Don Gallo, il prete che dà il cattivo esempio

In occasione del campionato di pesto al mortaio svoltosi nei vicoli di Genova ecco la brillante proposta: "Perché non aggiungiamo un po’ di marijuana al pesto genovese?"

Certo non è una novità che don Andrea Gallo si produca in provocazioni che vanno dal blasfemo all’illegale. Ma questa volta è riuscito nella non facile impresa di dissacrare al tempo stesso un mito tutto ligure e incitare alla violazione della legge. Perché se è vero che il pesto genovese è per il liguri qualcosa più di un semplice condimento è inequivocabile che le droghe, leggere o pesanti che siano, in Italia siano illegali. Quindi a cosa ha pensato don Gallo? In occasione del campionato di pesto al mortaio svoltosi nei vicoli di Genova, in quella via del Campo tanto cara a De Andrè, ecco la brillante proposta. «Perché non aggiungiamo un po’ di marijuana al pesto genovese?». Semplice. Perché il pesto è buono così com’è e perché la marijuana è illegale. Punto. E poi, non è un'altra la Maria di cui dovrebbe occuparsi un prete?

Commenti
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miladicodro

Mar, 10/07/2012 - 08:36

Di preti così ne è piena l'aria per la gioia dei mussulmani,in quanto possono dimostrare di essere in termini religiosi disciplinati e rispettosi dei fedeli.Invece i don gallo di turno,blasonati ed ospitati sino alla nausea in talk show o sagre paesane,sono quelli,assieme ai pedofili che fanno fuggire dalle chiese e dagli oratori,dove dal dopoguerra in poi si formavano le nuove generazioni. Oggi non rimane altro che assistere a cerimonie religiose con gambe e ***** al vento,senza pudore alcuno e la ciliegina sulla torta la mette costui.Hà voglia Papa Benedetto XVI di richiamare all'ordine,vi sono i generali che disubbidiscono,figurarsi la truppa,vedi i don sciortino e soci.Se fossi genovese lo farei andare da Principe a Brignole a calci nel deretano.Buffone.

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Uchianghier

Mar, 10/07/2012 - 08:44

Don Gallo ne maneggia parecchia di ostie e Maria..

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rinnocent637

Mar, 10/07/2012 - 10:01

Conosco questo comunista sfegatato, non lo chiamo prete perchè per il sottoscritto non è degno ,come sciortino di indossare la tonica. Dove c'è disordini troverete questo spretato a incitare i giovani. nel suo oratorio è un via vai di prostitute, drogati,l'oratorio è in via Sa Benedetto a Genova, in passato era una bella e pulita chiesetta, Lui ora ne ha fatto un centro commerciale . Cosa non risco a comprendere come la Curia Genovese sopporti questi spretati che allontanano la gente dalla chiese a dalla religione. Renato Innocenti Livi

Bruno Burinato

Mar, 10/07/2012 - 11:00

Cosa aspetta la Chiesa per ridurre allo stato laicale quel personaggio che, invece di occuparsi della salute spirituale dei parrocchiani preferisce fare propaganda alla drogam rendendosi così complice delle sue azioni

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gian td5

Mar, 10/07/2012 - 19:53

Purtroppo dopo lo scellerato "accordo di Metz" tra Santa Sede e Cremlino, GiovanniXXIII rinunciò a condannare il comunismo, pur di avere rappresentanti russi ortodossi al Concilio Vaticano II. Di qui ebbe inizio la sostituzione del S. Vangelo con il Capitale di Marx, non fatevi illusioni, Gallo non è altro che un prototipo dei preti a venire.