Economia, Farmacia, Medicina. I sogni delle giovani vittime italiane

Sette le vittime italiane nello schianto del pullman a Tarragona

Sono sette, su tredici vittime in totale, le studentesse italiane morte nello schianto di un pullman nella zona di Tarragona, in Spagna.

Tra di loro c'erano tre ragazze che venivano dalla Toscana. C'era Valentina Gallo, l'unica la cui salma è già stata identificata dalla famiglia, 22enne che studiava Economia aziendale e che voleva rimanere a Barcellona almeno fino a luglio. "Se non di più", come scriveva su facebook, in quella città in cui si trovava da gennaio.

Anche Elena Maestrini, che di anni ne aveva 21, studiava Economia, da fuorisede. Era originaria del Grossetano, del comune di Gavorrano. La conferma del suo decesso è arrivata questa mattina, dopo il ricovero all'ospedale di Tarragona. I suoi genitori sono già partiti da Pisa alla volta della Spagna.

La terza vittima toscana è Lucrezia Borghi, che a Barcellona era arrivata da Greve in Chianti, e che come Valentina ed Elena studiava Economia. La Farnesina, dicono i giornali locali, ha aiutato la famiglia con una vettura perché potessero raggiungere la Spagna e riconoscere il cadavere della giovane.

Di qualche anno più grande era Francesca Bonello, 24enne e originaria di Genova. A Barcellona studiava Medicina.

Con lei, sul pullman che tornava da Valencia, c'era anche la torinese Serena Saracino, iscritta a Farmacia. Il 28 marzo avrebbe compiuto 23 anni. Era concittadina e iscritta allo stesso corso di Annalisa Riba, 22 anni il prossimo giugno. Lei nello schianto è rimasta solo ferita. Dovrà essere operata alle vertebre, ma è fuori pericolo, ricoverata in Spagna.

E hanno perso la vita anche Elisa Valent, venticinquenne friuliana iscritta a Filologia moderna all'Università di Padova, che era in Spagna da sole tre settimane, ed Elisa Scarascia Mugnozza, 22enne romana, che studiava Medicina alla Sapienza. Due delle sette giovani italiane le cui vite sono state spezzate nello schianto di quel pullman.

Commenti

paolonardi

Lun, 21/03/2016 - 15:05

Nel mio corso universitario avevo degli studenti erasmus che non seguivano ke lezioni e quando dovevano sostenere gli esami pretendevano solo valutazioni molto alte senza meritarsele in tutti i paesi. Sono ragazzi che si godono un anno di vacanza. Le solite minchiate targate EU.

ORCHIDEABLU

Lun, 21/03/2016 - 15:06

NON CI SONO PAROLE ALLO SCONFORTO DELLE FAMIGLIE,TRAGICO DESTINO PER QUESTE BELLISSIME RAGAZZE.

Ritratto di Geppa

Geppa

Lun, 21/03/2016 - 16:02

Così, in primis, cordoglio alle famiglie delle ragazze morte, ma giusto per parlarne, fare l'erasmus in generale, ma in Spagna in particolar modo significa sballo. In Spagna si va perlopiù per le facoltà umanistiche e giurisprudenza, si passa esami fondamentali e molto difficili come le procedure e il diritto (penale e civile) con voti e tempi in atenei italiani impensabili tra una sbronza e l'altra no ndormendo per giorni tra una festa e l'altra. Questa non è una diceria, non sono ipotesi è la realtà delle cose di chi l'ha vissuto e vive l'erasmus.

rokko

Lun, 21/03/2016 - 17:23

paolonardi, io invece ho conosciuto ragazzi e ragazze che hanno fatto l'erasmus ed erano molto in gamba. Guardi un po' i casi della vita.

yulbrynner

Lun, 21/03/2016 - 17:56

orchidea ma che c'entra se erano belle o brutte x te cambia qualcosa? x me assolutamente no!!! purtroppo sono morte e la morte del bello o brutto non importa un fico secco.