Desirée drogata e abusata, il pensiero dello scrittore Christian Raimo: "La repressione non serve"

Lo scrittore romano è conoscitore del quartiere San Lorenzo, dove la 16enne è stata trovata morta

"La battaglia non si combatte con misure sicuritarie e poliziesche. E, nel particolare, la faccenda dell'abuso di sostanze deve essere fronteggiata salvaguardando ed educando le persone, soprattutto i giovani. La repressione causa la morte di Desirée". È il pensiero di Christian Raimo, scrittore e insegnante romano (nonnché assessore alla Cultura del III Municipio a Roma) particolarmente sensibile alle questioni giovanili.

Lui, che è grande conoscitore del quartiere San Lorenzo, dove la 16enne è stata trovata morte all’interno di un edificio in disuso diventato covo di spacciatori, è stato intervistato dall’Huffington Post per commentare la triste vicenda.

Queste le sue idee: "A 16 anni cercare il conflitto, la ribellione, la trasgressione è normale. Non dobbiamo pensare che quelle cose si combattano con la repressione. Dobbiamo piuttosto pensare che, se c'è un problema di salute pubblica, quel problema va tutelato ed affrontato".

"Io penso che non bisogna parlare di degrado e di decoro perché sono due categorie riduttive, che non spiegano quanto accaduto alla ragazza. Bisogna, invece, parlare di politiche sociali che riguardano, in questo caso, l'uso delle sostanze […] in questi anni sono stati investiti molti soldi inutili sulla repressione e pochi soldi, invece necessari, sulle forme di educazione, consapevolezza al consumo, assistenza e accompagnamento. Questo fa in modo che si verifichi marginalizzazione e che la criminalità possa spadroneggiare in territori dove la prevenzione potrebbe fare molto".

Infine, chiosa parlando del quartiere di Roma: "A San Lorenzo ci sono dei luoghi che si battono per diffondere una sorta di pedagogia sociale e per promuovere la cittadinanza inclusiva. Si tratta di luoghi purtroppo osteggiati da chi pensa che la questione sociale e giovanile si possa affrontare opponendo il decoro al degrado, o la repressione al ribellismo. Questa visione non solo non è inutile ai fini della conoscenza del fenomeno, ma è anche sua concausa".