. Dopo 7 anni, e tre gradi di giudizio, l’omicidio di Chiara Poggi ha un colpevole: è Alberto Stasi. La Corte d’assise d’appello di Milano ha riconosciuto il killer nell’allora fidanzato della ragazza, da sempre sospettato numero uno per il delitto nella villetta di Garlasco. La condanna arriva dopo due assoluzioni in primo e in secondo grado: Stasi dovrà scontare 16 anni di carcere per omicidio volontario. Il procuratore generale Laura Barbaini è partita da zero, analizzando nuovamente la scena del delitto e chiedendo ulteriori perizie sulla camminata del ragazzo all’interno dell’abitazione. Ed è proprio la camminata di Stasi su un pavimento e su gradini insanguinati il punto di svolta: era impossibile non sporcarsi, mentre le sue scarpe erano pulite. Ma questo aspetto – che è diventata oggi la determinante “prova negativa” – era già saltato fuori in precedenza. L’indagine bis, richiesta dalla Corte di Cassazione, si è sostanzialmente svolta sulle stesse prove al centro dei precedenti processi, ribaltandone però i verdetti. Cos’è cambiato? Com’è potuto accadere? IlGiornale.it lo ha chiesto a due avvocati penalisti.

“La prova negativa non è un qualcosa che cade dal cielo. È un ragionamento che viene spesso applicato dai giudici; anche in questo caso, come tanti altri, è stata utilizzata correttamente. Se lo Stasi riferisce di aver fatto determinate cose, mentre da tutte le analisi non risulta che ha fatto quel che dice– e non dà delle giustificazioni o riscontri capaci di avvalorare la sua tesi – ecco la prova negativa” spiega l’avvocato Francesco Lucino. Volendo parlare in giuridichese, il caso era una “doppia conforme”, ovvero due assoluzioni. Il che, anche per i non addetti ai lavori, significa che è molto difficile ribaltare del verdetto. E invece in terzo grado al processo di appello bis, è arrivata la condanna a 16 anni. La dimensione della pena fa discutere: “È un calcolo puramente matematico. Dal momento che non sono state concesse le attenuanti generiche, la pena giudicata congrua dal giudice per questo tipo di reato è di 24 anni. C’è la riduzione per il rito abbreviato, che corrisponde a un terzo la pena. Il conto è presto fatto. Ecco, la cosa che sarebbe da chiarire è capire il perché la Corte abbia escluso l’aggravante della crudeltà”.

La prova negativa si basa dunque sull’assunto che, viste le analisi condotte, non poteva essere andata in maniera diversa. Il penalista Davide Steccanella è comunque stupido della sentenza: “Quel che mi lascia francamente perplesso del processo Stasi è che un imputato venga condannato dopo due assoluzioni, in sede di rinvio, avendo chiesto l’abbreviato, per un supplemento istruttorio fatto nell’appello di rinvio. Sia in primo grado che in secondo è stato assolto in quanto c’era un ragionevole dubbio sulla sua colpevolezza. Immaginarsi poi che la Cassazione annulli, e che quindi i giudici in sede di appello di rinvio rifacciano le prove nel quarto processo, è un qualcosa che stride con l’istituto dell’abbreviato”.

L’avvocato prova a spiegarci cos’è cambiato rispetto ai precedenti round in Tribunale: “La prova ritenuta evidentemente ‘nuova’, che ha modificato le valutazioni precedenti, è duplice. La seconda perizia ha preso in analisi dei gradini che non erano stati considerati nella prima. Con questa valutazione diventava ragionevolmente escludibile la possibilità che l’imputato non si fosse imbrattato almeno parte delle scarpe. La Corte di appello precedente – che aveva comunque confermato la prima sentenza – aveva analizzato la cosa, ma era andata oltre in quanto, in ogni caso, essendo decorse 16-17 dal momento della possibilità di rilevarlo sulle scarpe pulite, era trascorso un lasso di tempo sufficiente per cui se anche si fosse sporcato le scarpe, queste si sarebbero pulite. Insomma, ammesso e non concesso che non poteva non sporcarsi, c’erano sempre quelle ore di mezzo per la pulizia”. In sintesi, la Corte d’appello originaria avrebbe sbagliato nel non disporre quell’integrazione peritale sui due gradini: era stato ritenuto un aspetto non decisivo sulla base dell’assunto (sbagliato) dell’esistenza di quelle 17 ore di tempo.

Detto questo, ecco il turning point: “E qui siamo al secondo aspetto. Devono aver considerato un ulteriore elemento non accolto dalla Corte di appello: lui sale in macchina subito. A questo punto, allora, cade l’argomento delle 17 ore di intervallo tra l’imbrattamento e la scarpa pulita. Unendo due elementi – le scarpe potevano pulirsi ma essendo salito in auto una traccia avrebbe dovuta lasciarla, – ritornava a essere decisiva la perizia sui due gradini: non poteva non sporcarsi e non poteva non sporcare la macchina. Questo è il passaggio che ha consentito una pronuncia difforme”.

Steccannella conclude rimarcando i suoi dubbi: “Continuo comunque a pensare che si sia cercata più la prova assoluta dell’innocenza, che quella della colpevolezza: Stasi doveva dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, di essere innocente. E devo dire che anche la pena conferma questo orientamento: ‘poca prova, poca pena’ diciamo noi avvocati. Se ha davvero ucciso la fidanzata, 16 anni sono un po’ pochini. Ed è stata fatta cadere l’aggravante della crudeltà, pilastro dell’accusa. Mi è sembrata una soluzione intermedia”.

Commenti

MarcoE

Ven, 19/12/2014 - 16:23

Ma come si fa a commentare senza motivazioni????

linoalo1

Ven, 19/12/2014 - 16:53

L'errore più grande di tutta la faccenda,sono stati i primi Due Verdetti di Assoluzione!Chiunque,io compreso,si sarebbe chiesto:ma Stasi,quel giorno,aveva le ali?Evidentemente,si!Lino.

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RobyPer

Ven, 19/12/2014 - 16:54

"Stasi doveva dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, di essere innocente" ??????????? Ribaltamento del diritto? Stato di polizia, siamo tutti colpevoli fino a prova contraria. Mah!!!

gianni50

Ven, 19/12/2014 - 17:07

Oltre alla prova negativa, gli esperti criminologi intervenuti a Poerta a Porta l'altra sera hanno evidenziato l'impossibilità per la difesa di Stasi di ipotizzare uno svolgimento alternativo a quanto propugnato dall'accusa. E questa è forse, specie per i non esperti legali, la prova decisiva: chi poteva uccidere Chiara senza lasciare tracce di scasso, impronte e segni di alcun tipo, se non l'imputato ?

Ritratto di RobyPer

RobyPer

Ven, 19/12/2014 - 17:28

Sarà come dite voi, io resto sempre del parere che per ingabbiare qualcuno ci debbano essere prove inconfutabili della sua colpevolezza e non indizi e ipotesi. Resto dell'idea del Voltaire: E' meglio correre il rischio di salvare un colpevole piuttosto che condannare un innocente.

Marzio00

Ven, 19/12/2014 - 18:11

Da ignorate che sono in materia, a parer mio tutto parte dagli inquirenti che per primi entrano sulla scena del delitto e dagli indizi che raccolgono. Utilizzando sempre i metodi della polizia scientifica forse si avrebbero molte più prove e meno indizi che lasciano comunque il dubbio di una presunta innocenza.

blackbird

Ven, 19/12/2014 - 18:21

@ RobyPer: Ben detto. Peraltro detto da Voltaire! Mica da uno qualunque. Chi avrebbe potuto uccidere Chiara senza lasciare segni di scasso? Tizio Caio, presentatosi come addetto di una qualche società venditrice di qualcosa. La Ragazza dopo aver gentilmente aperto la porta per sentire la proosta è stata subito aggredita e uccisa. Tutto fila liscio, perché non lo hanno cercato? Perché hanno indagato Paolo Onofri per la sparizione del piccolo Tommy, ecco perché. Indagare persone conosciute è molto più facile, e meno faticoso che andare alla ricerca dei veri colpevoli. Poi una prova si riesce sempre a trovare, o a far sparire, secondo le convenienze del momento.

Berna

Ven, 19/12/2014 - 18:50

L'uomo nasce libero. La libertà non ha valore, non ha prezzo. Per colpevolizzare una persona e, quindi, per toglierle la libertà occorrono prove CERTE.

claudino1956

Ven, 19/12/2014 - 18:53

E comunque l'accusa non può continuare per anni a ricostruire i fatti in base a sempre nuove congetture, nuovi elementi, nuove ipotesi. Se c'è una scena del crimine questa deve essere indagata subito e una volta finite le indagini deve essere chiusa definitivamente ai fini processuali. Altrimenti non vale. C'è troppo squilibrio tra accusa e difesa.

Sapere Aude

Ven, 19/12/2014 - 19:00

C'è scritto che "La Corte d’appello originaria avrebbe sbagliato nel non disporre l’integrazione peritale sui due gradini". Stasi ha sbagliato e pagherà. La Corte che ha sbagliato riceverà una reprimenda per aver sperperato denaro pubblico? Niente di tutto questo: è quasi certo il contrario. Sì, perché la Repubblica fondata sul lavoro di fatto divide i cittadini in figli (se sbagli lavorando non paghi) e figliastri (se sbagli lavorando paghi eccome). E c'è anche qualcuno che va a raccontare in giro che la nostra è la Costituzione più bella del mondo?

Klotz1960

Ven, 19/12/2014 - 19:13

Al terzo processo, finalmente questo lurido criminale e' stato condannato. Negli Usa sarebbe da anni all' ergastolo. Era evidente fin dall'inizio che era l'assassino. La poveretta probabilmente aveva minacciato uno scandalo per via della sua pornopedofilia. Solo dei cretini hanno potuto credere alla sua innocenza. Sembra ed e' un maniaco freddo e pieno di odio ma e' riuscito a prendere in giro molta gente per 7 anni. E' da pena di morte.

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Ven, 19/12/2014 - 19:14

IN GALERAAAAAAAAAA FINALMENTE IN GALERAAA !!

Ritratto di AlleXpert

AlleXpert

Ven, 19/12/2014 - 19:22

Scusate, ma perché sette anni stasi non ha collaborato nei fatti investigativi(es. biciclette?)ossia difeso in persona ("gridare" la sua innocenza). Un innocente che viene accusato di omicidio senza averlo commesso si difende dal primo secondo... Non voglio dire che stasi e colpevole, ma la sua reazione in questi sette anni non mi convince. Uhmah, avrà "16 anni" di tempo da rifletterci, dove ha sbagliato.

arnaldo40

Ven, 19/12/2014 - 19:23

Ionon capisco una cosa: Stasi ha detto di essere entrato nella casa della fidanzata e averla trovata uccisa. Che scopo aveva di cancellare le macchie di sangue che aveva nelle suole delle scarpe? Ancora oggi non lo riesco a capire.

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Ven, 19/12/2014 - 19:36

SE FOSSE STATO INNOCENTE NON AVREBBE CHIESTO IL RITO ABBREVIATO APPOSTA PER EVITARE L'ERGASTOLO.

squalotigre

Ven, 19/12/2014 - 19:52

Klotz1960 - beato lei che è sicuro della colpevolezza di Stasi in mancanza di prove certe a causa delle inchieste fatte a pera dagli inquirenti che agiscono,se lo ricordi, agli ordini del PM che non pagano per i loro errori. In America, dopo la prima assoluzione, non ci sarebbero stati altri gradi di giudizio e Stasi non avrebbe potuto essere condannato neppure se uscendo dall'aula avesse confessato il delitto. In quel paese vige il "ne bis in idem" mentre da noi un imputato, assolto, può essere sottoposto ad un numero indeterminato di giudizi, perché siamo tutti in libertà provvisoria.

Klotz1960

Ven, 19/12/2014 - 20:17

Squalo, negli USA Stasi sarebbe nel braccio della morte da anni, come solo giusto. Pensare che sia innocente e' come credere ai marziani.

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Ven, 19/12/2014 - 21:27

@squalotigre LE PROVE CERTE CI SONO E OLTRE A NOI NE E' CONVINTA ANCHE LA GIURIA DELLA CORTE D'APPELLO. SI INFORMI E SI CONVICNERA' ANKE LEI.

squalotigre

Ven, 19/12/2014 - 22:45

robocop2000 - la giuria del quarto processo ne è convinta, dopo che la giuria della prima corte e della seconda corte non ne erano certe affatto, tanto da averlo assolto. Se le prove non erano sufficienti allora lo sono diventate adesso? Guardi che non sono affatto sicuro dell'innocenza di Stasi, ma neanche della sua colpevolezza. Klotz 1960 - negli Usa chi è assolto non può essere riprocessato per lo stesso crimine e il Procuratore non può assolutamente appellarsi. Lì sono civili e l'accusa ha una sola chance. L'appello lo può fare solo il condannato ed a certe condizioni. Si informi.

tuttoilmondo

Ven, 19/12/2014 - 23:30

se, e sottolineo SE, ci sono strumenti e tecniche per rilevare anche una sola molecola di sangue, in assenza di questa sulle scarpe e sui tappetini dell'auto stasi è colpevole

volo_basso

Sab, 20/12/2014 - 02:54

Il tempo trascorso, dal delitto al ritrovamento della vittima, da parte di Alberto, credo sia stato sufficiente a far disadratare le gocce di sangue dove Stasi ha appoggiato i piedi indossando scarpe che non hanno assorbito materiale essendo secco. Ma che razza di investigatori ci sono a disposizione se non riescono neppure a leggere le impronte ? Sta a loro a dare certezze provate e se impossibile addossargliele non si puo condannare qualcuno. Succede spesso che dopo alcuni anni ne esce pulito , con le scuse, ma fatemi il piacere

cangurino

Sab, 20/12/2014 - 03:30

Non ho seguito i dettagli del caso, ma avevo letto che aveva una possibilità su un milione di non essere colpevole, per la camminata. Quella possibilità esiste? Non si può condannare. Non Esiste? Galera a vita e con lavori forzati, altro che 16 anni. Purtroppo vedo sempre più casi "spettacolari" con RIS televisivi e fotogenici ecc. Ogni tanto salta fuori che han preso delle gran cantonate, perchè sempre più, ci si basa su indizi forti, non su prove. Spero di non trovarmi mai per sbaglio nel posto sbagliato al momento sbagliato, perchè è difficile difendersi dagli indizi, se non impossibile.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Sab, 20/12/2014 - 08:19

Discorso da bar:Anche a me,la faccenda di tutto quel sangue,senza sporcarsi,non l'ho mai capita,come non ho mai capito,quant'anche si fosse sporcato(cosa possibile,nel cercare di soccorrerere la ragazza...),del perchè,non abbia parlato subito,della sua pulizia totale,delle scarpe pulite,della bicicletta...Cosa aveva da nascondere?!...E il movente?

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Sab, 20/12/2014 - 19:56

@squalotigre IL PROCESSO DI APPELLO E' STATO RIFATTO PROPRIO PERKE' SECONDO LA CASSAZIONE VI ERANO DELLE NUOVE PROVE NON CONSIDERATE NEI PRECEDENTI GIUDIZI. LA CORTE D'APPELLO LE HA ESAMINATE E SUE QUESTE BASI HA EMESSO LA CONDANNA. QUINDI MARCISCA PURE IN GALERA COME PRESTO SANCIRA' DEFINITIVAMENTE LA CASSAZIONE. QUANTO POI AGLI USA NON SI PUO' TIRARLI IN BALLO SOLO QUANDO FA COMODO. SE SI ADOTTA IL SISTEMA USA PER ME VABBENE MA IN TUTTO. GALERA SENZA SCONTI. SEDIA ELETTRICA. ERGASTOLO A VITA. PROCURATORI DISTRETTUALI ELETTI. O SI PRENDE TUTTO O NULLA. SE QUESTE COSE NON PIACCIONO ALLORA TENIAMOCI IL NOSTRO SITEMA E SMETTIAMOLA DI TIRARE IN BALLO GLI USA SOLO QUANDO FA COMODO.

squalotigre

Dom, 21/12/2014 - 17:56

robocop2000-le prove ci sarebbero state, a favore o a sfavore, qualora le indagini fossero state condotte in maniera corretta e non alla carlona. Colpa della scarsa professionalità dei PM che secondo le nostre leggi hanno la responsabilità delle inchieste e che, senza averne le capacità, danno ordini agli investigatori. Adesso sono rimasti solo indizi e non si condanna in base ad indizi o secondo convinzioni preconcette. Rispondendo a Klotz ricordavo che in Usa non si può processare 2 volte e che quindi Stasi sarebbe stato assolto in maniera definitiva, A lei la vedo bene come boia. Si faccia assumere a San Quentin.