"Dieta vegetariana dannosa per l'ambiente"

Una ricerca svela che il consumo di verdure puè essere più dannoso che mangiare la carne

La dieta vegetariana è amica dell'ambiente. No, non è vero. A sostenere e a negare questo stereotipo comune è un un gruppo di ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania. Stando a quanto riportato dalla loro ricerca, le diete considerate da molti "salutari", ricche di frutta e verdura, sarebbero dannose per l'ecosistema e aggraverebbero il problema del cambiamento climatico

Il salvataggio del pianeta quindi non passerebbe dal fatto di evitare di mangiare carne, come chiesto in molti appelli di attivisti, associazioni e anche addirittura da parte di star come Arnold Schwarzenegger e Paul McCartney. Lo studio pubblicato sulla rivista "Environment Systems and Decisions" ha preso in considerazione l'emissione di gas serra derivante dalla produzione di 1000 calorie di cibi diversi. E sono arrivati a concludere che "mangiare la lattuga può essere tre volte più dannoso per l'ambiente che mangiare bacon". Infatti, basti pensare che la lattuga è la varietà di insalata più povera di calorie: per questo, per raggiungere la stessa quantità di calorie assunta con due fette di pancetta, sarebbe necessario mangiare almeno due iceberg. Poche calorie, ma grandi quantità da consumare determinano una maggiore emissione di gas serra nel processo di produzione e trasporto.

Lo stesso ragionamento vale per agli ortaggi che sarebbero meno ecosostenibili della carne di pollo e di maiale. Sempre tenendo conto della calorie, per produrre melanzane e cetrioli vengono consumate maggiori quantità di acqua ed energia, con un aumento conseguente dell'emissione di gas serra. Ciò che fa bene al nostro corpo, dunque, non è detto che faccia bene anche alla Terra.

Seguendo le direttive el Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti (Usda) per una dieta più sana, gli studiosi hanno calcolato che che un maggior consumo di frutta, verdura, latticini e pesce finirebbe con l'aumentare i consumi energetici del 38%, mentre l'acqua utilizzata salirebbe del 10% e le emissioni di gas serra del 6%. Lo scontro tra "erbivori" e "carnivori" è dunque destinato a proseguire.