Greta snobba l'aereo per il catamarano, ma la barca le fa un brutto effetto

Greta Thunberg ha scelto ancora un nave per dirigersi verso la sua prossima meta. Ma le cronache di bordo parlano di vomito e mal di mare

Greta Thunberg non ha intenzione di smettere di viaggiare: la giovane, nonostante il vomito, vuole ancora diffondere le istanze ambientaliste.

E ha anche intenzione di continuare a spostarsi via mare. Per quanto la cinetosi possa rappresentare magari un freno ai moti idealistici della militante ecologista e di tutti i suoi imitatori. Perché quella, stando agli aggiornamenti di queste ore, sembra una delle conseguenze dirette delle sue convinzioni ideologiche.

La prossima meta prevista dal tour della Thunberg è europea, ossia il Portogallo, ma le cronache della navigazione raccontano di qualche imprevisto: la giovane ecologista svedese, infatti, non è affatto indenne al mal di mare. Questo - con tanto di resoconto sulle imminenti conseguenze relative alla sua salute - è quanto raccontato da Libero, che ha rimarcato pure come la scelta di un catamarano quale mezzo di movimento stia avendo un ruolo rispetto a come la Thunberg sta trascorrendo questa sua ennesima esperienza marittima.

A leggere il resoconto, oseremmo dire che poteva andare meglio. Non è una ricostruzione giornalistica di parte, infatti, a rivelare il fatto che Greta Thunberg, come qualche altro membro dell'equipaggio de La Vagabonde, sia afflitta in queste ore dal più classico dei vomiti derivanti dal movimento in mare, ma sono coloro che impugnano il timone ad aggiornare gli astanti via social sullo stato delle cose.

Ma l'estremismo ambientalista, con tutta evidenza, non può infrangersi sulle conseguenze delle onde. Sarebbe un controsenso. Ci sarà - c'è da aspettarselo - anche qualcuno che elogerà il coraggio dell'adolescente. Vale la pena sottolineare come quella di non prendere l'aereo - una battaglia tanto cara alla "new left" occidentale, con Alexandria Ocasio Cortez in prima fila - sia comunque una volontà ascrivibile all'ecologista svedese, che intende così dare l'esempio a tutto il globo terrestre.

Volendo, insomma, il mar di mare sarebbe evitabile. Per quanto, almeno per ora, non si abbiano aggiornamenti su pallore, nausea e sudorazione, che sono poi i classici sintomi che accompagnano in queste circostanze il vomito.

Commenti
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llull

Mar, 19/11/2019 - 21:07

Per coerenza dovrebbe però anche rinunciare ad eventuali rimedi farmacologici perché chissà quanta CO2 è stata emessa per la loro produzione; Insomma, dovrebbe rinunciare a tutte le conquiste che il progresso ha reso disponibili per una vita migliore e l'emissione di CO2 è un fatto naturale ed imprescindibile.