Ecco perché Admo e Ail possono salvare tante vite

Leucemie e altre patologie del sangue si possono combattere grazie ai donatori di midollo osseo. La ricerca sulle malattie ematiche

Composito e articolato il panorama delle associazioni e delle Onlus impegnate in vari settori della prevenzione medica e del supporto materiale a chi è stato colpito da patologie complesse. L'Associazione dei donatori di midollo osseo è stata costituita nel 1990 da un gruppo di persone fortemente motivate a creare, anche in Italia, una valida banca dati di volontari. Con lo scopo, principale, d'informare la popolazione italiana sulla possibilità di combattere le leucemie e altre malattie del sangue (linfomi, mieloma, talassemia) attraverso la donazione e il trapianto di midollo osseo. A tutt'oggi sono molte le persone che ogni anno in Italia necessitano di trapianto: basti pensare che, solo in Italia, le leucemie colpiscono circa 1.500 nuovi pazienti l'anno. Purtroppo, però, la compatibilità genetica è un fattore raro, che ha maggiori probabilità di esistere tra consanguinei: per chi non ha un donatore consanguineo, dunque, la speranza di trovare un midollo compatibile per il trapianto è legata all'esistenza del maggior numero possibile di donatori volontari tipizzati, dei quali cioè siano già note le caratteristiche genetiche registrate in una banca dati.

Fino a qualche anno fa si valutava che in Italia fossero necessari circa 1.000 nuovi donatori effettivi l'anno. Ma questa stima è andata aumentando perché il trapianto delle cellule staminali emopoietiche, presenti nel midollo osseo, è attualmente al centro di ricerche anche nel campo dei tumori solidi, mentre stanno diventando di routine alcune applicazioni in campo genetico, come nelle talassemie. In questa realtà, Admo ( www.admo.it ) svolge un ruolo fondamentale di stimolo e coordinamento: fornisce agli interessati tutte le informazioni sulla donazione e indirizza i potenziali donatori ai Centri trasfusionali del Servizio sanitario nazionale.

L'Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma-Onlus) è invece impegnata da più di 45 anni nella lotta contro le malattie del sangue. Fondamentale è l'attività svolta dalle 81 sezioni provinciali a sostegno dei Centri di ematologia. L'Ail promuove e sostiene la ricerca scientifica e si impegna per migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari; organizza il servizio di assistenza domiciliare e realizza «Case di accoglienza». Mantenere e migliorare i risultati conseguiti finora richiede però impegno e fondi sempre crescenti, il «5 per mille» è l'occasione giusta per dare un aiuto concreto alla lotta contro le malattie del sangue. «Il 10% dei nostri fondi li destiniamo alla Fondazione Gimema (Gruppo italiano malattie ematologiche dell'adulto) - spiega Franco Mandelli, professore emerito di Ematologia e presidente nazionale Ail - il restante lo ridistribuiamo alle 81 sezioni che lo impiegano per sostenere le cure domiciliari in ematologia, la ricerca scientifica, l'assistenza e il supporto ai reparti di ematologia e attività socio-assistenziale di aiuto alle famiglie e ai pazienti. Ritengo che la rendicontazione delle spese sia sacrosanta. Con i nostri donatori abbiamo un appuntamento annuale con la pubblicazione dei dati sul nostro sito ( www.ail.it ), oltre che sulla rivista Destinazione Domani . Ridistribuendo alle sezioni locali, i territori fanno una verifica diretta di come vengono impiegati i fondi. È un valore aggiunto che serve alla presa di coscienza diretta di come sono investiti i nostri fondi, non solo quelli del 5x1000».