Delitto di Macerata, Innocent Oseghale condannato all'ergastolo

Innocent Oseghale, il pusher nigeriano, unico imputato per la morte di Pamela Mastropietro, è stato condannato all'ergastolo e a 18 mesi di isolamento diurno

Sedici mesi dopo uno dei delitti più cruenti che il nostro Paese ricordi, il verdetto è arrivato. È stato il pusher nigeriano Innocent Oseghale ad uccidere Pamela Matropietro, la giovane romana ritrovata il 31 gennaio dello scorso anno dentro a due trolley abbandonati nella campagna di Macerata. Ritenuto responsabile di tutti i capi di imputazione che gli erano stati contestati (omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere), lo straniero – unico imputato per la morte della diciottenne – è stato condannato all’ergastolo e a 18 mesi di isolamento diurno.

La sentenza, emessa dalla Corte di Assise di Macerata al termine di cinque ore di camera di consiglio, soddisfa solo in parte i genitori della vittima. Se da un lato, questa mattina, l’avvocato di famiglia e zio della vittima, Marco Valerio Verni, puntava al massimo della pena, dall’altro, la madre di Pamela, Alessandra Verni, è convinta che Oseghale sia stato aiutato da qualcuno. Tuttavia, i due connazionali inizialmente sospettati di aver agito in concorso con Oseghale, Lucky Awelima e Lucky Desmond, sono stati scagionati da ogni accusa. A sostenere la madre di Pamela, come ad ogni udienza, c’erano familiari e amici della vittima, che si sono presentati in aula indossando una maglietta con la foto della ragazza. Fuori dal tribunale sono comparsi due manifesti, uno con l’immagine della giovane e l’altro con la scritta: “Verità e giustizia per Pamela”.

La linea della difesa, che puntava a sostenere che Pamela fosse morta per un’overdose di eroina e sulla “infondatezza della violenza sessuale”, non ha convinto i giudici della giuria popolare. Fondamentali per arrivare alla condanna di oggi, sono state le rivelazioni di Vincenzo Marino, teste dell’accusa e compagno di cella di Oseghale nel carcere di Ascoli. È stato lui a ricostruire, sulla base delle confidenze che gli avrebbe fatto lo straniero, gli orrori avvenuti nella palazzina di via Spalato, raccontando di quella coltellata al fegato che Oseghale avrebbe sferrato a Pamela dopo aver abusato di lei.

Commenti

REX2

Mer, 29/05/2019 - 21:05

Che tu possa riposare in pace, Pamela.

Marcolux

Mer, 29/05/2019 - 21:18

Mi chiedo, ma gli altri delinquenti nigeriani che hanno partecipato allo scempio, sono stati dichiarati tutti innocenti? Mi sembra che non fosse affatto solo no? Ma che razza di giustizia è allora?

killkoms

Mer, 29/05/2019 - 22:02

non era innocent(e)!

Ritratto di massacrato

massacrato

Mer, 29/05/2019 - 22:35

POSSO AVERE NAUSEA o è razzismo?

scric

Mer, 29/05/2019 - 23:04

mandiamolo a casa sua non voglio mantenerlo per l'intera pena

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Gio, 30/05/2019 - 02:22

Ogni tanto una buona notizia...

Blueray

Gio, 30/05/2019 - 08:32

Per certi soggetti l'ergastolo è un regalo eccessivo. Solo l'eliminazione fisica può ristabilire l'equilibrio alterato dalla commissione di orrende nefandezze.

Ritratto di stenos

stenos

Gio, 30/05/2019 - 08:37

C’è poco da gioire. Il rito della giustizia italica prevede che in appello gli verrà ridotta la pena a poco più di ventanni, poi dopo una decina avrà la semilibertà.

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Gio, 30/05/2019 - 09:06

GRAZIE PD DI AVER PORTATO QUESTE RISORSE IN ITALIA!É GRAZIE ANCHE ALLA BOLDRINI PER AVERCI PROCURATO QUESTE RISORSE!.

Ritratto di -Alsikar-

-Alsikar-

Gio, 30/05/2019 - 09:48

Se l'ergastolo fosse comminato da un tribunale di un paese come la Corea del Nord, si stia pur certi che effettivamente ergastolo sarebbe. Per di più da scontarsi in putrida e rigida galera - sorta di inferno sulla Terra - come si immagina che debbano essere le prigioni di quel paese. Siccome la pena è stata stabilita da un tribunale italiano, ovvero da un tribunale appartenente ad un paese allo sfacelo, diventa fisiologico provare fortissimi e leciti dubbi sul fatto che la pena possa essere effettivamente scontata dal condannato fino alla sua morte. Forse si è posto un improprio paragone con la Corea del Nord, ma non perché quel paese sia un regime feroce: semplicemente perché è corretto e opportuno dire che, in Corea del Nord, i rari criminali spietati, meritevoli di dura punizione, non scontano l'ergastolo. Pragmaticamente vengono eliminati dopo veloce sentenza.

dredd

Gio, 30/05/2019 - 10:29

Pena di morte