Dieci cose da sapere per comprare l'olio senza commettere errori

Un vademecum per fare un acquisto consapevole

L'olio extravergine di oliva è uno dei condimenti fondamentali della nostra dieta mediterranea, ma oggi non siamo sempre in grado di scegliere il giusto prodotto al supermercato, anche a causa dei regolamenti europei che permettono la commercializzazione nel nostro Paese di oli provenienti dall'estero, senza un'informazione trasparente.

Ecco alcuni semplici consigli per fare un acquisto consapevole e non incappare in spiacevoli sorprese:

1. È obbligatorio per il produttore scrivere sulla confezione l'origine dell'olio extravergine d'oliva.

2. Sulle bottiglie di olio d'oliva e olio vergine d'oliva può essere omessa l'origine delle olive, in quanto non obbligatorio per legge.

3. La marca non indica la provenienza della materia prima. Non fatevi ingannare da loghi con riferimenti geografici.

4. Per gli oli Dop e Igp è sempre obbligatorio indicare sull'etichetta l'origine.

5. Non esiste un prezzo base al di sotto del quale bisogna diffidare dell'olio che si sta comperando, ma è meglio non fidarsi degli oli con un prezzo molto inferiore rispetto a quello praticato all'origine.

6. È obbligatorio scrivere l'anno di raccolta delle olive solo per l'extravergine italiano al 100% raccolto nella stessa stagione.

7. La data di scadenza è obbligatoria, anche se è a discrezione del produttore.

8. L'unico modo per accertare la provenienza della materia prima è leggere attentamente l'etichetta.

9. Non sempre il bollino dell'ente certificatore indica che un prodotto sia italiano al 100%.

10. Se il produttore o il frantoiano sono persone conosciute, acquistate l'olio direttamente dal produttore. In caso contrario non saltate l'anello della catena di distribuzione

Commenti

BiBi39

Lun, 10/10/2016 - 00:47

Punto 7 : La data di scadenza e' obbligatoria o a discrezione ?

umberto nordio

Lun, 10/10/2016 - 09:16

Gli ubriaconi di Bruxelles fanno di tutto per agevolare le frodi.

Raoul Pontalti

Lun, 10/10/2016 - 11:22

@BiBi39 non si tratta della data di scadenza ma del termine minimo di conservazione che è tutt'altra cosa. La data di scadenza, invalicabile da parte del venditore, riguarda i prodotti deperibili come ad es. il latte, mentre il termine minimo di conservazione (con dicitura: da consumarsi preferibilmente entro il ...) si riferisce al periodo entro il quale il produttore è pienamente responsabile nei confronti del consumatore. Decorso tale termine il prodotto può ancora essere messo in vendita a totale responsabilità del venditore che così scarica il produttore. L'olio d'oliva conservato correttamente mantiene le caratteristiche organolettiche per almeno un paio d'anni, mentre il termine minimo di conservazione è in genere di 18 mesi. L'indicazione del tempo minimo di conservazione è obbligatoria, mentre è a discrezione del produttore la sua durata.