Il dio del vino ci salvi dalla Barbera del Palatinato

Tre miliardi di euro: è il il valore complessivo dei vini che rischiano di essere "scippati" al vigneto Italia per colpa della possibile modifica europea al regime di etichettatura dei vini attualmente governato dal regolamento CE numero 607/2009

Ricapitoliamo: non potrà esserci il Brunello di Mozambico. E neppure (Dio ce ne scampi) l'Amarone del Peloponneso. Il Barolo resterà intatto, con il suo inimitabile colore aranciato. Ma Negroamaro, Falanghina, Lambrusco, Greco di Tufo e Picolit presto potrebbero essere globalizzati. La Vernaccia di San Gimignano sarà fianco a fianco sugli scaffali con la Vernaccia di San Pietroburgo. Il Primitivo sarà di Manduria e dell'Asturia. E chi avrà voglia di notare la differenza?

L'allarme l'ha lanciato la Coldiretti, che ha anche stimato la posta in gioco: 3 miliardi di euro. Il valore complessivo dei vini che rischiano di essere «scippati» al vigneto Italia per colpa della possibile modifica europea al regime di etichettatura dei vini attualmente governato dal regolamento CE numero 607/2009. La modifica consentirebbe di liberalizzare l'uso nell'etichettatura dei vini di quei nomi di varietà che attualmente sono riservati ad alcune aree determinate, ma senza alcun riferimento geografico. Insomma, se coltivo Nebbiolo in Croazia nessuno mi impedisce di scrivere in etichetta semplicemente Nebbiolo.

Così il Verdicchio diventerebbe come lo Chardonnay, vitigno mondialista, bello senz'anima, e potrebbe essere prodotto sui Castelli di Jesi come in quelli della Loira. Una decisione che colpirebbe soprattutto l'Italia, Paese vitivinicolo che punta quasi tutto sulla diversità degli infiniti vigneti autoctoni piuttosto che, come avviene in Francia, sul prestigio di un territorio. Perché Oltralpe si dice: mi bevo un Bordeaux. E da noi: mi bevo una Barbera. Va a sapere se del Monferrato o del Palatinato.

Commenti
Ritratto di centocinque

centocinque

Gio, 28/01/2016 - 09:32

Maledettas UE, quando la mandiamo a scopare il mare?

giovauriem

Gio, 28/01/2016 - 09:36

per che sulle etichette si scriverà solo il nome del vino ? la coldiretti badi alle cose serie e non alle scemenze , il vino , nel mondo intero , si acquista in due soli modi , per provenienza e per costo , quello che acquista per costo bada solo che la bottiglia di vino abbia un costo il più basso possibile e non guarda neanche il nome , mentre quello che compra per origine ,legge bene l'etichetta per essere sicuro di ciò che beve .

Rainulfo

Gio, 28/01/2016 - 10:46

Europa: con una mano bastona e con l'altra toglie.... ma chi ci crede più... giusto i babbei di sinistra. Europa.... roba da rifiuti non riciclabili.

canaletto

Gio, 28/01/2016 - 10:48

DIO CI SALVI DALLA UE, DANNI NE HA FATTI TROPPI E CONTINUA A FARNE. DOBBIAMO USCIRNE VELOCEMENTE

Ritratto di saròfranco

saròfranco

Gio, 28/01/2016 - 11:14

Qualcuno mi spiega perché noi abbiamo dovuto chiamare "friulano" il vino conosciuto come "tocai", nome oggi riservato ai vini ungheresi? Non è che questa europa ci sta prendendo per il naso (o per qualche altra parte del corpo)? O che siamo noi a farci prendere per quella parte del corpo per nostra incapacità?

buri

Gio, 28/01/2016 - 11:54

altro danno all'economia italiana creato dall'UE, e pensare che c'è ancora chi predica che ci vuole più Europa. roba da matti