Il fantasma del marchesino al Castello di Fumone

Al Castello di Fumone, in Ciociaria, c'è un fantasma di un marchesino morto all'età di tre anni ed è stata svolta un'indagine parapsicologica per capirne di più

Al Castello di Fumone, in Ciocaria, si è svolta la prima indagine parapsicologica "professionale" guidata dai "Gosthunters Roma".

Come riporta Il Giorno, infatti, la leggenda narra che esista lo spirito del marchesino Francesco Longhi, morto nel 1851 all'età di tre anni, e di sua madre, la duchessa Emilia Caetani. Il bambino sarebbe stato infatti avvelenato dalle sue sette sorelle con dosi di arsenico per evitare che il piccolo avesse diritto all'eredità dell'intero patrimonio di famiglia costringendo le ragazze a un matrimonio combinato o al convento.

Alla morte del piccolo la madre fece dipingere mobili e ritratti di nero e fece imbalsamare il corpo del piccolo per averlo sempre con sé. Il corpo del marchesino si trova ancora all'interno del castello. Il gruppo di ricercatori romani ha quindi istallato telecamere, registratori ad alta sensibilità, rilevatori elettromagnetici di movimento e un generatore elettrico dal quale eventuali entità presenti avrebbero potrebbero attingere energia per produrre fenomeni fisici.

E in effetti, dopo aver "stimolato l'ambiente", con delle domande di rito, la registrazione ha rilevato un qualcosa che sembrava l'eco di una voce umana. Poi a un certo punto il fondatore Daniele Cipriani annuncia di aver catturato una fugace immagine termica, proprio vicino alla teca del Marchesino che dal monitor sembra una sagoma antropomorfa. Una storia che, comunque, sembra quasi un film dell'orrore.

Commenti

dakia

Gio, 15/06/2017 - 17:38

Ma nun gné date retta è tutta una bufala perchè ci vada gente, caso mai ci dovrebbero essere le anime dei morti che al tempo del papato con sede ad anagni quello fu un carcere duro, infatti Bonifacio ci fece richiudere il papa frate, Celestino V che vi morì e che gli abruzzesi di soppiatto riuscirono a trafugare la salma e riportarlo dov'è ora.Il resto è una leggenda turistica e questo bimbo che è nella teca non si era mai saputo chi fosse.Essendo un cucuzzolo con ai tempi solo quel carcere che svettava sulle vallate era un vero e proprio punto d'avvistamento specie a causa dei briganti che vivevano vicini e saccheggiavano fino a roma, si accendeva una fumata per avvisare del loro spostamento e da lì il nome "fumone"( quando la terra trema, fumone fuma) erano tanti a cavallo e da qui il rumore.la cosa è più storica, infatti Dumas s'ispirò a essi in Montecristo.

un_infiltrato

Ven, 16/06/2017 - 04:16

No, no è vero. Passavo anch'io sere fa davanti al castello e ho sentito che qualcuno dal buio diceva "io sono io, voi non siete un omissis".