Eternit, condannato a 18 anni il magnate Schmidheiny

Il magnate svizzero, in primo grado condannato a 16 anni, ritenuto colpevole di disastro doloso per le vittime di amianto a Casale Monferrato. Al Comune risarcimento da 30,9 milioni

È stato condannato a 18 anni di reclusione per disastro doloso e omissione di cautele antinfortunistiche il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, ritenuto colpevole dei morti per amianto a Casale Monferrato. Lo ha deciso la corte d'appello di Torino, pronunciando oggi pomeriggio la sentenza del maxi-processo Eternit. L'imprenditore è stato ritenuto responsabile anche per le morti negli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia). Al Comune in provincia di Alessandria andrà un risarcimento di 30,9 milioni di euro, mentre altri 20 saranno pagati alla Regione Piemonte.

Si tratta della più grande causa mai intentata al mondo sul fenomeno dei danni provocati dall’amianto. L'azienda Eternit, infatti, ha continuato a produrre il materiale cancerogeno, nonostante i già risaputi pericoli, fino alla fine degli anni '80, causando la morte di quasi 2mila persone. Insieme a Schmidheiny, era imputato anche il barone belga Louis De Cartier, deceduto nei giorni scorsi a 92 anni e per cui è stato dichiarato il non luogo a procedere. In primo grado il magnate svizzero era stato condannato a 16 anni di carcere, mentre i pm ne hanno chiesto in appello 20. La sentenza di oggi potrebbe influenzare anche il processo Eternit-bis contro lo stesso Schmidheiny, accusato diomicidio volontario di almeno 200 persone. 

Commenti

Giacinto49

Lun, 03/06/2013 - 16:57

Senza nulla togliere alle responsabilità del proprietario e visto che i pericoli erano RISAPUTI: Dove erano le Asl? Dove sono i funzionari responsabili??? Altro che .....stupidagini!!!

pagano2010

Lun, 03/06/2013 - 16:59

Magistratura comunista! solo perché ha ammazzato qualche persona vi permettete di condannare un'industriale?

franco@Trier -DE

Lun, 03/06/2013 - 17:10

vabbè un po di arresti domiciliari e tutto sarà risolto.

fabio tincati

Lun, 03/06/2013 - 18:01

l'amianto o absesto è un silicato di magnesio che ha la proprietà di trovarsi in natura in fili che possono essere intrecciati a formare stuoie o corde.E' un materiale inerte e coibente ed è stato usato prima della lana di vetro.Mischiato al cemento si vendeva come ETERNIT per la produzione nell'edilizia di serbatoi tubi etc.Il pericolo nel maneggiarlo sta nel respirarne la polvere che,come la lana di vetro,è fatta di piccoli aghi che si piantano negli alveoli polmonari provocando,alla lunga,tubercolosi e in qualche caso anche il cancro.Chiaro che chi si è inventato tutto il resto è in malafede,per bonificare si spendono soldi,l'amianto dietro un muro è innocuo è pericoloso lavorarlo e se nell'azienda non si è tenuto conto della sicurezza questo è un reato,ma tutti gli strilli che si fanno sulla bonifica sono fasulli.A questo punto perchè non vietiamo la lana di vetro od il cemento che è molto più pericoloso?!

Ritratto di marystip

marystip

Lun, 03/06/2013 - 18:14

No, non è Giustizia questa. Quando la fabbrica è stata impiantata chissà com'erano contenti i casalesi che trovavano un posto di lavoro. A parte il fatto che della pericolosità delle polveri diffuse si è presa coscienza dopo molti anni perchè non si è intervenuti subito obbligando bonifiche e la chiusura della fabbrica? Sembra più una pezza per parare il c... a tutte le strutture pubbliche preposte ai controlli, uffici tecnici e Asl in testa. Come per le acciaierie di Taranto.

primula

Lun, 03/06/2013 - 18:14

per i morti, tanti, dell'amianto 18 anni?????????????e silvio???????????????6 per aver fatto feste con le ragazze????????????????????????............................VIVA LA MAGISTRATURA ITALIANA....................scommettiamo che il massacratore del piccone gli daranno si e no 10 anni?????????????????e fra due è a spasso con un altro piccone???????????????

fedele50

Lun, 03/06/2013 - 18:19

II NOSTRI GOVERNANTI SAPEVANO, NON POTEVANO, NON SAPERE, IO LI ARRESTEREI TUTTI , ANCHE QUELLI MORTI.VIGLIACCHI ORA PER SMALTIRE QUELLA MERDACCIA, OGNI CITTADINO CHE NE POSSIEDE ANCHE UN SOLO PANNELLO DEVE PAGARE UNA SALATA TANGENTE AI CRAVATTARI AUTORIZZATI, STATO DOVE SEI PRENDITI LE RESPONSABILITA, SAPEVI TUTTO MA PER TORNACONTO O, CHISSA' COS'ALTRO............

fcf

Lun, 03/06/2013 - 18:21

E' tradizione svizzera quella di produrre in altri Paesi prodotti che a casa loro non si possono lavorare. Non dimentichiamoci la ICMESA (Roche) e ETERNIT, solo per citare quelli più noti. Oltre alle ASL, cosa hanno fatto i sindacati ,prima, non dopo ?

robylella

Lun, 03/06/2013 - 18:26

Condanna basata sul nulla giuridico! Una sentenza politica! Vedrete quanti investitori esteri verranno ora in Italia ad investire ....

angelomaria

Lun, 03/06/2013 - 18:39

bene unaltro che paga per i reati e la salute di non so quante persone

gamma

Lun, 03/06/2013 - 19:14

Ma ai tempi si sapeva della pericolosità dell'amianto ? E se la pericolosità del materiale eternit (amianto mescolato con il cemento) era risaputa perchè gli organismi sanitari dei comuni interessati, delle provincie, delle regioni e dello stato non sono intervenuti a fermarne la produzione? Non sono altrettanto responsabili ? Oppure la pericolosità dell'eternit non era risaputa e allora perchè qualcuno dovrebbe essere ritenuto responsabile di qualcosa che non si conosceva? Faccio un esempio. Da qualche tempo parecchi studi hanno messo in evidenza come la fabbricazione, la manipolazione e lo smaltimento dei wafer di silicio che compongono i pannelli fotovoltaici ( che infatti alla fine della loro vita devono essere smaltiti come rifiuti speciali) possono essere gravemente nocivi per la salute (silicosi). La Germania ne ha immediatamente regolamentato la produzione,la manipolazione e lo smaltimento con leggi talmente severe che Siemens e Bosh ne hanno cessato la produzione in quel paese. Qualcuno ha notizia di analoghi provvedimenti in Italia? Fra trent'anni ci sarà forse un processo contro i fabbricanti di pannelli fotovoltaici?

Ritratto di unviandante

unviandante

Lun, 03/06/2013 - 19:28

18 anni ma quando mai e per cosa? non potevaso non sapere? se i rischi erano noti le istituzioni e l'USL così brava a rompere le scatole ai negozietti alle piccole aziende artigiane dove era?

Ritratto di asarum

asarum

Lun, 03/06/2013 - 19:38

Ma cosa commentate?? Ma li fate o li siete???? Questa sentenza non serve a niente perché la Svizzera non mandera mai in Italia questo signore e lui non paghera mai niente. Svegliatevi!!!!!Questo processo fa la fine dei processi ai ex nazisti, quanti ne abbiamo visti in Italia malgrado le condanne????Tempo perso......

grattino

Lun, 03/06/2013 - 19:39

@robylella Ma stai zitto che fai piu' bella figura..

rsyellow

Lun, 03/06/2013 - 20:20

ANCHE I CITTADINI DI BORGO FERROVIA AD AVELLINO MERITANO GIUSTIZIA! QUELLO STATO E CLASSE IMPRENDITORIALE E MAFIOSA E' RIMASTA IMPUNITO PER I CRIMINI COMMESSI CON L'INFAME ISOCHIMICA [PROPRIETA' DELL'ALLORA PRESIDENTE DELLA SOCIETA' CALCIO AVELLINO INGEGNERE [MA CRIMINALE] GRAZIANO]. I CITTADINI LOCALI DEVONO ESSERE RISARCITI PER I DANNI ALLA SALUTE DELLA COMUNITA' LOCALE! SI PREGANO TUTTI GLI AVVOCATI SPECIALIZZATI IN MATERIA DI CRIMINI LEGATI ALL'AMIANTO A FARE LUCE SU QUESTA LOSCA VICENDA CHE ANCORA OGGI PROVOCA DANNI ALLA SALUTE!

gesmund@

Lun, 03/06/2013 - 22:44

All'epoca esisteva una legge a protezione dei lavoratori esposti all'amianto che obbligasse la ditta a fare qualcosa? Se no, allora la colpa è dello Stato Italiano. Non si possono invocare le cognizioni scientifiche solo per la ditta: era lo Stato che doveva tenerne conto ed emanare leggi in difesa dei cittadini, come ha fatto molti - troppi - anni dopo. E poi, le cifre sulla mortalità lasciano il tempo che trovano, perchè il tumore del polmone è uno dei più frequenti e colpisce in Italia ogni anno più di 20.000 persone: l'amianto è solo una delle tante cause e nemmeno la più importante. L'accusa di omicidio volontario è una forzatura lontana dalla verità e purtroppo la magistratura ci ha abituati a queste alzate d'ingegno: perchè allora non agisce contro i produttori di sigarette e dello Stato che lo permette guadagnandoci sopra i morti di cancro?

External

Lun, 03/06/2013 - 22:53

Senza entrare nel merito della faccenda, che è molto più articolata di come sia stata raccontata dai giornali in generale, la questione è alla fine degli anni 60, inizio anni 70, la svizzera era al corrente della pericolosità dell'amianto. E non hanno fatto un ca@@o di niente. Adesso, in brasile, ci sono fabbriche che lavorano l'amianto.

Ritratto di frank.

frank.

Lun, 03/06/2013 - 23:08

A quei miserabili che blaterano di giudici comunisti e di sentenze basate sul nulla, consiglio di studiarvi bene la storia di Eternit, mi sa che siete un pò ignorantelli in materia...e poi andatelo a dire ai figli degli operai morti (con le loro mogli morte anch'esse perchè lavavano le tute piene di fibre di amianto) che la sentenza è uno scandalo comunista...io ne conosco un paio di questi..voi non credo proprio! E soprattutto vergognatevi.

Raoul Pontalti

Lun, 03/06/2013 - 23:33

Qualcuno dei bananas si è fatto vivo a farneticare di posti di lavoro (sì bananas: un posto di lavoro e dieci posti al cimitero e cinquanta in clinica con fibrosi polmonare, mesoteliomi, etc.) e a tutelare degli imprenditori criminali che hanno avvelenato i dipendenti e gli abitanti dei luoghi circostanti la fabbrica della morte, ma in numnero infinitesimale rispetto al febbraio dello scorso anno allorché, per la sentenza di primo grado, si scatenarono contro la giustizia rossa e vituperarono il sottoscritto che disse che la condanna era giusta e sacrosanta. Oggi i giudici di secondo grado hanno rincarato la dose (due anni di carcere in più) e, pur mancando il sigillo della Cassazione, nel merito i fatti sono acclarati e giudicati in modo esemplare: qurella fabbrica produceva morti a distanza sia spaziale che temporale in cambio di lucro per l'imprenditore e un piatto di lenticchie per i disgraziati che vi lavoravano.

Ivano66

Mar, 04/06/2013 - 08:56

E ora aspettiamo un articolo di Nicola Porro che ci spiegherà come è diventato impossibile investire in Italia, con tutte queste garanzie sulla sicurezza sul lavoro...

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 05/06/2013 - 07:50

A quel tempo nessuno sapeva che l'amianto fosse così velenoso. Nemmeno l'imprenditore svizzero. Anzi, esso era molto ricercato per case, navi carrozze ferroviarie e quant'altro. Quello del capro espiatorio non è stato mai un partito sano. Spero solo che non ci siano stati dei ritardi nella cessazione della attività, una volta scoperta la tossicità dell'amianto, perché in tal caso la colpa del dall'imprenditore, ci sarebbe. Tuttavia tale ritardo ha dell'incredibile.