Viale Mazzini fa solo il gioco dei concorrenti

Giletti asfalta la Rai: record di ascolti. Fazio arranca

M assimo Giletti brinda, alla faccia della Rai che lo ha messo in fuga, facendolo approdare a La7. Il suo nuovo talk, Non è l'Arena, ha fatto subito il botto. Giletti infatti ha più che triplicato gli ascolti di La7 nella prima serata della domenica. Quasi due milioni di spettatori, pari all'8,92 di share, hanno seguito l'esordio, costruito intorno al caso Tulliani. Giletti era finito nel mirino della Rai perché non piacevano i toni de L'Arena, talk di grande successo in onda alla domenica pomeriggio sulla rete ammiraglia. Pare fosse giudicato populistico, qualunque cosa si intenda con la parola. Molti commentatori hanno tradotto in termini più piatti: Giletti rompeva le scatole perché incurante della linea politica che va per la maggiore in Viale Mazzini e ha fatto la fine di tutti quelli che non si sono adeguati al renzismo. Se n'è dovuto andare. Non è stato buttato fuori, cosa poco elegante. La Rai ha creato le condizioni favorevoli alla sua «spontanea» partenza, levandogli il talk e offrendo in cambio serate canterine. Buon per La7. Male per la Rai. La tv di Stato ha perseguito con tenacia la sconfitta e per ora sembra averla ottenuta. Prima di tutto, il danno d'immagine. La dipartita (metaforica) di tutte le voci fuori dal coro e lo stipendio di Fazio, pagato a peso d'oro, sono un pessimo biglietto da visita sventolato sotto il naso del contribuente. Giletti poi era un volto storico dell'azienda. Nel 1988 lavorava già nella redazione di Mixer. Immagine a parte, i risultati sono tutt'altro che lusinghieri. L'Arena di Giletti faceva grandi numeri alla domenica pomeriggio su Raiuno. Numeri che la attuale Domenica in, condotta dalle sorelle Parodi, non vede neppure col binocolo. Barbara d'Urso, su Canale 5, ringrazia sentitamente. Potrebbe bastare ma c'è dell'altro. Fazio, bandiera del nuovo corso, è in calo costante di ascolti e nelle ultime domeniche non è riuscito ad andare oltre il 14 per cento. Difficile che ci riesca ora con la concorrenza diretta di Non è l'Arena anche se domenica scorsa è riuscito a resistere. Ma il 14 per cento resta poco per la prima serata di Raiuno. A inizio stagione gli obiettivi erano molto più ambiziosi. Per ora si può parlare di flop ma se gli ascolti scendessero (anche di pochissimo) si dovrebbe usare un altro termine: disastro. Gli effetti collaterali della promozione di Fazio sono invece già disastrosi: su Raitre, al posto di Chetempochefa, sono finite in palinsesto trasmissioni così incisive che nessuno si ricorda quali siano. Rai, di tutto di più. Soprattutto a vantaggio della concorrenza.