In Giappone finisce il silenzio degli innocenti

E pensare che il Giappone, patria del futuro prossimo venturo, non dovrebbe essere un paese per vecchi. Ma gli anni passano anche per loro ed è per questo, per la tigna dei vecchi secondo i più cattivi o per il riposo che meritano i giusti secondo i più buoni, che fino a ieri nelle terre dell'imperatore, o quantomeno Tokyo, nelle zone residenziali, esisteva un limite agli schiamazzi, 45 decibel per la precisione, il confine insuperabile imposto dalla legge all'inquinamento acustico, viste anche le continue proteste, le petizioni, le lagne di una popolazione che invecchia quasi peggio che in Italia. Il governo della capitale, mettendo al bando la musica a manetta, le chiacchiere tra amici per strada, i clacson delle auto e i rumori molesti di ogni ordine e grado pensava di aver risolto il problema. Ma non aveva considerato una variabile decisiva e micidiale: i bambini. Perchè la legge in questione è diventata involontariamente o per eccesso di zelo burocratico il classico caso in cui si è buttata via l'acqua sporca insieme con il bambino.

Parchi pubblici, giochi all'aperto, persino gli asili sono diventati così in automatico dei covi criminali, associazioni a delinquere dove le urla di felicità bambine, sempre oltre il limite di 45 decibel, superano il muro del suono imposto nel nome della legge. Come uscirne, dunque?

Qualche scuola in realtà ha cercato subito di adeguarsi. Non potendo trasformare un'aula vociante in una biblioteca di assorti silenzi hanno lavorato per insonorizzare le pareti come fossero delle radio. Efficace ma costoso e fondamentalmente malinconico. E comunque impopolare. Perchè la cosa non è andata giù a molti. Già le culle sono vuote, già il tasso di natalità è basso basso, perchè mortificare ancora di più l'infanzia mettendogli il bavaglio invece del bavaglino? Così ora, nonostante un giapponese su tre resti convinto che i bambini bene educati debbano imparare a giocare rispettando i limiti, si sta pensando ad una legge ad puer che cancelli il silenzio degli innocenti e che permetta agli under 12 e solo a loro di fare il baccano che credono. I primi ad essere liberati dal giogo saranno gli asili e i parchi giochi. Anche perchè nei progetti del premier Shinzo Abe c'è la costruzione di migliaia di asili entro il 2018 che dovrebbero stimolare nei sudditi la voglia da dare più figli all'imperatore. E spingere i bimbi al mutismo non sembra la strada migliore per ripopolare la Nazione. «Giocare, piangere e fare casino è un diritto dell'infanzia» dicono adesso, non siamo un pese per vecchi. Alla fine tanto rumore per nulla....