Quando il turista profana in eterno un'opera d'arte

La rassegna dei capolavori compromessi per sempre da visitatori sbadati o appassionati poco delicati

Naturalmente non c’è paragone con gli scempi di Palmira targati Isis, ma anche qualche turista con l’irruenza di un cinghiale può essere scambiato per un vandalo da esposizione.

Come quel ragazzino di 12 anni che ad agosto ha forato la tela di un dipinto italiano del 1660 intitolato Fiori ed esposto nel museo di Taipei, in Taiwan: è inciampato nella fune separatoria, andando a finire direttamente dentro la natura morta rappresentata dal maestro barocco Paolo Porpora. Un miliardo e mezzo di danni. Anche Picasso grida vendetta. Il suo Sogno fu infranto da Steve Wynn, magnate statunitense specializzato nei casinò. ll bel casino lo fece quando consegnò a mano, manco fosse un fagotto da portare in spalla, il ritratto di Marie Therese Walter (l’amante del pittore spagnolo) al suo acquirente. Che ora si ritrova il quadro ammaccato sull'angolo: 139 milioni di dollari compromessi in eterno.

Ma certi danni, come ricorda HelloWorld.it, non restano impuniti: Andrew Shannon, reo di aver sfregiato senza motivo Il bacino di Argenteuil di Claude Monet presso la National Gallery di Dublino, è stato in galera per 5 anni con l’accusa di vilipendio aggravato. Alcuni oltraggi, invece, hanno persino contribuito ad alimentare la fama dell’opera. Prendiamo Ecce Homo di Elias Garcia Martinez, che giaceva in brutte condizioni nel Santuario della Misericordia di Borja, a Saragozza. Un'anziana parrocchiana si prese la briga di restaurare il dipinto, ma sarebbe stato meglio lasciarlo così com’era, dato che l’aspetto attuale va contro qualsiasi canone artistico. I vasi cinesi della dinastia Qing sono stati ridotti in cocci per colpa di un paio di stringhe: evidentemente quel visitatore inglese, in gita al museo di Cambridge, non sapeva allacciarsi bene le scarpe. Neppure la Maschera di Tutankhamon ha fatto una bella fine. Un addetto alle pulizie dalle movenze non proprio leggiadre ha staccato il mento, poi riappiccicato in fretta e furia con della colla inadeguata. E oggi il faraone sembra avere una protesi.