Ecco perché stronco il libro di mio figlio

L'allora direttore de "L'Indipendente" sul saggio scritto dal figlio: "L'inchiesta è finita male ma fu necessaria"

Non avrei mai scritto un rigo sull'ultimo libro di mio figlio Mattia, Novantatré (L'anno del Terrore di Mani pulite), se egli non mi avesse, pur con qualche ragione, scaraventato nella discarica dei reietti che seguirono con passione la cosiddetta Tangentopoli, ricavandone la sensazione che fosse un'operazione di giustizia non sommaria, ma diretta a punire i reati commessi dai politici col pretesto di fare politica. Non voglio impegnarmi in una difesa dalle accuse del mio diletto consanguineo rivolte ai magistrati e ai loro complici, cioè i giornalisti (categoria alla quale non mi onoro di appartenere): sarebbe un esercizio velleitario.

Le opinioni si discutono, ma raramente si cambiano. Tu, caro Mattia, narri con efficacia ciò che accadeva nei giorni del 1993 (e anche del 1992): arresti in massa, il tintinnio minaccioso delle manette che era diventato la colonna sonora di quei tempi funesti, le detenzioni tese a strappare confessioni, le delazioni finalizzate a ottenere la libertà (almeno) provvisoria. Racconti con dovizia di particolari le vanterie della Procura di Milano, la paura che serpeggiava nelle segreterie dei partiti (del Caf), le angosce degli indagati, le varie porcherie commesse nelle stanze del Palazzaccio, la disinvoltura acritica dei cronisti giudiziari che si abbeveravano negli uffici dei Pm e compilavano articoli interamente ispirati dalle toghe.Hai ricostruito fedelmente, con autentico pathos, il clima che si respirava in quegli anni tribolati a Milano: Antonio Di Pietro, oscuro manovale del diritto, all'improvviso salito sul piedistallo riservato agli eroi, venerato come la Madonna, invocato quale purificatore, amato dalle folle perché per primo castigava i reprobi. Hai dipinto un quadro in parte abbacinante e in parte fosco. La realtà, d'altronde, non è mai a tinta unita. Hai reso alla perfezione l'atmosfera diurna dell'epoca. Ma hai completamente trascurato cosa accadeva nelle notti della Prima Repubblica. Di notte entrava in azione la Banda Bassotti. Forse te ne sei dimenticato. Forse ti sei lasciato trascinare dalla vena letteraria e ti sei fissato sulle nequizie della famosa e turpe inchiesta. La smemoratezza è una malattia di molte famiglie, figurati se la nostra ne è immune.

Di giorno i magistrati facevano strage di mariuoli, di ladri e anche di innocenti: ma al calar delle Tenebre, caro Mattia, si perpetravano furti su furti per decenni impuniti, considerati perdonabile routine. Era diffusa la sensazione che la tangente fosse lecita, una pratica di ordinaria furfanteria. I politici che rubavano per il partito non si sentivano colpevoli, erano persuasi di agire per il bene della Patria e non esitavano a riempirsi le tasche di denaro sporco, confondendolo con il proprio e usandolo in proprio per pagarsi le ville sull'Appia Antica, la cui pigione veniva saldata prelevando l'occorrente dal bottino.Su questo è opportuno sorvolare? Essi spendevano e spandevano senza requie. Vivevano ben oltre le loro disponibilità. Con quali mezzi? Da notare che se fregare per il partito non sembra una grave scorrettezza, in verità è gravissima, perché non c'è neppure l'attenuante dello stato di necessità. Rubavano, i politici, allegramente a livello istituzionale. Autorizzati dal superiore principio secondo il quale la democrazia costa. I partiti organizzavano congressi e riunioni faraoniche, cui seguivano serate in discoteca dove scorrevano fiumi di champagne. Chi saldava il conto? Le aziende che versavano le stecche in cambio di lavoro. Ciò faceva comodo anche agli imprenditori, i quali però, se non si fossero piegati alle richieste delle segreterie, sarebbero stati tagliati fuori dagli appalti. Un'opera pubblica da un milione, finiva così per costare due milioni o tre. La spartizione era assai onerosa.Risultato. Il debito pubblico impazziva. E ne soffriamo ancora gli effetti devastanti. Che dovevano fare Di Pietro e i suoi soci, voltare la testa dall'altra parte, fingere di non vedere? I magistrati hanno sbarellato, ansiosi com'erano di salire alla ribalta. Ed io, come altri cronisti, ho assecondato ciecamente un sistema investigativo pressappochistico e dozzinale che, però, se non giustificabile, era comprensibile dato il momento. Un momento di forti tensioni sociali, influenzato ed alimentato dal desiderio di cancellare una classe dirigente incapace (come quella attuale) di amministrare la cosa pubblica, sacrificandola alla saccoccia.Mattia, ti chiedo per quale motivo il pentapartito, che era al governo, non ha mai pensato a legittimare il finanziamento privato della politica. Era nelle sue facoltà approvare una legge in proposito. Non ha mai provveduto a farlo perché, se tutto fosse stato chiaro e controllato, nessuno avrebbe più distratto una lira in quanto ogni partito sarebbe stato costretto a presentare bilanci verificati. Zero margini per appropriazioni indebite. E con quali soldi sarebbero stati liquidati gli affitti delle ville sull'Appia Antica? E chi avrebbe contribuito ad incrementare i consumi della cosiddetta Milano da bere?Non siamo nati ieri, né tu né io; abbiamo uso di mondo e siamo consapevoli di come girasse il fumo negli ambienti politici.

Sono stati trovati conti ricchi all'estero attribuibili a personaggi dei partiti. Ovvio che la magistratura abbia colpito duro, acquisendo poi un potere eccessivo di cui sopportiamo ancora i riflessi. Ti do atto che nel casino generato da Mani pulite, accresciuto dallo sbandamento provocato dalla avanzata della Lega, dal crollo del muro di Berlino, dalla perdita di credibilità dei partiti, si sono compiute nelle indagini delle immonde esagerazioni. Cosicché ha preso piede un giustizialismo che si spiega soltanto con la fregola di spingere la sinistra alla conquista del primato nazionale a spese degli altri partiti. E cara grazia che Berlusconi ha spaccato il giochino degli ex comunisti.Questo è noto a tutti. Ma prima di dire che il dipietrismo è stato solo schifezze occorre riflettere. Tonino non ha violentato un esercito di vergini, ma ha sbaragliato una cosca di ladri che non ebbe il coraggio di varare una legge idonea a porre ordine nella materia. Una classe politica di straccioni. Alcuni dei quali sono stati castigati ingiustamente, ma altri l'hanno fatta franca, per esempio i compagni. E ciò è indigeribile e autorizza a sospettare che le toghe non abbiano agito con troppo zelo. Tuttavia, non sottovalutiamo un fatto: se la Giustizia ha sbagliato al 30 per cento, i ladri della Prima Repubblica hanno sbagliato al 70 per cento. Amen. Peccato che un libro sui grassatori non sia mai uscito, completo.Per concludere. Craxi quando disse che il ladrocinio era un male comune colse nel segno. Sul piano storico e politico pronunciò un discorso condivisibile in pieno. Su quello giudiziario egli aveva torto: non esistono malversazioni a fin di bene. Se il prezzo della democrazia è la disonestà endemica, conviene intervenire col pugno di ferro. Quanto agli errori dei magistrati, non è il caso di enfatizzare quelli a danno dei politici. I cittadini ogni giorno sono vittime di soprusi e angherie in tribunale, e nessun parlamentare di oggi e di ieri ha osato fiatare.

Commenti
Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Mar, 19/01/2016 - 08:59

Parole sante Direttore, parole sante. Solo gli ipocriti non condividono.

Tom Hagen

Mar, 19/01/2016 - 09:05

"Cara grazia"????? Usque tandem....

Ritratto di Antonio Granuzza

Antonio Granuzza

Mar, 19/01/2016 - 09:52

Chapeau, come sempre, Direttore....mi auguro soltanto che i Suoi articoli facciano breccia nella coscienza di qualcuno. Di qua e di là. Senza distinzione. Però, nel contempo, purtroppo, mi rendo conto di essere solo un....bischero, come si dice dalle mie parti.

Ritratto di semovente

semovente

Mar, 19/01/2016 - 10:02

Perfetto direttore, rimane il fatto che i trinariciuti l'hanno scampata allegramente e non solo in quella circostanza. È dal 1945 che quei mascalzoni la fanno franca . Come mai?

Ritratto di Marcangelo45

Marcangelo45

Mar, 19/01/2016 - 11:40

Mi sgomenta l'ultima frase :"I cittadini ogni giorno sono vittime di soprusi e angherie in tribunale", come se un sopruso ne giustificasse altri. Da quando Berlusconi è stato eliminato, nessuno parla più della giustizia e dei giudici. E' da li che bisognerebbe ripartire, rifondando la Giustizia, ma chi può farlo? Solo il "Popolo", quello onesto e senza preconcetti, lo può fare e, prima o poi, lo farà.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mar, 19/01/2016 - 13:01

NUOVO-Alla fine di questa lettura, mi par di poter affermare che ha ragione Mattìa. Oltre ad aver osservato che il ragionamento di Vittorio si avvita su contraddizioni esecrabili. Tra gli illeciti sociali, questo delle tangenti è sul filo della ammissibilità. Comunque tra i meno gravi. Ed il mio Grido verso l'iniziativa Mani Pulite insorge in quanto rivolta ad un fenomeno 'ambientale' di gran lunga secondario rispetto alla abissale nefandezza di una magistratura che flagella in modo sanguinario tutta la società italiana, nel comparto civilistico, come se il Civile non meritasse la dignità di territorio da salvaguardare. Il mio Grido di Orrore verso la totale latitanza di un Di Pietro a far ricadere la sua attenzione sulle tantissime devastanti efferatezze compiute in tutti i santi giorni dalla totalità dei togati. Vorrei avere lo spazio di Vittorio qui, senza interruzioni, per dirla tutta. -riproduzione riservata- 10,12 - 19.1.2016

un_infiltrato

Mar, 19/01/2016 - 13:40

Peccato che i commenti scomodi vengano schifati.

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dlux

Mar, 19/01/2016 - 14:33

La verità è una: Tonino non ha finito il lavoro e l'ha interrotto in maniera precisa e calcolata. Nel momento in cui ha praticamente annientato i partiti che potevano contrastare la sua parte politica (perché, non dimentichiamolo, era ed è un comunista...) ha tirato i remi in barca e si è tolto la toga. Bravo, bella mossa. Poi, infatti è passato all'incasso, quando Veltroni, che aveva dichiarato che "avrebbe corso da solo", per lui fece un'eccezione alleandosi con l'Italia dei Valori (il partito di famiglia dell'ex magistrato). Sbilanciando gli equilibri che fino a quel momento avevano retto ha determinato le sorti della politica successiva fino ai giorni nostri. A tutto vantaggio dell'attuale PD. Punto.

odifrep

Mar, 19/01/2016 - 15:48

Quando si depositava in Procura, una comunicazione di reato, almeno, a far tempo, si assegnava al p.m. di turno in quel giorno. Caro FELTRI, mi corregga se sbaglio. All'epoca di mani sporche, fu Rea, Comandante della Polizia Locale di quella città, salvato dai debiti di gioco dall'amico stretto nonché magistrato (oggi, contadino in Montenero) a consegnare le indagini esperite sul Pio Albergo Trivulzio presso il R.N. del Palazzaccio, nel giorno in cui il trattorista era di turno, alla faccia degli emeriti giuristi e costituzionalisti Colombo/Davigo che, per la loro intelligenza, preferirono imitare Ponzio Pilato. Quindi, "il primo magistrato d'Italia" si recò a Roma, dal de-cuius (io non ci sto), con al seguito la borsa contenente i fatti/misfatti dei sinistrati e, per questo suo atto eroico, gli concessero la circoscrizione elettorale del Mugello, feudo indiscusso di Pino Arlachi, emigrato al Parlamento Europeo.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mar, 19/01/2016 - 18:15

Al di là di tante cose, l'attacco dei crociati della procura meneghina contro quella che ancora perdura e mai si estinguerà, una prassi consolidata sin dai Faraoni (Ungere le ruote di Giorgio Bocca) di devolvere un contributo per il Partito, doveva obbligatoriamente fare i conti con la strage di innocenti e lo sventramento di famiglie perbene (senza virgolette), nonché di suicidi eccellenti (senza virgolette), decimando una onorevole classe politica che non era peggiore di quella succeduta. I soldi delle tangenti poi, finivano nel 'circolo', nel circuito economico, alimentando un fervore produttivo a beneficio delle famiglie tutte.SEGUE

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mar, 19/01/2016 - 18:16

2 - L'unica ratio scatenante questo sterminio fu L'INVIDIA divoratrice del contadino 'armato di forcone', con al seguito quel tal borrelli del triplo resistere, e sacrestani vari. Mai crimine organizzato sotto il sole fu tanto empio quanto quello dei togati del nord. La norma non doveva essere rispettata 'per tabulas', in questo caso. Altri dovevano (devono) essere gli interventi. -riproduzione riservata- 18,10 - 19.1.2016

odifrep

Mer, 20/01/2016 - 00:15

Il tintinnio minaccioso delle manette? Ancora un gesto signorile nella civile città meneghina. Caro FELTRI, non dimentichiamo quando faceva il brighella dov'è nato arlecchino (.) poco prima di interrogare il presunto 'indagato' in presenza del difensore, tirava fuori dalla cintura "il ferro" per poi appoggiarlo sulla scrivania.

Pigi

Mer, 20/01/2016 - 08:10

Ha ragione il figlio. Chi parla di ladrocinio della prima repubblica non quantifica mai l'ammontare, perché dovrebbe ammettere che sono somme insignificanti, rispetto al macigno della spesa pensionistica e delle retribuzioni pubbliche, comprese quelle dei politici. Così mani sporche ha avuto anche la conseguenza catastrofica che i veri problemi non sono stati affrontati. Infatti è facile per i populisti da strapazzo sostenere che noi non siamo nei guai perché abbiamo elagito pensioni ai cinquantenni, ma perché i politici della prima repubblica hanno rubato. Oltre al deleterio e continuo sconfinamento dei magistrati, è emersa una classe politica degna di "dilettanti allo sbaraglio", più adatta a parlare al bar che alla nazione. E l'Italia, ex quinta potenza industriale nella prima repubblica, è stata l'unico paese al mondo ad essere tornato indietro negli ultimi vent'anni.

marusso62

Mer, 20/01/2016 - 08:42

fATTO E CHE I FAUTORI DI "ABBIAMO UNA BANCA" FINALMENTE GRAZIE AI BORRELLI TONINO ETC, HANNO AVUTO RAGIONE E OGGI GOVERNANO ALLA FACCIA DELLA NON DEMOCRAZIA E IN NOME DI UNA IDEOLOGIA CHE HA FATTO PIU MORTI DI TUTTE LE GUERRE MESSE INSIEME EPR 70 ANNI E PIU. CREDO CHE LA PARENTI SE NE ANDO PER QUESTI E ALTRI MOTIVI .

rossini

Mer, 20/01/2016 - 08:54

Caro Direttore, mi dispiace ma Mani Pulite fu un vero e proprio colpo di Stato senza carri armati. Furono fatti fuori tutti i partiti tranne uno: il PCI. L'operazione fu scientifica e avrebbe raggiunto l'obiettivo se poi non fosse intervenuto Berlusconi. L'imprevisto non previsto. Di qui l'odio della sinistra e della magistratura nei confronti del Cav. che mandò in malora un piano così ben ordito ed eseguito. Si aggiunga che dietro Mani Pulite ci furono senz'altro gli americani che si vendicarono dello smacco di Sigonella. Ma veramente pensate che fu l'acume investigativo di Tonino Di Pietro a scoperchiare il verminaio? Le carte gliele passò la CIA e del resto, come pensate che Tonino abbia potuto vincere il concorso?

Ritratto di rapax

rapax

Mer, 20/01/2016 - 08:59

comunque alla fine un "pochetto" di publicita' al libro di suo figlio riesce a farla eh eh, detto questo, no caro Feltri, l'azione parziale(anche per ipotesi piu' ottimistica di minima giustizia) se parziale, palesemente e vergognosamente parziale, e' inficiata alla radice, poiche' presuppone chiara malafede, e volonta' di colpire sj corrotti(e nessuno lo nega) ma QUEI...corrotti, di quella parte, i "torquemada" di mani pulite si sono autolegittimati storicamente, e lo si sono ancor piu dopo, rendendo chiaro a tutti il loro legame con una parte dei farabutti: la banda vincente, la sinistra, e dopo attaccando chiunque si mettesse di traverso alla banda loro chiara compagna di merende, no caro Feltri a queste condizioni la loro azione nel 92,e' chiaramentw in malafede, distorta alla base, premeditata politicamente, ergo nulla

Blueray

Mer, 20/01/2016 - 09:16

Condivido in toto Direttore

elgar

Mer, 20/01/2016 - 10:02

Penso pure io che Mani Pulite sia stata una montatura per portare la sinistra al governo dopo l'amnistia che si fece fare, guarda caso, nel 1990 (legge n. 73/90). Dopo il crollo del Muro di Berlino. Perchè l'inchiesta non partì per esempio prima dell'89? Che l'allora PSI avesse la nominata che rubasse lo disse Beppe Grillo a Sanremo nel'87 e per questo motivo fu fatto fuori dalla Rai. Stranamente la magistratura non indagò mai. Alla faccia dell'indipendenza. Invece poi abbiamo fatto finta tutti di cadere dal pero. Come se non si sapesse quello che succedeva nei partiti. Tutti i partiti. Tranne l'MSI che era fuori dall'arco costituzionale per ovvi motivi. Diciamo che hanno fatto l'inchiesta giusta al momento giusto. Tempismo perfetto. Solo che a pensar male si fa peccato ma ci si indovina quasi sempre diceva Andreotti.

stesicoro

Mer, 20/01/2016 - 10:22

Feltri, cosa vuole riflettere? Il dipietrismo è stato solo schifezze. E se suo figlio Mattia ha scritto questo, ha segnato un bel punto a suo favore. Gli faccio tanti complimenti.

St4s

Mer, 20/01/2016 - 10:38

Direttore, se "mani pulite" fosse stata voglia di pulizia e giustizia perché alcuni magistrati (ricordo Parenti e Nordio) furono isolati o accusati di non "essere in linea" (forse non era questa l'esatta accusa, ma simile) e altri sono stati esaltati venerati e miracolati con scranni parlamentari o altri ruoli importanti? Se "mani pulite" fosse stata voglia di pulizia e giustizia perché ancora oggi si ripetono fatti come quelli finiti sotto i riflettori negli anni 90? Quella fu una operazione mirata unicamente a far vincere una parte che poi avrebbe dovuto ricambiato il favore a chi aveva orchestrato il tutto. Qualcuno, che evidentemente non faceva parte del giro dell'orchestra, si mise di traverso e oggi ha paura a tornare in campo. Intanto questo Paese e più impantanato degli altri, a noi chi ci può salvare?

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Mer, 23/03/2016 - 17:30

Milano da bere e ville sull'Appia Antica... Tutto qua? Un po' poco. I politici, sempre ed ovunque, sono stati e saranno corrotti. Documentarsi, prego. Inoltre le vicende dei politici mariuoli erano note da decenni. L'on.Trombetta di Totò non fa solo ridere. Quindi fu giustizia? Certo, ma furba, guidata, spietata occhiuta ed a tempo. Come le bombe dei terroristi. E di terrore si trattò, si morì e si finì in galera. Fu DiPietro e non Beccaria ad occuparsi della faccenda, traendone i rituali guadagni, come ogni altro sporco politico. O no?