Figlio accoltella la madre, aveva falsi documenti

È stato scoperto solo dopo ore il vero aggressore della donna di origine russa ricoverata in gravi condizioni. Le Forze dell’ordine hanno ricostruito la sua vera identità

È stato il figlio ad aggredire la 58enne di origini russe, Inna Volskaia, accoltellata giovedì scorso, 9 maggio, in tarda serata a Musso, in località Croda, comune in provincia di Como. L’uomo, un 32enne, avrebbe accoltellato la donna e l’avrebbe poi lasciata in un lago di sangue. La Volskaia è al momento ricoverata in gravissime condizioni. Non sarebbe stato facile per i carabinieri riuscire a identificare l’uomo. Quando è stato fermato il 32enne, in evidente stato di ubriachezza, avrebbe dato ai militari falsi documenti, il nome presente era infatti Petru Cuzmin, romeno, che dividerebbe un appartamento con la vittima, proprio davanti all’abitazione dove è stata assalita la donna.

Date anche le condizioni dell’uomo, al momento i carabinieri non erano riusciti a sapere molto. Con il passare delle ore però tutto è diventato più chiaro. Gli accertamenti hanno portato a scoprire la vera identità del fermato. Da quanto emerso si tratterebbe di Julian Volskaia, russo e, cosa ben più importante, figlio di Inna. Ancora vi sarebbero dubbi sull’età vera, 32 e 37 sono le due ipotesi, ulteriori indagini chiariranno anche questo aspetto. Ancora troppi i misteri intorno a madre e figlio. Al momento infatti non si saprebbe praticamente nulla di loro. Né come siano arrivati nel nostro Paese, né quando. Nessun vicino di casa li conoscerebbe e avrebbe avuto rapporti con loro.

Antonio Nalesso, sostituto procuratore di Como, che sta coordinando l’inchiesta, ha già disposto l’esame del Dna. Lunedì mattina, 13 maggio, il gip Carlo Cecchetti, si recherà nel carcere del Bassone per interrogare il sospettato, accusato di tentato omicidio. L’indagato però potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. La vittima si trova al momento ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona. La prognosi resta riservata a causa delle diverse coltellate, circa una trentina, ricevute in varie parti del corpo, tra le quali il volto e i polmoni. I carabinieri della Compagnia di Menaggio, che stanno svolgendo le indagini, erano stati chiamati verso le 22:30 dai vicini di casa, allarmati dalle grida della donna.