Gay pride, i cattolici di Reggio Emilia vogliono una "processione a riparazione"

In concomitanza col Gay Pride a Reggio Emilia, i cattolici organizzano "una grande processione a riparazione dello scandalo pubblico"

I cattolici di Reggio Emilia hanno organizzato una "processione di riparazione pubblica per il gay pride" che si terrà sabato 3 giugno, alle 10.30, in cattedrale, in concomitanza con il corteo di Arcigay. Come racconta La Gazzetta di Reggio, la contromanifestazione è organizzata dal neonato "Comitato Beata Giovanna Scopelliti", costituito per l’occasione, con una omonima pagina Facebook e rimbalzato in un blog (Chiesa e post-Concilio) dove vengono spiegate le ragioni.

"Il 3 giugno 2017 - si legge - avrà luogo a Reggio Emilia il più nefando e pubblico manifesto della sodomia: il gay pride, nominato dagli stessi organizzatori del party REmilia Pride. Esso ha il primato su tutte le altre manifestazioni Lgbt che si terranno al nord e al centro-Italia, per due motivi: Monica Cirinnà si è fatta paladina di questo evento; Reggio Emilia è stata scelta per un altrettanto motivo "simbolico", essendo stata la prima città a celebrare una unione (in)civile dopo il cosiddetto Ddl Cirinnà". Con queste premesse, il comitato si prefigge lo scopo di "organizzare una grande processione a riparazione dello scandalo pubblico".

"Il peccato impuro contro natura, come insegna il Catechismo, grida vendetta al cospetto di Dio e, quando palesato pubblicamente, attira ancor più l’ira del Signore sopra al popolo". Perciò l’obiettivo è "far risplendere, in un giorno di buio e di grave peccato, il lume della Fede Cattolica".

L'impegno richiesto è massimo: "Riteniamo importante porre una tregua alle divisioni esistenti in seno al cosiddetto ambiente tradizionalista o conservatore che sia, perché la posta in gioco è alta. È giunto il momento che i cattolici di buona volontà si uniscano in modo solido e coeso, come accadde nel gay pride del 2000 a Roma".

Commenti

killkoms

Lun, 15/05/2017 - 18:50

dopo aver eletto (lì) la chienge e sciaquì?