Il Comune di Roma dà le case ad abusivi e stranieri

Il regolamento assegna il 25% di alloggi a chi occupa. Il caso di un quartiere: 8 abitazioni su 11 a non italiani

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RomaLa gestione del patrimonio immobiliare romano continua a far discutere. Dopo le polemiche per la scoperta di diverse case popolari assegnate alla famiglia Casamonica a canoni irrisori, una task-force capitolina continua il suo lavoro di verifica per individuare inquilini privi dei requisiti. Sulle circa 80mila abitazioni del patrimonio dei vari enti sarebbero stati individuati i primi 743 occupanti di case pubbliche sprovvisti dei titoli in quanto occupanti abusivi, proprietari di altri immobili o con redditi superiori ai limiti.

Il consigliere comunale Fabrizio Ghera, in una interrogazione presentata il 25 agosto scorso, accende i riflettori su un altro aspetto doloroso delle assegnazioni: il crescente numero di case popolari assegnate agli stranieri. L'esponente di Fratelli d'Italia si chiede se non sia il caso di rivedere i criteri che danno punteggio - tra questi il numero dei componenti familiari, il basso reddito o l'assenza di un lavoro - includendo il criterio della «residenzialità». «Bisogna prevedere una graduatoria con un certo numero di posti per chi abita da tempo sul territorio, concretizzando il dovere morale dell'amministrazione di difendere e sostenere le famiglie del territorio». Ghera cita come esempio di «scandalosi casi di assegnazioni che privilegiano cittadini stranieri rispetto agli italiani, creando una discriminazione verso quest'ultimi» quello di Casal Monastero. «Qui nel 2014 l'amministrazione comunale ha proceduto a una assegnazione consegnando di fatto 8 case su 11 a cittadini di origine straniera». In base a quanto riportato nella determinazione dirigenziale del 12 marzo 2014, si tratta di case tutte oscillanti tra i 60 e gli 82 metri quadri con cantina e posto auto scoperto come pertinenze. Quelle stesse assegnazioni vennero effettuate, peraltro, in virtù di un protocollo d'intesa tra il dipartimento Politiche abitative e i rappresentanti del Movimento di lotta per la casa per sanare occupazioni abusive. Una anomalia che proviene da lontano. Nel 2007, sotto la giunta Veltroni, venne approvata la delibera 206. Stabilisce che una quota fino al 25% degli alloggi popolari messi a disposizione dai bandi comunali possa essere assegnata a chi vive in uno stabile occupato. In sostanza occupare a Roma costituisce un titolo di merito.

L'obiettivo di Ghera è quello di perorare il principio della «precedenza agli italiani». Una corsia preferenziale su cui lavorano diversi comuni di centrodestra in Italia, come ad esempio Perugia e più recentemente la neo-eletta giunta di Arezzo, guidata da Alessandro Ghinelli.