Disastro ambientale a Piombino: il giallo di Monte Puzzo

Nell’ultimo anno sono state aperte aziende che stanno trattando rifiuti molto pericolosi in una zona che meriterebbe ben altre attenzioni

Ha tutte le caratteristiche per diventare un nuovo caso alla Erin Brockovich. A Piombino le cose non si mettono bene. La giornalista piombinese Cecilia Sandroni, che si occupa di cultura e human rights, sviscera la drammatica situazione ambientale della Val di Cornia. Nell’ultimo anno sono state aperte aziende che stanno trattando rifiuti molto pericolosi in una zona che meriterebbe ben altre attenzioni. Nel silenzio totale di politici e ambientalisti, sempre pronti a fare battaglie per qualsiasi cicca buttata per terra ma muti di fronte a certi scempi.

Piombino è una città che richiama molto Taranto, in passato uno dei centri siderurgici più grandi d’Italia, un’origine fortemente industriale, dove la popolazione è cresciuta con mamma industria. Oggi non ci sono più fabbriche ma aziende multinazionali che hanno deciso di investire nello smaltimento dei rifiuti pericolosi.

La passata amministrazione di centrosinistra ha trasformato le aree confinanti con Rimateria da zone industriali a zone adibite al trattamento dei rifiuti speciali, pericolosi e non. La società che opera in quell’area e autorizzata dalla precedente giunta Pd è la Wecologistic, che si interessa di rifiuti pericolosi, avente come amministratore unico Mauro Gentilini, proprietario tramite la Permare Srl del 32% della società. Procuratore munito di pieni poteri della Permare Srl è Alberto Anselmi, genero di Gentilini, ancora dirigente della Federazione Val di Cornia Elba del Pd con deleghe alle attività produttive, turismo e commercio, dopo le sue recenti dimissioni dall’Unione comunale piombinese dello stesso partito.

Commistione di politica, affari e famiglia? Si vende la salute della gente per profitto e poltrone?

Adiacente alla discarica ci sono capannoni di 36 metri ciascuno dove nessuno controlla cosa ci viene portato: 200 fusti di mercurio sono finiti lì. Sono arrivati i carabinieri del Noe che hanno bloccato i lavori per soli 20 giorni date le pressioni politiche per farli ripartire. E ovviamente i carotaggi non sono mai stati concessi.

A pochi passi dalla spiaggia è sorto un promontorio, una grande discarica ben visibile anche dal mare che è stato soprannominato dai piombinesi “monte puzzo” e che crea seri problemi di respirazione agli abitanti del luogo dato il cattivo odore che emana, sia con scirocco sia con maestrale, e naturalmente gravi problemi di salute.

E se per le istituzioni e per le aziende forse questa è stata una risorsa da cogliere al volo, per gli oltre tremila cittadini che hanno firmato un referendum affinché l’ampliamento della discarica si bloccasse, questo è un mostruoso problema.

Si cerca di trasformare Piombino in un polo nazionale del trattamento dei rifiuti. Dodici regioni italiane hanno già portato la loro spazzatura nella città toscana. Volumetrie mostruose si stanno realizzando, sembra quasi una piramide, un odore impressionante che coinvolge la zona di Colmata e le aree limitrofe.

Qui c’è la discarica di “Rimateria”, e da queste parti è sorto nel 2018 il Comitato di salute pubblica della Val di Cornia presieduto dal chirurgo Alessandro Dervishi il quale si chiede cosa voglia fare di Piombino e del promontorio la Regione Toscana. “Stiamo assistendo a una mancanza di programmazione per quello che riguarda le acciaierie, dall’altro lato un moltiplicarsi di industrie che trattano rifiuti, una progressiva distruzione dell’ambiente della Val di Cornia, abbiamo un porto non collegato, un ospedale ridotto ai minimi termini”.

Il Comitato si è sempre fermamente opposto all’idea di fare di Piombino un polo nazionale di lavorazione, smaltimento, stoccaggio e spedizione di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi. Nel territorio della Val di Cornia si sono insediate varie aziende che si occupano di rifiuti: Rimateria, Wecologistic, Tyrebirth. Per ora è stato scongiurato l’insediamento della Creo, che avrebbe trasformato i rifiuti organici in lignite. Piombino sarà inoltre il polo specializzato nelle demolizioni diventando così l’unico porto italiano che risponde ai requisiti della normativa comunitaria. A settembre è previsto il via dell’ attività di demolizione e smaltimento di 12 cassoni della Concordia, una parte sembra sarà reimpiegata per la costruzione di una banchina galleggiante.

Il Comitato della Salute si è sempre battuto contro la cattiva gestione della discarica attuale, l’Ex Asiu, ancora adesso in coltivazione, per la quale l’azienda ha ricevuto negli anni passati due diffide dalla Regione Toscana oltre che un sequestro da parte della magistratura, giacché non avevano mai provveduto alla messa a norma dell’impianto. Opposizione ferrea ad oltranza all’ampliamento richiesto da Rimateria in Regione di 2,850 milioni di metri cubi di rifiuti che porrebbe questa discarica sul mercato nazionale dello smaltimento dei rifiuti speciali e non più, come si voleva fare passare dall'amministrazione uscente, a servizio delle bonifiche del SIN di Piombino e della ripresa della siderurgia.

“Noi abbiamo sempre sostenuto che Rimateria debba occuparsi delle bonifiche – continua Dervishi -, non è stata concepita dalle amministrazioni per fare attività di discarica, e si chiama appunto Rimateria perché avrebbe dovuto lavorare i rifiuti del SIN e riciclare ciò che era possibile, circa l’80% dei rifiuti, e creare una nuova materia utile per l’edilizia per esempio per il manto stradale. Rimateria era stata concepita anche come discarica a servizio della ripresa siderurgica. Gli spazi già autorizzati, il famoso cono rovescio di 140.000 metri cubi, per noi devono essere preservati per le esigenze del territorio, per quei rifiuti del SIN che non sono riciclabili e per la ripartenza dei forni elettrici”.

Una zona devastata: erano stati stanzianti 50 milioni per le bonifiche, per la messa in sicurezza della falda e ad oggi sono rimasti 13 milioni senza risultati. Una discarica così imponente anche di prodotti pericolosi, è stata realizzata su un terreno paludoso fronte mare della grandezza di 100 campi di calcio in una zona nella quale sono sempre state richieste bonifiche. Questa discarica però è solo una piccola parte della discarica che hanno intenzione di fare di 2 milioni 850mila metri cubi, più del doppio di quella che vediamo oggi. S’intende, insomma, dare il via libera a un’enorme discarica che raggiungerà le dimensioni totali di 5 milioni di metri cubi di rifiuti speciali e s’ipotizza inoltre anche il trattamento in futuro nella stessa sede di rifiuti pericolosi.

“Chiediamo che questa città non muoia sotto i rifiuti, perché i dati medici presentano Piombino come un posto dove ci sono incidenze di mortalità evidente, tumori pleura, tumori tiroide, malformazioni congenite. Non vogliamo che questi dati possano aumentare in futuro”, dicono dal Comitato. “Uno studio dal 1992 al 2011 ha evidenziato che in questo periodo sono nati 143 bambini con difetti congeniti su un totale di 4.660 venuti alla luce – dice Dervishi -. Si tratta quindi del 3,1%, valore che può sembrare ridotto ma che supera notevolmente il 2% di anomalie che è la media toscana. Altri studi eseguiti nello stesso periodo riguardanti la mortalità intorno a discariche di rifiuti in Toscana, hanno evidenziato eccessi di mortalità per malattie del sistema cardiocircolatorio e cerebrovascolare, per tumori al fegato, vescica, sistema linfoematopoietico e per linfomi non Hodgkin”. Venendo ai risultati di uno studio attuale (Sentieri/quinto rapporto), si legge che vi è una mortalità generale più alta di quella attesa su base regionale nelle sole donne, rilevando in particolare eccesso consistente di casi di tumore della pleura negli uomini e di pneumoconiosi.

Le microparticelle lesive per la salute e le varie sostanze nocive disperse in aria, già presenti e solo in parte testate dall’Arpat per loro mancanze di mezzi, chiudono il cerchio di quella che si prefigura come una devastazione ambientale che ci riporta alla triste esperienza di Taranto. Quindi non si tratta di rischi, ma si passa da un inquinamento già provato a uno largamente superiore e con effetti imprevedibili e certamente pericolosi per persone e ambiente.

Francesco Ferrari, da giugno nuovo sindaco di centrodestra di Piombino è deciso di non far raddoppiare il volume della discarica. “Abbiamo avuto il consenso dei cittadini in virtù di questa posizione, che era contraria al raddoppio dei volumi discarica. Terremo fede a questo nostro impegno”. Speriamo.