La donna di Pannella che punta all'eredità

Un giudice ha condannato Pannella a pagare un risarcimento di 40 mila euro all'ex segretaria. Ora la donna può mettere le mani sull'eredità

Un rapporto di lavoro lungo dodici anni, dal 1982 al 1994, che rischia di mettere in serio pericolo l'eredità della famiglia Pannella. Giuseppina Torrielli, una signora di 85, ex segretaria di Marco Pannella, scomparso a Roma il 19 maggio 2016, è pronta ha chiedere il risarcimento che le spetta dopo la sentenza della Corte Appello di Roma, del 26 febbraio 2016.

Il debito di Pannella

La Corte ha condannato il leader dei Radicali a risarcire l'ex segretaria. Circa 40 mila euro, a cui vanno sommati altri 13mila euro di spese legali. Non solo. La cifra, a fronte di interessi e rivalutazioni previste, si fa più sostanziosa, arrivando a toccare i 150 mila euro. Una somma che dopo la morte di Pannella potrebbe non essere riconosciuta alla Torrielli. Ovviamente, la donna non può intervenire sui beni del Partito Radicale ma potrebbe inserirsi nel testamento. Portando così via tutta l'eredità alla famiglia di Marco.

Come riportato su Il Tempo, la sentenza, arrivata qualche mese prima la morte dell'ex leader radicale, scaturisce dal rapporto di lavoro che la Torrielli ha avuto con Pannella e con il gruppo Radicale alla Camera prima, e poi con il Gruppo Federalista Europeo. Per ben 12 anni, dal 1982 al 1994, è stata retribuita come collaboratrice pur essendo impiegata full time nei vari uffici. Una posizione lavorativa che l'ha spinta, nel 1994, a fare causa davanti al giudice del lavoro. Cercando di farsi riconoscere come dipendente subordinata. Una mossa che ha irrimedibilmente incrinato i rapporti con i Radicali ma che nel 2012 le era valsa il diritto a 256 mila euro di risarcimento: 71 di questi sono a titolo di mancati pagamenti oltre a rivalutazioni e interessi.

Commenti

marygio

Gio, 09/06/2016 - 11:54

anvedi....il paladino de noaltri. AHHHHHHHHHHHHH

Ritratto di Chichi

Chichi

Gio, 09/06/2016 - 12:55

Certo che Pannella soldi ne ha macinato un bel po’, senza nemmeno il fastidio di dover rendere conto a qualcuno, a cominciare da quelli ricevuti per radio radicale. Ora scopriamo che i soldi piacciono anche ai suoi «disinteressati» collaboratori. Non c’è dubbio: vanno dritti alla RADICE delle cose. Più RADICALI di così….

cgf

Gio, 09/06/2016 - 13:07

in Italia si deve aspettare 20+ anni per una causa... non dico avere ragione o torto, ma per un processo e la sentenza. Certi signori dovrebbero farsi un bel esamino di coscienza..

piertrim

Gio, 09/06/2016 - 13:48

Siamo messi bene se anche i più "onesti" hanno cercato di fregare i poveri.