Foggia, soldi pubblici spesi in cene di lusso e lingerie femminile

L'uomo indagato è amministratore di una società partecipata dell’Asl, l’accusa è di peculato

Era l'amministratore unico e rappresentante legale di una società a totale partecipazione pubblica, la Sanitaservice della Asl di Foggia. Si sarebbe appropriato di somme di denaro pubblico per un totale di 497mila euro, utilizzandole a fini personali o comunque non riconducibili agli obiettivi societari. Per questo la guardia di finanza di Lucera, in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip del tribunale di Foggia, su disposizione del procuratore aggiunto della Procura della Repubblica del capoluogo dauno, Francesca Romana Pirrelli, ha eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per una cifra equivalente. Le indagini sono iniziate a febbraio di quest'anno e hanno interessato il periodo compreso tra l'anno 2011 e i primi mesi del 2016. L'ex amministratore è indagato per peculato. In pratica avrebbe percepito compensi non dovuti per oltre 150 mila euro, oltre a far ricorso a spese di rappresentanza e altri benefit (come spese di carburante, assicurazioni, cene, pernottamenti in hotel di lusso, spese telefoniche, acquisto di beni personali quali biancheria intima per donna, gioielli e costumi da bagno), ovviamente non previsti dall'oggetto sociale della società e quindi in contrasto con le finalità istituzionali dell'Ente, a svantaggio dell'intera collettività.