Gorizia, anatra positiva all'aviaria: scattano misure del ministero

Anche in molti altri Stati membri la situazione epidemiologica legata alla circolazione di virus influenzale H5N8 ad alta patogenicità è grave

Torna in Italia la paura per l'influenza aviaria e scattano le misure di controllo straordinarie del ministero della Salute.

Il 28 dicembre l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, sede del "Centro di referenza nazionale per l'aviaria", ha confermato una positività per virus influenzale tipo A, sottotipo H5N5, in organi prelevati da un fischione selvatico, specie simile alle anatre, ritrovato morto a Grado, presso la Valle Artalina, in provincia di Gorizia.

Le analisi hanno confermato che si tratta di virus ad alta patogenicità (HPAI). Considerata la grave situazione epidemiologica europea, rende noto il ministero della Salute, legata alla circolazione di virus influenzale H5N8 ad alta patogenicità in numerosi Stati membri (Austria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Regno Unito, Romania, Serbia, Svizzera, Ungheria e Svezia) per un totale di 498 casi, di cui 214 nel pollame domestico e 247 nell'avifauna selvatica, il 9 novembre e il 7 dicembre lo stesso ministero aveva già emanato disposizioni per il rafforzamento delle attività di vigilanza veterinaria permanente, con particolare riferimento alla verifica dell'applicazione delle misure di biosicurezza negli allevamenti industriali di pollame, raccomandando di mantenere al chiuso il pollame nelle aree densamente popolate.

Oggi il ministero ha emanato altre misure di controllo straordinarie, con la sospensione immediata della deroga al divieto di utilizzo nell'attività venatoria nazionale dei richiami vivi appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi su tutto il territorio nazionale.

Commenti

Anonimo (non verificato)

Raoul Pontalti

Sab, 31/12/2016 - 09:47

(Riproviamo stamane) Inflienzavirus A sottotipo H5N8 è ad alta patogenicità per le specie aviarie ma è sostanzialmente innocuo per i mammiferi e dunque per l'uomo anche se da taluno è ritenuto una sorta di incubatore per il sottotipo H1N1 che è invece spesso in causa per l'influenza nella specie umana. L'allarme è giustificatissimo in ambito veterinario per i riflessi di questa forma infettiva negli allevamenti avicoli e tra i selvatici (caccia...), ma non certo per quanto riguarda la salute umana. Stiamo tranquilli: sono ben altri i virus influenzali che minacciano la nostra salute, quello in questione nell'articolo minaccia "solo" il reddito degli avicoltori e il divertimento dei cacciatori.