Lo straniero non vuole la figlia. E fa dormire la moglie per terra

Deciso a disfarsi della bambina, il marocchino comincia a maltrattare la moglie, picchiandola ed obbligandola anche a dormire sul pavimento, pur di costringerla a dare la piccola in adozione

Una storia terribile quella che arriva da Anagni (Frosinone), dove una donna, determinata a proteggere la propria bimba, ha subìto per anni le angherie del marito.

Protagonisti della vicenda un 45enne marocchino e sua moglie, di 20 anni più giovane. L'uomo, che voleva avere un figlio maschio, non riusciva ad accettare che la consorte avesse invece messo al mondo una bambina, e per tale ragione si era convinto a disfarsi della piccola, dandola in adozione.

Una decisione che la giovane madre non poteva in alcun modo accettare, e contro la quale ha combattuto, arrivando a sopportare di tutto. Credendo di riuscire a piegare la volontà della compagna, il 45enne prese a tormentarla ed a torturarla in ogni modo. Non solo violenze psicologiche, ma anche fisiche. Per ben tre anni, la donna è stata costretta a dormire sul freddo pavimento, perché il marito si rifiutava di condividere ancora con lei il letto. Non se la bambina continuava a rimanere in casa.

La giovane madre, tuttavia, non ha mai ceduto a quel ricatto, ed ha continuato a sopportare fino a quando i maltrattamenti ed il freddo patiti non hanno provocato danni al suo organismo. Colpita da una polmonite, la donna è finita in ospedale, dove ha trovato il coraggio di confidarsi con il personale sanitario. Parlando con i medici e gli infermieri, la paziente ha raccontato quanto era arrivata a subìre in quegli anni pur di tenersi sua figlia. Ascoltata la terribile storia, i sanitari hanno fatto in modo che la donna potesse entare in contatto con l'avvocato Sonia Sirizzotti del centro antiviolenza di Frosinone. La legale ha subito preso in carico il caso della giovane, facendo si che il marocchino venisse punito per quanto commesso.

Il 45enne, condannato in contumacia, ha ricevuto una pena pari a 2 anni di reclusione dietro le sbarre, con successivo divieto di avvicinamento a moglie e figlia. Queste ultime, finalmente libere dal crudele capo famiglia, sono andate a vivere in un'altra città, dove stanno cercando di ricostruirsi una vita. Ma la paura della madre è ancora tanta. Nonostante l'incubo sembri passato, la donna teme che l'orco possa tornare a nuocere a lei ed alla sua bambina.