Flavio Briatore sta con i pastori della Sardegna: "Il prezzo del latte sia giusto"

L'imprenditore dalla parte dei pastori sardi, in agitazione per il crollo del costo del latte

I pastori della Sardegna hanno un alleato in più: Flavio Briatore. Già, l'imprenditore e manager è sceso nuovamente in campo al fianco degli allevatori sardi, in forte agitazione per il crollo del costo del latte: il prezzo, infatti, è sceso fino a 60 centesimi al litro (Iva inclusa), contro i 62 centesimi registrati nel mese di gennaio. Il tutto con i costi di produzioni in crescita. Ecco perché nell'isola è scoppiata la virulenta protesta degli imprenditori-produttori di latte ovino: blocchi del traffico, corei e bidoni del latte rovesciati per le strade.

Flavio Briatore, dalla sua, è sempre stato vicino ai pastori: anni fa, infatti, aveva lavorato al fianco dei pastori della provincia di Nuoro per un formaggio pecorino chiamato "Bithi" di Barbagia. E in Sardegna, peraltro, Briatore ha creato il Billionaire a Porto Cervo, attirando ancor più turisti sull'isola.

Queste le sue parole rilasciate in un’intervista all'Unione Sarda proprio in merito all'agitazione dei pastori: "È una categoria che soffre moltissimo. Sono persone che affrontano quotidianamente grandi sacrifici perché le pecore devono essere munte tutti i giorni. I pastori non possono certo andare in vacanza. Li ho sempre ammirati […] Sicuramente è un mestiere ingrato, molto duro ed è necessaria tanta passione".

E ancora. "Gli industriali del latte dovrebbero capire che se non c'è un prezzo adeguato per quello che i pastori fanno questi non possono andare avanti e credo che senza il latte dei pastori anche gli industriali abbiano grosse difficoltà a proseguire nella produzione. È necessario sedersi, discutere e trovare un accordo che possa andar bene ad entrambe le parti. Forse è importante che ci siano meno passaggi prima che il prodotto arrivi nelle tavole della gente e che le quote di produzione del pecorino romano siano assegnate ai pastori e rispettate nei limiti prefissati".

Commenti

apostata

Mar, 12/02/2019 - 10:31

Non ci sono margini di tornaconto, non c’è organizzazione della produzione, manca attenzione per il mercato. Il problema è nei costi elevati della pastorizia tradizionale e nel tipo di formaggio (pecorino romano) che ha un mercato povero e ristretto. Occorrerebbe prendere esempio dall’organizzazione francese per la valorizzazione del camembert.

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elkid

Mar, 12/02/2019 - 11:23

---innanzi tutto il prezzo del latte sardo oscilla col prezzo del pecorino romano --perchè per fare il pecorino viene utilizzato in gran parte questo latte---quando il prezzo del pecorino sale sale anche il prezzo del latte e viceversa--per tenere più bloccate possibili le oscillazioni si ricorre alle quote latte che gli allevatori dovrebbero rispettare--ma poichè le multe per chi non rispetta le quote sono molto basse -molti allevatori fanno i furbetti del quartierino a danno manifesto verso i propri colleghi--in ogni caso buttare il latte per protesta è una demenzialità--potrebbe essere regalato agli asili ed alle mense ed unire la protesta a qualcosa di socialmente utile--occorre stangare chi non rispetta le quote --non vi è altra via--