Espulso a quattro anni dall'asilo. Il preside: "Bimbo troppo violento"

Parolacce, botte ai compagni e poca attenzione alle maestre. Ma la madre lo difende: "La vittima è lui"

Ha solo quattro anni, ma secondo il preside è troppo violento per rimanere nella sua classe dell'asilo. Accade a Ladispoli, dove un bambino è stato espulso dalla sua sezione all'istituto comprensivo Corrado Melone, perché "lo ritengono - spiega la mamma - non idoneo ed ingestibile".

"Il suo bambino dice parolacce, corre in classe, non ascolta gli insegnanti, colpisce con violenza gli altri piccoli, si riufita di stare seduto, sale su tavoli e sedie, si sdraia a terra e stacca l'estintore del corridioio". Questa - scrive Il Messaggero - la sfilza di accuse che il preside dell'istituto aveva rivolto alla madre del bambino, chiedendole se non fosse il caso di allontanarlo per un po' dalla classe.

Ora il bambino è a casa, ma la madre non si rassegna all'idea che il figlio sia ingestibile come dicono all'asilo,  pensa anzi che lui sia "la vera vittima", colpita da "un trauma" a causa della vicenda e chiede: "Come si può allontanare dalla scuola un bambino solo perché è vivace?".

A dare manforte alla donna l'opinione dello psicologo dell'Asl, che senza neppure dover visitare il bambino ha chiarito che in così tenera età non poteva avere sviluppato un disturbo del comportamento.

Parole che non sono servite a convincere le maestre dell'asilo, che anzi hanno consigliato una seconda visita, da uno specialista consigliato dall'istituto, che ha trovato il bambino "pericoloso per sé e per gli altri". E ora la madre chiede chiarezza.

Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Sab, 15/03/2014 - 11:55

Più che dalla scuola sarebbe forse il caso di allontanarlo dalla famiglia. Chiaramente inadeguata al ruolo educativo che ad essa è demandato.

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 15/03/2014 - 12:12

Purtroppo con la nuova cultura tutti devono subire le piccole bestie e guai a fiatare. Subire e zitti.

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Sab, 15/03/2014 - 12:13

C'è poco da chiarire. Quando un bambino, anche se di 4 anni, va ben oltre la vivacità, se lo debbono tenere a casa i genitori. La Scuola non è concepita per fare da supplente a genitori "coatti"che avanzano solo diritti e pretese sottraendosi, però, ai loro doveri primari che, ripeto, sono quelli di ben educare i propri figli sin dalla nascita in modo da favorirne la futura socializzazione con gli altri bambini.

jakc67

Sab, 15/03/2014 - 13:16

giusto: visto che figli di mamma ormai i docenti li possono solo subire giusto cacciarli...

giuseppe61

Sab, 15/03/2014 - 13:18

Già,la madre chiede chiarezza. E visto che chiede chiarezza,approfittatene per far fare anche a lei un bel test da uno psicologo bravo,ma bravo però. Questa è la vera stortura delle nuove generazioni,la difesa ad oltranza dei figli da parte dei genitori,sapendo benissimo di difendere l'indifendibile. E poi hanno anche il coraggio di criticare chi vuole aerei o ristoranti senza bambini in giro.

Ettore41

Sab, 15/03/2014 - 14:40

Mandare dallo psicologo anche quello della Asl ed inviare gli assistenti sociali a casa del bambino "vivace". Forse scopriranno perche' e' violento e dice le parolacce.

leserin

Sab, 15/03/2014 - 16:03

Che le colpe n sian del bimbo, è evidente. ma non si può pretendere che se ne facci carico la scuola. Forse anche la famiglia ė indagata, potrebbe essere utile un affido presso un'altra famiglia.

leserin

Sab, 15/03/2014 - 16:06

Evidente che non il bimbo non ha colpa. Nè ha colpa la scuola che non riesce a gestirlo. Forse dovrebbe essere mandato in affido presso un'altra famiglia .

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stock47

Sab, 15/03/2014 - 17:22

Il problema è il solito, che delega si da agli insegnanti per correggere comportamenti aggressivi e anti sociali o nello studio? Di insegnanti condannate perchè hanno dato un ceffone o altri sistemi più o meno anti diluviani, o moderni, di correzione, ormai non si contano più. Mi ricordo ancora il caso di quell'insegannte che si limitò a far scrivere alla lavagna l'impenitenete: "sono un asino" o qualche cosa di simile, assurdamente condannata! Adesso si pretende che un ragazzino così stia in classe a fare disastri con cose e compagni di classe? Ma dico, siamo matti? Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, o l'una o l'altra!

vince50

Sab, 15/03/2014 - 17:54

Ovviamente da "buona madre" condanna tutto il resto del mondo senza porsi altre lecite e doverose domande.Ma il padre, che c***o dice,ma possibile che sempre e soltanto le madri devono avere voce in capitolo.

carpa1

Sab, 15/03/2014 - 20:37

Hanno fatto bene. E che c'è di strano? Forse che, come accade anche in una classe dell'asilo frequentato dai miei nipotini(sono propenso a pensare che si tratti ormai di casi tutt'altro che isolati), un solo bambino ha diritto di inquinare l'insegnamento delle famiglie e delle maestre? Forse che parolacce da scaricatore di porto e atteggiamenti bulleschi devono essere passivamente accettati? L'ha forse ordinato il dottore? Che i genitori di questi probabili futuri imbecilli della società sa ne facciano carico e se non riescono a tenerli a freno, probabilmente perché loro stessi sono della stessa pasta, facciano a meno di utilizzare strutture di educazione per diseducare gli altri (lo psicologo della ASL: che bella uscita! Probabilmente il disturbo del comportamento lui se lo porta appresso dall'asilo; a 4 anni i bambini sanno benissimo come ci si dovrebbe comportare e distinguono perfettamente ciò che viene loro concesso e quando invece possono prendersi le libertà, e su questo ci marciano alla grande, altro che disturbo del comportamento. Un paio di sberle risolverebbero il problema ma se li tocchi oggi, con i genitori cretini con cui ci ritroviamo ad avere a che fare, è peggio che toccare a mani nude i fili dell'alta tensione).

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navigatore

Sab, 15/03/2014 - 21:25

questo e´il risultato di uma famiglia , MADRE , super permissiva e forse um Padre latente,oltre a questo la siruyazione politica che com i magistrati ed i politici preoccupati di altre storie, lasciano a compagni la guida dei giovani all´idea comunista , dove se sei di sinistra tutto e´permesso ed incominciare a plagiarli da piccoli e´un buon esempio.

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Runasimi

Dom, 16/03/2014 - 01:35

I bambini si comportano in conseguenza dell'ambiente familiare in cui vivono. BISOGNEREBBE FAR VISITARE LA MADRE DA UNO PSICOLOGO E NON IL BAMBINO.

Seawolf1

Dom, 16/03/2014 - 08:07

La madre lo difende? E allora se lo tenesse a casa.

SimpleMan

Dom, 16/03/2014 - 08:34

La soluzione di allontanare il figlio dall'asilo o dalla famiglia non e' quella corretta. La madre dovrebbe essere riammessa all'asilo in modo da essere messa in condizione di capire il concetto di vita sociale. Purtroppo troppi genitori pretendono delegare ad altri quello che e' solo loro dovere e responsabilita'.

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nuvmar

Dom, 16/03/2014 - 09:16

bravo Menphis35, aggiungo :-rivedere la legge, ed il relatore della stessa, circa l'intangibilità dei pargoli indemoniati, più che vivaci !

Ritratto di nuvmar

nuvmar

Dom, 16/03/2014 - 12:21

Qualche anno fa ebbi a richiamare in maniera ''energica'' un ragazzotto tipo capo-branco, che da allora divenne particolarmente corretto nei miei riguardi; benché la nonna ebbe ad affrontarmi per aver offeso quell'angioletto (?), così lo definiva lei. Prossimamente troveremo a quel posto, resosi vacante per la prematura scomparsa di quello, questo fanciullo salito alle cronache a soli quattro anni!

Holmert

Dom, 16/03/2014 - 16:29

Ai miei tempi le maestre ci facevano passare la vivacità a suon di bacchettate. E come passava! Ora invece è l'epoca dei telefoni azzurri, del dialogo, del "siediti e parlaci, fagli capire che così non si fa". Io invece ho nostalgia per i miei tempi, rispetto per le autorità e legnate da tutti, dai genitori, dal prete all'oratorio, dalle maestre, dai professori che non menavano ma ti davano settimane di espulsioni dalla scuola. Laudator temporis actis? No, rimpianto di una società che fu e che ci abituò al sacrificio ed al rispetto. Ora è la maestra che viene licenziata se puta caso da un buffetto al pargoletto, cocco di papà e mammà. Poi diventa grande ed è lui che picchia i genitori e che li chiama a nome. O tempora o mores!