La dottoressa stuprata si sfoga "Violentata pure dalle istituzioni"

Dopo l'incubo dello stupro a Trecastagni, parla la dottoressa che ha vissuto quelle ore terribili. L'attacco alle istituzioni: "Lasciata sola"

Dopo l'incubo dello stupro a Trecastagni, parla la dottoressa che ha vissuto quelle ore terribili. Lo fa durante un'assmeblea plenaria a cui hanno partecipato 106 presidenti degli Ordini dei medici, riuniti nel Consiglio della loro Federazione nazionale (Fnomceo) e i 106 presidenti delle Commissioni albo odontoiatri a Giardini Naxos. Il suo è uno sfogo duro dopo quanto accaduto. Parole che colpiscono i presenti: "La solidarietà espressa dai colleghi è la più sincera che ci possa essere, perchè siete consapevoli che tutti sareste potuti essere al mio posto. Nessuno sconto, invece per le istituzioni, alle quali solo una cosa posso dire: io sono stata violentata anche da voi". Poi con rabbia ha lanciato un messaggio: "Quella della sicurezza è solo la punta dell’iceberg - ha spiegato - noi medici abbiamo perso la dignità. La nostra professione si è snaturata, è diventata una cosa che non è più essere medico, è soffocata dall’affanno di evitare le denunce, di seguire pedissequamente i protocolli. Sfugge un concetto fondamentale: noi dobbiamo curare le persone. Ho intrapreso questa strada per passione - ha raccontato - anche la scelta di fare la guardia medica non è stata un ripiego, è stata una decisione consapevole proprio perchè volevo essere in prima linea, vicina alle persone che soffrono". A questo punto torna all'attacco e rimette nel mirino le istuzioni: "Non hanno semplicemente lasciato sola me, mettendomi in pericolo e poi umiliandomi quando la mia aggressione è stata derubricata a infortunio sul lavoro. Il sistema rischia di travolgere la nostra intera professione. Siamo tutti vittime: a questo gli Ordini devono opporsi".

Commenti

rosalba cioli

Ven, 29/09/2017 - 21:18

condivido pienamente quanto espresso dalla dottoressa stuprata, tutto ormai va alla deriva................ politicamente corretto - 6 politico - evviva il 68! ed ecco i risultati, professioni svolte senza entusiasmo ma con la spada di Damocle sul collo, è vivere questo?

Royfree

Ven, 29/09/2017 - 21:45

"Sfugge un concetto fondamentale: noi dobbiamo curare le persone" Qui casca l'asino. Persone. Non feccia schifosa parassita troglodita animalesca che di civiltà non ne hanno nemmeno i concetti basilari. Pure bestie scabbiose che non meritano nessuna pietà.

magnum357

Ven, 29/09/2017 - 21:52

Mi pare normale che dal partito dei delinquenti non venga alcuna solidarietà !!!!! L'Italia è completamente allo sbando con una magistratura che libera chi dovrebbe stare in galera !!!! Non per niente sono stati i fautori della liberazione di tutti i brigatisti rossi condannati all'ergastolo con il perdonismo buonista di Stato rosso, roba passata e .... volemose bbene !!!!!

Silvio B Parodi

Ven, 29/09/2017 - 22:00

signora dottoressa:ma Lei pensava che a **loro**importasse qualcosa? troppo impegnati a rubarsi le poltrone, e trovare alloggi per gli invasori!

emigrato1978

Sab, 30/09/2017 - 04:15

DERUBRICATA COME INCIDENTE SUL LAVORO? È VERAMENTE LA FINE. PER QUANTO RIGUARDA LA NOSTRA PROFESSIONE, NEL 1978 ME NE ANDAI IN AMERICA A FARE IL MEDICO DOVE HO AVUTO UNA VITA PROFESSIONALE GRATIFICANTE. PURTROPPO ANCHE LÌ LA MEDICINA SI È DETERIORATA SOMMERSA DA UNA PLETORA DI LIMITAZIONI E INTERFERENZE: BUROCRAZIA, REGOLAMENTI MALPRACTICES E QUANT’ALTRO. COSÌ IL RAPPORTO FRA NOI MEDICI (ORA CHIAMATI “PROVIDERS”) E I NOSTRI PAZIENTI (ORA CHIAMATI “CUSTOMERS”) SI È INARIDITO. PER MIA FORTUNA ANCHE SE CON TRISTEZZA ORA SONO IN PENSIONE. CARA COLLEGA PER L’ORRENDA VIOLENZA CHE HAI SUBITO HAI TUTTO IL MIO PROFONDO RISPETTO E LA MIA SIMPATIA.

pier1960

Sab, 30/09/2017 - 09:08

questo governa odia il settore pubblico, ivi compresi i medici....tagli alle assunzioni, stipendi bloccati dal 2009....la politica è costringerci a rivolgerci ai privati, meno controllati e meno qualificati, ma che ci costano di più...e chi non può farlo...crepa: ecco la politica del pd

Manlio

Sab, 30/09/2017 - 11:18

Ci sentiamo tutti vicini alla dottoressa, non tanto per la sua orribile esperienza, ma quanto per le sue parole verso il comportamento delle Istituzioni. È così quasi per tutti i settori della nostra vita. Stiamo assistendo ad uno stravolgimento dei capisaldi della nostra educazione, con i nostri punti di riferimento che svaniscono nell’illusione di nuove forme di progressismo, fondate sul nulla. Purtroppo questo è esito del fatto che per andare al voto è sufficiente l’età. Occorrerebbe invece sottoporsi ad un esame che accerti le capacità personali di discernimento.

Ritratto di giovinap

Anonimo (non verificato)