Genova, orafo rapinato di 200 mila euro da una banda di "Babbi Natale"

A Genova, un orafo di 59 anni è stato derubato della sua valigetta contenente preziosi per un valore di circa 200 mila euro. "Erano in due, armati di pistola e mazza da baseball. E sul viso avevano una maschera da Babbo Natale"

Due "Babbi Natale" armati di pistola e mazza da baseball. Nel pieno centro di Genova. Alle 5 di mattina. Alla richiesta di consegnare la sua preziosa valigetta, un orafo di 59 anni si è opposto prendendo un sacco di botte. E i due malviventi si sono impadroniti di un gruzzolo dal valore di circa 200 mila euro.

Sembrava la scena di un film, magari "La banda dei Babbi Natale" di Aldo, Giovanni e Giacomo. E invece, il professionista genovese che ha denunciato la rapina si è trovato davanti due criminali veri, armati a puntino e con una strana maschera a coprire il viso. Una maschera da "Babbi Natale". A raccontarlo è stato Il Secolo XIX.

I rapinatori lo hanno aspettato fuori dall'ascensore, nell'androne del palazzo. È lì che si è consumata una rapina da 200 mila euro. A denunciarlo E. R., orafo di 59 anni. Tutto è avvenuto nel giro di pochi secondi in via Brigate Partigiane, non lontano dalla stazione ferroviaria di Genova Brignole. Erano le 5 di mattina e l'uomo stava uscendo di casa per andare a un appuntamento di lavoro in Piemonte. I rapinatori conoscevano le sue mosse e gli si sono parati davanti con pistola automatica, mazza da baseball e maschere da Babbo Natale. Una scena da film, a metà tra un poliziottesco anni Settanta di Maurizio Merli e Arancia Meccanica.

Nella ventiquattrore c'era di tutto: gioielli, pietre preziose e braccialetti. Valore stimato 200 mila euro, un ricco bottino di cui i due criminali si sono impadroniti dopo una breve colluttazione. Il colpo è stato fissato alle 5 di mattina, quando la città ancora dorme. Davanti a loro, l'orafo genovese ha provato a opporre resistenza. I due malviventi lo hanno minacciato con pistola e mazza da baseball. Lui per un po' ha resistito, finché un colpo con la mazza da baseball non lo ha fatto cadere a terra. A quel punto i due "Babbi Natale" sono fuggiti: ad aspettarli, fuori dal portone, c'era un terzo complice con il motore acceso.