Dopo l'incidente il poliziotto umilia automobilisti che scattano foto

Il capo della Polizia stradale di Norimberga ha redarguito pesantemente chi si fermava a scattare foto sul luogo di un incidente stradale nel quale era morto un uomo

Molto spesso, purtroppo, la prima reazione che un automobilista ha quando nota un incidente, piccolo o grande che sia, lungo la strada è quella di rallentare o, addirittura, fermasi per capire cosa stia accadendo.

Un comportamento, questo, a tratti morboso e per nulla rispettoso verso le persone che sono rimaste coinvolte nel sinistro che, inoltre, provoca anche rallentamenti a scapito di quanti, invece, hanno necessità di proseguire nella marcia.

C'è, però, anche chi si spinge oltre, scattando delle fotografie che, magari, potranno essere postate sui social così da avere un effimero momento di notorietà.

Ciò è quanto accaduto nei pressi di Norimberga, in Germania. In questo caso, i curiosi si sono trovati davanti Stefan Pfeiffer, capo della Polizia stradale locale, che ha redarguito chi si fermava per scattare fotografie senza pensare che a terra vi era un uomo privo di vita.

Pfeiffer non ha allontanato i conducenti delle vetture ma li ha invitati a scendere dall'auto e portati dove si trovava il cadavere, invitandoli a scattare una foto da quella posizione.

“Da dove vieni? Ungheria? Polonia? Repubblica Ceca?”, dice l’agente all’autista di un furgone che si era fermato scoperto a fare foto sul luogo dell’incidente. “Vieni con me ti mostro una cosa. Vuoi vedere i corpi delle vittime? Vuoi fare delle foto? Vieni, Ecco un corpo. Lo vuoi vedere? Non vuoi vederlo? E perché hai fatto delle foto? Se vuoi vederlo e dirgli ‘ciao’ lo puoi fare. Adesso devi pagare 128 euro e 50 centesimi (l’importo della contravvenzione, ndr) per aver fatto foto sul luogo dell’incidente. Vergognati!”.

Il poliziotto si avvicina, poi, al furgone con l’automobilista in chiaro imbarazzo: “Voglio vedere la patente, i documenti dell’auto e il passaporto”.

Poco dopo sul luogo dell’incidente arriva un altro uomo con tutta probabilità sorpreso a fare foto. “Vieni a vedere, viene dall’Ungheria come te. Vieni a vederlo”. L’uomo non vuole avvicinarsi e prova a scusarsi per le foto. “Perché scatti delle foto? Viene dal tuo stesso Paese!” prosegue l’agente che anche in questo caso conclude con un perentorio “vergognati!”.

Un gesto forte, quello di Pfeiffer, che ha commentato: “Queste persone devono essere messe di fronte alla propria incività. Una multa, per quanto salata, non basta: l'effetto, sfortunatamente, non sarebbe lo stesso. Si devono vergognare, e probabilmente così non lo faranno mai più".

Commenti

maricap

Sab, 01/06/2019 - 18:55

Pienamente d'accordo, la doppia punizione ci sta tutta.